Camera

Alta Val d'Enza, realizzazione della diga di Vetto indispensabile per il fabbisogno idrico e per lo sviluppo della montagna

Data: 26/06/2018
Numero: 7-00004 / Risoluzione in commissione
Soggetto: Commissione VIII - Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici
Data Risposta: 07/11/2018

Risoluzione in Commissione 

La VIII Commissione, premesso che: 

premesso che: l'idea di uno sbarramento delle acque dell'Enza, all'altezza di Vetto, in provincia di Reggio Emilia, non è certo una novità. I primi progetti per la realizzazione di una diga risalgono ormai a quasi 160 anni fa, quando si iniziò a ragionare sullo sfruttamento delle poderose correnti del fiume nella zona; 

associazioni di categoria ed amministratori, ancora di recente, hanno evidenziato la necessità di realizzare un invaso in alta Val d'Enza, ritenendo quest'ultimo indispensabile per lo sviluppo della montagna e dell'agricoltura della valle in questione; 

quella che comunemente viene indicata come la « diga di Vetto », oltre alla produzione di energia elettrica per un bacino di circa 35.000 persone, servirebbe anche per la risoluzione dell'annoso problema del deficit idrico della bassa Val d'Enza che – da sempre – rende difficoltose le irrigazioni per circa 5/6 mesi all'anno di quelle coltivazioni che, storicamente, rappresentano l'eccellenza agroalimentare delle provincie di Reggio Emilia e Parma; 

il piano di tutela delle acque (PTA), approvato dall'Assemblea legislativa dell'Emilia- Romagna con deliberazione n. 40 del 21 dicembre 2005, non contempla – per contro – la realizzazione del detto invaso, ma resta il fatto che il deficit idrico delle province di Reggio Emilia e Parma, nell'asse della conoide dell'Enza, può essere quantificato in oltre 40 milioni di metri cubi all'anno solo per il settore irriguo; 

giova ricordare che la « diga di Vetto » venne qualificata opera urgente e indifferibile per l'irrigazione delle terre di produzione del Parmigiano-Reggiano già nel 1987. Il progetto allora presentato, lo studio di impatto ambientale approvato e le dichiarazioni Ismes richieste dal ministero dell'Ambiente, ebbero infatti a certificare la fattibilità dell'intervento e la sicurezza dell'opera. Al riguardo, si evidenzia che i lavori per la costruzione dell'invaso vennero sospesi nel 1989 e che il Governo pro tempore – nel 1992 – ribadì l'importanza dell'opera. Tuttavia, i lavori non sono più stati ripresi, anche per la forte opposizione della regione Emilia-Romagna, in contrasto con la posizione della gran parte delle amministrazioni locali,
impegna il Governo 

a verificare, anche attraverso una conferenza di servizi tra i Ministeri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole alimentari e forestali se permangano, così come i fatti paiono attestare, le urgenti necessità di realizzare la « diga di Vetto » e, in caso affermativo, individuare le risorse finanziarie per la realizzazione della stessa, previa richiesta alla regione Emilia-Romagna della modifica della pianificazione in essere al riguardo.

On. Tommaso Foti

RISPOSTA IN COMMISSIONE, SEDUTA DEL 3 OTTOBRE 2018

7-0004 Foti: realizzazione della « diga di Vetto ». 
(Discussione e rinvio). 

La Commissione inizia la discussione della risoluzione in titolo. 

Tommaso FOTI (FdI), nell'illustrare il contenuto della risoluzione, fa presente che si tratta di una vicenda annosa, che riguarda un'area al confine tra la provincia di Parma e di Reggio Emilia, che ha avuto un percorso controverso. Inizialmente vi è stata un'autorizzazione ministeriale per la costruzione della diga che però nel corso degli anni non è stata mai finalizzata, non essendo mai i Ministeri interessati pervenuti ad una decisione definitiva al riguardo. Si tratta di un'area particolarmente significativa per la produzione del Parmigiano reggiano e la carenza di acqua per gli allevamenti costituisce un problema assai rilevante. La regione Emilia Romagna riguardo alla vicenda oggetto dell'atto di indirizzo ha avuto un atteggiamento abbastanza ondivago, sposando in principio l'idea della realizzazione della diga, ma prendendone poi le distanze. Con l'approssimarsi della scadenza elettorale sembra invece maturato di nuovo un atteggiamento possibilista. Chiede pertanto al Governo di verificare la posizione dei propri ministeri sulla realizzazione della diga, e, nel caso si accerti una volontà in senso positivo, di definirne tempi e modalità, anche con riguardo ai finanziamenti e alla possibile adozione del modello di project financing. Osserva, infatti, che, soprattutto se si accede al project financing, devono essere assolutamente definiti tutti gli strumenti urbanistici e di pianificazione, non potendosi certo aspettare che finanziatori privati investano il proprio denaro su un'opera di cui sono incerti i passaggi istruttori alla realizzazione. Evidenzia che la questione della realizzazione della diga di Vetto è ricorrente e si impone all'attenzione con regolarità nel mese di giugno, quando diminuiscono le piogge, per poi sopirsi nel mese di ottobre al termine della stagione estiva. Pur consapevole che i territori hanno posizioni contrastanti riguardo alla realizzazione di tale progetto, rileva che nell'ambito della Conferenza dei servizi non si deve registrare l'unanimità dei consensi, potendosi deliberare a maggioranza e pertanto chiede al Governo di esprimere una posizione definita che consenta, dopo lungo tempo, di approdare ad una decisione. 

Il Sottosegretario Salvatore MICILLO si riserva di intervenire in una successiva seduta. 

Alessandro BENVENUTO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

SEDUTA DEL 7 NOVEMBRE 2018

(Rinvio del seguito della discussione). 

La Commissione prosegue l'esame della risoluzione in oggetto, rinviata nella seduta del 3 ottobre 2018. Patrizia TERZONI, presidente, avverte che, in base alle intese intercorse tra il presentatore della risoluzione e il rappresentante del Governo, funzionali a definire un testo condiviso, il seguito della discussione della risoluzione 7-00004 Tommaso Foti relativa alla Realizzazione della « diga di Vetto » è rinviato ad una seduta della prossima settimana. Nessuno chiedendo di intervenire rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

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TommasoFoti
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