Camera

Comparto industriale dell'automobile; varare un piano di transizione ecologica che non vessi gli automobilisti e che non metta a rischio posti di lavoro

Data: 26/02/2019
Numero: 1-00131 / Mozione
Soggetto: Camera dei Deputati
Data Risposta: 27/02/2019

La Camera, 

premesso che: 

il comparto automotive italiano rappresenta 5.700 imprese, 100,4 miliardi di euro di fatturato, pari al 6 per cento del prodotto interno lordo, quasi 259.000 addetti (il 7,1 per cento del settore manifatturiero), una spesa in ricerca e innovazione di 1,7 miliardi di euro l'anno, 74,4 miliardi di euro di gettito fiscale nel 2017; 

con la legge di bilancio per il 2019 il Governo ha varato la cosiddetta « ecotassa » che prevede a partire dal 1° marzo 2019 una significativa tassazione progressiva delle autovetture a combustione, a partire da quelle con emissioni di anidride carbonica superiori ai 160 grammi per chilometro; contestualmente dispone l'erogazione di incentivi ad autovetture elettriche o ibride; 

tali misure sono state adottate, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, con frettolosità ed approssimazione, senza la possibilità di un adeguato dibattito parlamentare e senza il dovuto coinvolgimento preventivo dei soggetti della filiera; 

essendo la norma tarata sull'anidride carbonica, un climalterante e non un inquinante, non appare corretto parlare di « politiche per il miglioramento della qualità dell'aria » che hanno come obiettivo la riduzione di smog, inquinamento e polveri sottili. In termini ambientali, non vi sarebbero particolari effetti positivi, perché nelle strade italiane continuerebbero a circolare veicoli con oltre 20 anni di età, mentre si vanno a tassare, disincentivandone l'acquisto, veicoli di ultima generazione con prestazioni ambientali superiori alla media del parco circolante. La misura, quindi, sarà inefficace e impatterà non soltanto su vetture del segmento premium, già assoggettate al « superbollo », ma anche su molte vetture del segmento medio, mono-volumi e multi-spazio, usate dalle famiglie italiane e dai piccoli operatori economici rispetto ai quali un aggravio di 1.100 euro appare assolutamente fuori misura; 

da più parti, nel dibattito pubblico come nelle posizioni dei principali soggetti della filiera, è stato sottolineato che i primi a pagare il conto di queste misure sarebbero stati i cittadini virtuosi che intendono acquistare una nuova vettura, che in ogni caso inquinerà meno di una « vecchia » e che il mercato dell'auto subirà una pesante flessione, con conseguenze per l'occupazione e per le entrate dello Stato: meno veicoli venduti corrispondono a meno imposte incassate. Si ricorda che nel 2017 la contribuzione derivante dall'acquisto dei veicoli (versamento Iva e Ipt) è stata di 9,4 miliardi di euro; 

in considerazione dell'attuale situazione del mercato nazionale e internazionale, inoltre, tali misure avranno come effetto diretto quello di favorire case produttrici estere che negli ultimi anni hanno maggiormente sviluppato la produzione di auto elettriche o ibride, con un conseguente danno per le imprese automobilistiche che producono in Italia; 

a seguito di tali misure, infatti, Fca ha annunciato la volontà di un ridimensionamento del piano industriale del novembre 2018, che avrebbe previsto un complessivo piano degli investimenti in Italia per circa 5 miliardi di euro; 

si auspicava almeno una lieve crescita delle immatricolazioni a gennaio 2019