Camera

Alto Adige, rivendicazioni austriache minano l'integrita' nazionale; pretendere rispetto e tutelare la minoranza italiana

Data: 21/09/2018
Numero: 1-00038 / Mozione
Soggetto: Camera dei Deputati
Data Risposta: 27/09/2018

La Camera, 

premesso che: 

desta preoccupazione e sconcerto quanto riportato da fonti di stampa e dichiarazioni ufficiali da parte di rappresentanti del Governo e del Parlamento austriaco in merito alla prossima discussione di una proposta di disegno di legge per la concessione della cittadinanza austriaca ai cittadini italiani di lingua tedesca e ladina residenti nella provincia già autonoma dell'Alto Adige; 

in base a quanto contenuto nelle bozze ufficiose del disegno di legge di cui hanno riferito importanti testate giornalistiche d'Oltrebrennero, gli altoatesini di lingua tedesca e ladina potrebbero partecipare alle elezioni per il Nationalrat, il Parlamento austriaco, mentre il servizio civile e le prestazioni sociali scatterebbero per ora invece solo per coloro che dovessero trasferirsi in Austria; 

per realizzare questo disegno l'Austria dovrà modificare la propria attuale legislazione e il quotidiano Tiroler Tageszeitung scrive, rivelando fonti attendibili a livello governativo, che l'accesso alla cittadinanza comporterà un costo agevolato di 660 euro. Potranno fare domanda gli altoatesini che si sono dichiarati ai censimenti linguistici italiani previsti dallo Statuto di autonomia di lingua tedesca oppure ladina; 

secondo il deputato della Freiheitliche Partei Osterreichs (Fpc), il Partito della libertà austriaco, Werner Neubauer – interpellato dall'agenzia di stampa austriaca Apa – è realistica l'approvazione del disegno di legge entro l'anno e la bozza sinora elaborata dovrebbe essere la base delle trattative con il Governo di Roma per trovare un'intesa sulla doppia cittadinanza, anche se la decisione sarà assunta in forma unilaterale, senza un lavoro coordinato con l'Esecutivo del nostro Paese; 

l'ipotesi di concessione della cittadinanza austriaca a cittadini italiani costituisce una forzatura che alimenta anche una frattura profonda nella società che si vorrebbe divisa fra cittadini di diversa serie, a seconda del gruppo linguistico di appartenenza; 

sul quotidiano La Stampa un commentatore ha definito il passo intrapreso dall'Austria sulla doppia cittadinanza, nell'ottantesimo anniversario dell'Anschluss, « un gesto simbolico solo apparentemente innocuo. L'indiretta offerta della cittadinanza austriaca, assolutamente inutile data l'ottima condizione dell'autonomia di cui godono i cittadini di lingua tedesca, aprirebbe un'ambigua rivendicazione identitaria-linguistica »; 

l'autonomia costituisce, attraverso gli accordi De Gasperi-Gruber, culminati con il rilascio nel 1992 della « quietanza liberatoria » da parte dell'Austria, l'approdo di un complesso percorso, non certo una tappa come l'iniziativa austriaca sottenderebbe; 

guardare oltre l'attuale status autonomo dell'Alto Adige, estendendo la stessa cittadinanza austriaca a una popolazione compatta residente in una provincia dotata di autonomia quasi integrale, equivale, a giudizio dei firmatari del presente atto di indirizzo, a dichiarare una sorta di annessione, un atto di inaudita gravità. Oltre a creare un solco fra le popolazioni di lingua diversa della provincia di Bolzano; 

la ridiscussione da parte austriaca della « quietanza liberatoria » del 1992, con cui veniva dichiarata chiusa la vertenza internazionale sull'Alto Adige aperta di fronte all'Onu, riapre un conflitto internazionale faticosamente ricomposto e che ha avuto un costo altissimo anche in termini di vite umane (oltre una ventina i civili e militari uccisi nella stagione più cruenta, quella del terrorismo separatista); 

l'inasprirsi delle relazioni bilaterali tra Italia ed Austria, a seguito dell'apertura del dibattito sull'estensione della cittadinanza austriaca, ha già generato in provincia di Bolzano reazioni molto accese e una mobilitazione generale sospinta dal vento catalano da parte dei movimenti dichiaratamente secessionisti, che in consiglio provinciale contano dieci consiglieri su trentacinque; 

la prospettata estensione della cittadinanza austriaca ai cittadini di lingua tedesca e ladina (e solo ad essi), maggioranza assoluta prossima al 75 per cento dell'intera popolazione in provincia di Bolzano, determinerebbe un unicum, a livello internazionale, ossia una provincia italiana dotata di autonomia quasi integrale abitata da una popolazione con cittadinanza dello Stato confinante, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo premessa scontata della possibile richiesta di cessione della stessa sovranità italiana sul medesimo territorio; 

la concessione della cittadinanza italiana agli italiani anche di Slovenia e Croazia non costituisce alcun precedente apprezzabile, data la purtroppo modesta presenza italiana nei territori delle due Repubbliche affacciate sull'Adriatico, con autentico status di minoranza sia nazionale che regionale delle medesime; 

in ogni caso l'Italia riconosce la doppia cittadinanza a chiunque risieda in qualunque parte del mondo e soddisfi dei requisiti essenziali, mentre l'Austria la estenderebbe solo ai cittadini dell'Alto Adige, quindi con espressa finalità rivendicatoria politica sulle popolazioni della provincia italiana dell'Alto Adige,

impegna il Governo:

1) ad assumere immediate iniziative per ottenere il pieno rispetto da parte del Governo austriaco della « quietanza liberatoria » con cui fu definito il quadro limite entro cui esercitare le funzioni di tutela delle minoranze di lingua tedesca e ladina dell'Alto Adige e che escludeva in modo assoluto da parte dell'Austria rivendicazioni territoriali e di status giuridico sugli abitanti della provincia italiana di Bolzano, sia per il presente che per il futuro, ed individuava nell'autonomia lo strumento definitivo di composizione della vertenza internazionale fra le due Repubbliche; 

2) ad adottare nei confronti delle autorità austriache iniziative concrete volte a tutelare l'integrità nazionale italiana e la minoranza italiana dell'Alto Adige di fronte al rafforzarsi in Alto Adige di tendenze dichiaratamente secessioniste ed antitaliane alimentate anche da quelle che appaiono ai firmatari del presente atto di indirizzo improvvide iniziative legislative austriache fondate sulla base di una discriminante « etnica ».

Mozione sottoscritta dai parlamentari: Lollobrigida, Meloni, Acquaroli, Bellucci, Bucalo, Butti, Caretta, Ciaburro, Cirielli, Crosetto, Deidda, Luca De Carlo, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Ferro, Fidanza, Foti, Frassinetti, Gemmato, Lucaselli, Maschio, Mollicone, Montaruli, Osnato, Prisco, Rampelli, Rizzetto, Rotelli, Silvestroni, Trancassini, Varchi, Zucconi.

Nella seduta dell'Assemblea del 25 settembre 2018 il rappresentante del Governo si è riservato di intervenire successivamente. Il seguito del dibattito è stato quindi rinviato ad altra seduta.

Nella seduta del 27 settembre 2018 la mozione, stante il parere contrario del Governo, è stata respinta.

DIBATTITO IN ASSEMBLEA, SEDUTA DEL 25 SETTEMBRE 2018

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni Biancofiore ed altri n. 1-00030 e Lollobrigida ed altri n 1-00038, concernenti iniziative in relazione al prospettato riconoscimento della cittadinanza austriaca ai cittadini italiani di lingua tedesca e ladina residenti in Alto Adige (Vedi l'allegato A). Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempi riservati alla discussione è pubblicato nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta del 19 settembre 2018 (Vedi l'allegato A della seduta del 19 settembre 2018). Avverto che è stata altresì presentata la mozione Migliore ed altri n. 1-00039, che, vertendo su materia analoga a quella trattata dalle mozioni all'ordine del giorno, verrà svolta congiuntamente. Il relativo testo è in distribuzione (Vedi l'allegato A).

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PRESIDENTE. Collega… Collega, tolga la bandiera, grazie. Grazie, collega. È iscritto a parlare il deputato Luca De Carlo, che illustrerà anche la mozione n. 1-00038, di cui è cofirmatario. 

LUCA DE CARLO (FDI). "Ci fu un tuono secco però non pioveva,/ un lampo di fuoco da terra veniva./ E l'eco veloce si sparse lontano/ riempiendo di fumo le valli ed il piano./ Tornò dell'estate il rumore leggero,/ tornarono i falchi a volare nel cielo. Restarono i quattro che a terra straziati/ guardando quel cielo con gli occhi sbarrati". Questa è una poesia di Guccini, dedicata ai martiri di Cima Vallona: quei martiri che hanno insanguinato la mia terra, il Bellunese, il Comelico, e che sono martiri di una guerra assurda, unilaterale, dichiarata da quattro delinquenti con il supporto dichiarato di molti e che ha condotto anche ad un'autonomia che oggi ci troviamo a discutere. A distanza di tanti anni, non possiamo dimenticare il 25 giugno 1967, non possiamo dimenticare i quattro italiani uccisi dall'esplosivo messo dal BAS, il gruppo separatista altoatesino, quattro fra i tanti che la stagione terroristica colpì. E raccontiamo chi sono: il capitano Francesco Gentile, il sottotenente Mario Di Lecce, il sergente Olivo Dordi, l'alpino, come me, Armando Piva, che morì dopo dodici ore di agonia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Speravamo che la quietanza liberatoria del 1992, l'autonomia e il rispetto per la minoranza di lingua tedesca potessero contribuire a far sì che l'Alto Adige potesse vivere in pace, eppure, a tanti anni di distanza, le sirene austriache tornano a farsi sentire. Scrivere nei testi di scuola che il nostro Risorgimento è stato l'espansione criminale di uno Stato e non la sacrosanta lotta di liberazione di un popolo intero, oppresso da un imperatore impiccatore, non è una strana tesi complottista, ma una falsità indegna e un uso vergognoso della menzogna come propaganda politica (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Così come proporre la doppia cittadinanza non è un atto di solidarietà e nemmeno uno spirito europeista che si evince dalle dichiarazioni di chi, oggi, ha un ruolo in Alto Adige, atto di solidarietà fra popoli che parlano la stessa lingua, ma è un vero e proprio atto ostile, soprattutto il viatico di quello che, evidentemente, davvero vogliono gli autonomisti, eredi di un periodo oscuro con l'aiuto di Vienna: trasformare gli italiani di questa parte d'Italia in profughi, annettere l'Alto Adige all'Austria e così cancellare 100 anni di storia. Questo noi non lo accetteremo mai (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! I nostri alpini hanno proposto di mettere delle croci per ricordare tutti i caduti della Grande Guerra e hanno ospitato gli Schützen nella parata di quest'anno, così come - posso dirlo con orgoglio - io ho ospitato nel mio comune un incontro fra i pronipoti di chi combatté in quegli anni, i pronipoti di Sepp Innerkofler, guida alpina, e dell'alpino De Luca, perché noi siamo orgogliosi di essere italiani e possiamo confrontarci con chi è orgoglioso di essere se stesso, ma solo se il rispetto è reciproco. Alle cerimonie per la strage di Cima Vallona, gli autonomisti, anche se con ruoli istituzionali, non vengono mai, come se quattro uomini delle nostre Forze armate sventrati dagli esplosivi non contassero nulla. D'altronde, le frasi di Magnago, prima, e di Durnwalder, dopo, la dicono lunga su quale sia l'orientamento generale e, anzi, l'Austria ha dato ospitalità e libertà agli assassini stragisti, condannati in Italia, senza mai chiedere scusa, come se l'Italia fosse la patria dell'ingiustizia, come se l'Italia fosse l'oppressore, come se l'Italia non contasse nulla e, invece, abbiamo già dato. Abbiamo ceduto la sovranità che oggi reclamiamo per l'Italia in l'Europa, ma l'abbiamo ceduta all'interno del nostro Stato; ci sono ampie fasce e ampi spazi corrispondenti all'Alto Adige che oggi non sono a sovranità italiana, sono a sovranità loro; abbiamo ceduto economicamente il 90 per cento delle risorse che sono trattenute e la solidarietà per le spese del bilancio italiano a loro è sconosciuta. E non abbiamo ceduto solo perché un sindaco dà loro a disposizione il 78 per cento in più di risorse, ma solo e soprattutto perché la provincia di Bolzano investe il 730 per cento in più di quello che investe Belluno. E, allora, noi chiediamo al Governo di mettere in atto tutte le azioni necessarie non solo per impedire la concessione del doppio passaporto, ma anche per salvaguardare la dignità di chi è italiano e italiano vuole continuare ad essere. E diciamo agli amici della minoranza tedesca: noi difenderemo la vostra lingua, la vostra cultura, il vostro vivere in Italia con tutte le tutele e le opportunità garantite dagli accordi del 1992, ma dovete far capire a chi non ascolta che l'Alto Adige non è una colonia, un protettorato, una provincia senza patria. L'Alto Adige è Italia e questa non è una considerazione, è un fatto immodificabile (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). 

PRESIDENTE. Concluda, onorevole. 

LUCA DE CARLO (FDI). Ma se questa solidarietà non c'è, se questo ricordo non c'è, se l'Austria continuerà sulla strada dell'offesa, allora noi vi ricorderemo che 100 anni fa noi ci siamo liberati dall'oppressore e che cento anni dopo difenderemo, ad ogni costo, il sacrificio dei nostri padri, l'indivisibilità della nostra patria e, soprattutto, la libertà dell'Alto Adige di essere quello che è: italiano (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

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PRESIDENTE. È iscritto a parlare il collega Salvatore Deidda. Ne ha facoltà. 

SALVATORE DEIDDA (FDI). Grazie, Presidente. Intervengo come deputato di Fratelli d'Italia, ma anche come sardo. Quando si parla di autonomia in Italia, quando si parla di specialità, ci viene un po' da sorridere in Sardegna, quando si rivendicano questi diritti di specialità, quando non c'è un mare che impedisce di avere autostrade, quando non ci sono ostacoli per andare da una parte all'altra dell'Europa. Guardiamo, sinceramente, a volte con disgusto chi sputa sull'Italia, quando proprio noi sardi veniamo da una terra che è separata da tutto il resto, quando i cittadini sardi, in quella terra, sono morti a migliaia. Ci dispiace vedere che le regioni a statuto speciale sono trattate diversamente, perché anche noi sardi abbiamo una lingua, il sardo, anche noi sardi abbiamo un problema di ostacoli, però nessuno ce li risolve, abbiamo il mare che non si può scavare, si può solamente sorvolare, si può fare una traversata che dura quattordici ore da Roma a Civitavecchia. Quindi, quando sentiamo lamentele, quando sentiamo adire insoddisfazione, ma i nostri dipendenti pubblici che lavorano in Sardegna quando si sono sognati di avere una doppia indennità perché parlano il sardo? Nessuno ce l'ha mai data. E mi dispiace che - quando vado in quelle terre lontane che noi abbiamo sempre trattato con amicizia, con fraternità, con il popolo tedesco abbiamo sempre avuto un rapporto speciale, tra Sardegna e Germania, tra Sardegna e Austria, tra Sardegna e quelle terre - vediamo invece che si sputa sull'Italia. Io ricordo - e concludo l'intervento, sarò breve - la frase di Attilio Deffenu, che era un sardista convinto, però cadde in quel fronte nella Brigata Sassari: il sardo ha molto vivo e profondo il senso dell'onore e della fierezza, sente in modo spiccato l'orgoglio di essere uomo e di essere sardo, per questo il soldato sardo non alza le braccia, non si arrende in combattimento e non conosce l'obbrobrio dello sbandamento. Niente urta di più il sardo che l'essere tacciato e sospettato di vigliaccheria. Il vero figlio dell'isola vuole fare sempre bella figura, il soldato sardo combatte per l'Italia e per la Sardegna. Morì su quel fronte, nonostante potesse andare in licenza (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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PRESIDENTE. È iscritta a parlare la collega Augusta Montaruli. Ne ha facoltà. 

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Grazie, Presidente. L'Alto Adige, come lo conosciamo oggi, è il frutto di un lungo percorso di pacificazione, che, come ha detto in maniera esatta ed emozionante il mio precedente collega De Carlo, ha visto fin troppe vite cadere. Oggi ci ritroviamo a parlare di un'infausta proposta - che è oggetto, infatti, delle mozioni -, come correttamente è stato detto prima, una proposta fatta in una campagna elettorale, però non, perché fatta in campagna elettorale, meno grave. Non meno grave perché, vedete, per noi l'Italia è sacra e nella sua sacralità toccare un argomento di questo tipo, che rischia di riportarci ad anni indietro, all'epoca dei tentativi, delle fughe di secessione, all'epoca del terrorismo, all'epoca dei tentativi di annessione da parte dello straniero, è qualcosa - per noi - di aberrante; e anche se fosse stata una boutade, meriterebbe oggi la nostra presenza in quest'Aula per ribadire che noi, del Parlamento italiano, saremo sempre, prima di tutto, sempre italiani. Lo dico perché tante volte, anche nelle nostre campagne elettorali, si sentono dei motti. Un motto a noi caro è quello: "prima gli italiani". Prima gli italiani vale anche in Alto Adige per noi. Prima gli italiani vale anche in Alto Adige, vale in ogni angolo di questa meravigliosa nazione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). L'Italia è una, sola, indivisibile. Anche oggi le minoranze stiano al loro posto, perché quello che è stato detto in riferimento anche agli accordi passati - ecco, io lo vorrei ricordare all'ultima collega che è intervenuta - prevedevano che non ci fosse più nessun tentativo di annessione. E invece questa è una proposta che vuole trasformare gli italiani in profughi in casa loro. Ebbene, noi non saremo mai profughi nella nostra patria. Non accetteremo mai che gli italiani, anche in Alto Adige, siano profughi nella nostra patria e, semmai qualcuno si azzarderà a trasformare una proposta di una campagna elettorale in qualcosa di più concreto, chiederemo a questo Governo, il Governo di "prima gli italiani", di togliere la cittadinanza italiana a coloro che accetteranno l'offerta sul piatto d'argento del Paese straniero (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), perché lo interpreteremo come un atto di ostilità verso la nostra nazione, un atto inaccettabile, che non ci vedrà mai piegarci (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il collega Delmastro Delle Vedove? Ne ha facoltà. 

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Grazie, Presidente. La mozione ha un fondamento che è di scottante attualità. Spiace, francamente, vedere che l'Aula sia così deserta, rispetto a una nazione che interviene sull'identità italiana, su uno sgarbo istituzionale incredibile, svolto nei confronti dell'Italia, sul tentativo di influenzare una campagna elettorale. Perché, vedete, l'Occidente ancora si chiede quanto Putin, forse, con fake news e altre cose, abbia influenzato la campagna elettorale americana; qua abbiamo un Presidente di una Repubblica che la influenza soverchiamente, con notizie che hanno clamorosamente della fake news. Allora, spiace vedere che pure la collega Biancofiore non sia presente, pur avendo presentato una mozione a questo dibattito. E spiace vedere, come dire, una sonnolenza - lo debbo dire con grande amicizia - anche degli amici della Lega Nord. Della Lega, scusate, perché, quando la Lega Nord diventa Lega e si appropria del tema dell'italianità, non può tacere rispetto al tentativo di elevare a patria una piccola comunità linguistica che gode di straordinari diritti e, sotto certi aspetti, pure di specifici privilegi, per la cui strumentalizzazione oggi uno Stato estero interviene clamorosamente, a gamba tesa, nel contesto di una campagna elettorale. Questo è un altro tema che noi indirettamente solleviamo con una mozione, con la quale ribadiamo che per noi, come ha sagacemente detto la mia collega Montaruli prima di me, "prima gli italiani" funziona in campagna elettorale certamente, ma poi funziona quando governiamo, funziona nei confronti delle altre nazioni, funziona anche in un'Aula sonnolenta, perché su un tema del genere noi pretenderemmo una maggiore partecipazione. È un tema che, prima o poi, deve essere affrontato, ma con le dinamiche del 2018. Mi sembra che stiamo rievocando discussioni in bianco e nero, che non conducono da nessuna parte, se non a uno schiaffo all'italianità di quelle terre e a uno sgarbo istituzionale nei confronti dell'Italia. Allora, "prima gli italiani", se non è argomento retorico di campagna elettorale, ma, come dire, parola d'ordine che uno ha iscritto all'interno del suo DNA, è "prima gli italiani" anche quando si agitano presunte, sedicenti, asserite piccole patrie che godono di straordinari privilegi, per i quali dovrebbero probabilmente ringraziare l'Italia e respingere ogni tentativo di avere la doppia cittadinanza, che io, da piemontese, baratterei anche volentieri, per paradosso, con la fine di certi privilegi. Infatti, se fosse mai vera quella identità, la si difenderebbe anche a prescindere da determinati privilegi. Allora, sotto questo profilo, credo che la mozione meritasse più attenzione. Sono assolutamente convinto che gli amici al Governo della Lega - e non più Lega Nord - comprenderanno le ragioni della indissolubilità e della unità nazionale, che vengono, non dico frantumate, perché ci vuole ben altro, ma erose dalla strumentalizzazione che viene fatta di una minoranza linguistica, da parte di una persona che tenta di fare soverchiamente quello che forse ha fatto oscuramente Putin. E lo fa soverchiamente, entrando con delle fake news clamorosamente nelle elezioni italiane, per influenzare le elezioni italiane (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). 

PRESIDENTE. Non essendovi altri iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali delle mozioni. Prendo atto che il rappresentante del Governo si riserva di intervenire successivamente. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

DIBATTITO IN ASSEMBLEA, SEDUTA DEL 27 SETTEMBRE 2018

PRESIDENTE. Il rappresentante del Governo ha facoltà di intervenire, esprimendo altresì il parere sulle mozioni all'ordine del giorno. 

RICARDO ANTONIO MERLO, Sottosegretario di Stato per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale. Grazie, Presidente. Sulla mozione n. 1-00047, a firma degli onorevoli D'Uva e Molinari, il parere è favorevole. Sulla mozione n. 1-00030, prima firmataria l'onorevole Biancofiore, il parere è contrario. Sulla mozione n. 1-00038, a prima firma dell'onorevole Lollobrigida, il parere è contrario. Sulla mozione n. 1-00039, a prima firma dell'onorevole Migliore, il parere è contrario.

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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori il collega Trancassini. Ne ha facoltà. 

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Presidente, la settimana scorsa, con la VIII Commissione, siamo andati in missione a Genova. Come commissari abbiamo visto la situazione del ponte, abbiamo incontrato il sindaco di Genova, le autorità aeroportuali, abbiamo incontrato il presidente della regione, il prefetto: abbiamo fatto un grosso lavoro durato un'intera giornata, nella quale la città di Genova ci ha rappresentato, da una parte, la fierezza, la forza, la costanza di rialzarsi dopo una tragedia come quella che è accaduta, ma anche il bisogno di avere delle risposte certe, immediate. In quella occasione abbiamo ascoltato e appreso, noi che venivamo dal palazzo, noi che per la verità avremmo dovuto essere coloro che sapevano meglio degli altri magari quello che qui avviene, che era pronto il decreto e il presidente della regione e anche il sindaco ce ne hanno illustrato parte dei contenuti, dicendo che l'indomani mattina sarebbe stato pubblicato. Era una settimana fa, in questa settimana è cambiato praticamente tutto, e siamo ancora qui, come diceva giustamente l'onorevole Baldelli, in attesa di conoscere quali siano le intenzioni del Governo su questo tipo di problematica. Ma soprattutto registriamo lo stesso approccio che c'è stato nei confronti della ricostruzione post-sisma, cioè l'incapacità di misurarsi con i problemi reali e, in questo caso, anche l'incapacità di fare sintesi, l'incapacità di confrontarsi con i propri dirigenti. Quello che oggi denuncia questo Governo è quello che normalmente avviene per chi amministra: tutti i giorni noi facciamo i conti con il libro dei sogni, ogni giorno cerchiamo di migliorare la vita dei nostri comuni, dei nostri territori, però ci scontriamo con il dirigente che ci spiega che i soldi non sono sufficienti, e quindi facciamo delle scelte, appunto delle scelte di sintesi. Oggi registriamo l'incapacità di questo di questo Governo a stare su problemi reali e urgenti, ma con una piccola ma gravissima differenza, cioè che c'è l'assoluta mancanza di serietà. Un Governo serio non fa post su Facebook tutti i giorni per dire che è pronto, che siamo pronti, che faremo un grande ponte, che ci andremo a mangiare, che ci faremo le feste (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). E continuiamo a dare ad una comunità, da una parte, nessuno riferimento temporale, dall'altra l'illusione che l'indomani mattina comunque faremo qualcosa di grande. Il richiamo che proviene da Fratelli d'Italia è quello alla serietà sull'argomento e, come ha fatto giustamente ieri il nostro Presidente, noi diamo la nostra disponibilità: siamo pronti, come gruppo di Fratelli d'Italia, a collaborare nella stesura di questo decreto (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Siamo convinti che veramente nelle 24 ore sia possibile fornire una risposta a Genova (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Francesco Lollobrigida. Ne ha facoltà. 

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, in questi giorni si è parlato molto di questa vicenda e di quello che sta accadendo in Alto Adige durante una campagna elettorale nella quale si sono tornati a vedere toni che sembravano superati, cioè la vicenda legata al passaporto austriaco che l'Austria vorrebbe concedere ad alcuni cittadini italiani di lingua tedesca e ladina. Questa iniziativa nasce, per la verità, da un'improvvida lettera di 19 consiglieri provinciali - e non tutti dei partiti austriacanti, se vogliamo utilizzare un termine aulico - ma anche di qualche rappresentante dei partiti di Governo. Infatti, c'era la firma dell'esponente del MoVimento 5 Stelle e anche di altri soggetti dell'area di governo. Una lettera che parlava di atto di riparazione necessario per i cittadini altoatesini che hanno perso la cittadinanza austriaca con l'annessione involontaria dell'Alto Adige da parte dell'Italia. No, noi su questo non siamo d'accordo e non sono d'accordo nemmeno quelli che ricordano che i nostri fanti, gli alpini, la Brigata Sassari, i fanti dell'aria di Francesco Baracca e Gabriele D'Annunzio (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) quei confini li hanno volontariamente e consapevolmente marcati con il loro sangue, perché sarà capitato anche a voi di girare nelle valli e imbattervi in qualche trincea, di guardare con rispetto, magari in gita scolastica e trascinati a forza, al Sacrario di Redipuglia o in altri dei tanti sacrari italiani o semplicemente in una delle tante città italiane scorrere i nomi, sulle lastre di marmo, dei tanti caduti della Prima guerra mondiale. Sono i segni vivi in questa nazione dell'ultima guerra di indipendenza, quella che ci ha resi definitivamente nazione, che ci ha resi consapevoli tutti di un elemento unificante che è la nostra patria. Abbiamo ascoltato tante parole in questi giorni, abbiamo ascoltato le parole che ricordano la sovranità, la patria, la nazione sovrana. Abbiamo ascoltato tanti dettagli e particolari su quello che ha portato alla quietanza del 1992, alla chiusura definitiva per noi, per i due Stati dell'Austria e dell'Italia, della vicenda altoatesina. Li abbiamo ascoltati in quest'Aula e ci sarebbe ancora molto da dire se volessimo riaprire il percorso storico e raccontare di quello che accadeva durante il brutto periodo delle opzioni, delle connivenze nelle valli con il regime nazista in ostilità con il Governo italiano, con gli atti di terrorismo spesso giustificati. Ancora oggi c'è chi in Alto Adige - anche i rappresentanti istituzionali - commemora i terroristi italiani che avevano ammazzato servitori dello Stato (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) ufficialmente e continuano a commemorarli come eroi in un Alto Adige in cui è consentito a squadre militarmente organizzate di detenere armi da guerra, cosa che non accade in nessun'altra parte d'Italia. Ma parliamo e abbiamo sentito parlare, anche in queste ore, qui e fuori da qui, del tentativo strumentale che alcuni stanno facendo di riaccendere gli odi in quelle terre tra le comunità di cittadini italiani per racimolare voti. Abbiamo ascoltato anche chi, come anche questa mattina il deputato Schullian, che ovviamente parla da italiano in quest'Aula - e lo ha rivendicato e ribadito, anche se non so se lo fa anche in Alto Adige con lo stesso orgoglio e la stessa fierezza che ha qui rappresentato (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) - ha tentato di sminuire questa questione relegandola a fatto marginale. Noi crediamo, invece, che vada espressa una condanna ferma degli atti di ingerenza gravi da parte dell'Austria nelle politiche italiane, perché nessuno dovrebbe tollerare, nemmeno un Governo un po' "pseudosovranista" - diciamo così - che forse dimentica che una nazione sovranista difende i propri confini e i propri cittadini dallo straniero e anche da chi lo aiuta (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). L'Austria è tornata a parlare in questi mesi, anche nei programmi elettorali dei partiti di governo, dell'Alto Adige come se fosse una porzione dell'Impero austroungarico. È ridicolo, è comico probabilmente, pensando all'Austria, uno staterello della nostra Europa con cui noi oggi auspicheremmo di avere un rapporto relazionale utile a programmare politiche che affrontino le grandi dinamiche di quest'Europa; ma ci ritroviamo, invece, un Capo di Stato austriaco che viene in Italia a fare comizi in terra italiana e ad argomentare le ragioni per le quali un pezzo di italiani dovrebbe essere a casa propria valorizzato di più di altri, mettendo un pezzo d'Italia contro un altro pezzo d'Italia. Questo è grave, è grave per lui ed è grave per chi è complice di questo tipo di atteggiamenti. E tra i complici - mi permetta - vi è anche chi ha taciuto. Non abbiamo sentito nulla dai banchi del Governo rispetto alla presenza del Cancelliere Kurz (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) e non abbiamo sentito nulla dai partiti di maggioranza rispetto a questa proposta che non è vero che non è sostanziata da fatti, perché nei programmi elettorali dei partiti di governo austriaci c'è scritto che uno degli impegni è quello di sanare questo vulnus della storia. Avete tentato, colleghi, anche del gruppo Misto, di svilire il nostro approccio alla questione: non sono problemi seri, anche la parte finale dell'intervento del collega tentava di mettere questa discussione tra quelle inutili. Se era inutile, potevate non sollevarla, potevate non far perdere tempo. Ma credo che non sia inutile, sia strumentale, perché su questo voi ci giocate, e ci giocate da un pezzo. Lo Stato italiano ha permesso ad alcuni in Italia di vivere in condizioni di maggiore agiatezza rispetto ad altri (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), di avere tutta una serie di vantaggi enormi in questa nostra nazione per quieto vivere. Ma in cambio c'è una pretesa, una sola pretesa di questa nazione: di avere rispetto, rispetto per l'Italia e per tutti i cittadini altoatesini. L'SVP, in particolare, in questi anni insegue i partiti indipendentisti che ancora esistono, secessionisti che ancora esistono, e in campagna elettorale solleva, per racimolare qualche voto, questi temi, cercando di inasprire il dibattito. Ed è ancor più grave che un pezzo di nazione straniera, l'Austria, si renda connivente di questo atteggiamento. Un apprezzamento al Ministro Moavero (Applausi di deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), perché il Ministro Moavero, a differenza degli altri esponenti di Governo, ha avuto, essendo persona di esperienza, la piena consapevolezza della gravità dei fatti che oggi stiamo imputando al Governo austriaco e che non vanno sminuiti. Noi di Fratelli d'Italia, e lo diciamo al Ministro Salvini, che ha uno slogan che, come noi, rivendica che per tutti dovrebbero venire prima gli italiani, ma lo diciamo al Ministro Salvini: anche in Alto Adige quello slogan ha valore (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), non solo dalle altre parti d'Italia. Il 4 novembre festeggeremo l'indipendenza italiana definitiva, festeggeremo l'Unità d'Italia, e lo faremo rivendicando questi principi; sarà finita la campagna elettorale in Alto Adige, si vota il 21 di ottobre. Speriamo che la comunità italiana di lingua italiana abbia consapevolezza di quello che sta accadendo e punti a non turbarsi rispetto agli atteggiamenti prevaricatori che spesso arrivano dai partiti di maggioranza in quella regione, che governano, permettetemi, con metodi clientelari e familisti, che sono sovvenzionati dai privilegi che l'Italia ha concesso alla comunità altoatesina. La ragione per la quale quei privilegi esistono è perché ci sia integrazione, perché ci sia sviluppo; quello sviluppo che vede l'Alto Adige avere il più alto tasso demografico in questa nazione, di incremento demografico, e avere il minimo di disoccupazione in questa nazione. Chiedete, però, se quei privilegi sono invidiati dalle comunità di confine, dai bellunesi, per esempio. Non voglio insistere molto su quello che è un contesto di tutta evidenza. Avremmo sperato che il Governo assumesse… 

PRESIDENTE. Concluda. 

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). … delle decisioni più chiare, più nette, che avesse il coraggio di scrivere qualcosa di concreto nella mozione attraverso i gruppi parlamentari che l'hanno firmata. Oggi il MoVimento 5 Stelle e la Lega firmano una mozione… 

PRESIDENTE. Collega, deve concludere. 

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). … che non dice niente - sto concludendo -, che nelle premesse spiega la gravità degli atti e che nelle conclusioni si dice miseramente preoccupata. Auspichiamo di avere in queste ore una consapevolezza di quello che disse Mazzini, e chiudo: a noi nati in Italia Dio ha assegnato la patria meglio definita d'Europa. In altre nazioni, con limiti più incerti, possono insorgere questioni, ma sulla nostra no. Dio ha steso intorno a noi linee di confine perfette e innegabili. Se lo mettano in testa gli amici della SVP, se lo mettano in testa (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)…

...

PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Come da prassi le mozioni saranno posta in votazione per le parti non assorbite e non precluse dalle votazioni precedenti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Biancofiore ed altri n. 1-00030, su cui il Governo ha espresso parere contrario. Dichiaro aperta la votazione. (Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione. La Camera respinge (Vedi votazione n. 1). Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Lollobrigida ed altri n. 1-00038, su cui il Governo ha espresso parere contrario. Dichiaro aperta la votazione. (Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione. La Camera respinge (Vedi votazione n. 2).

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TommasoFoti
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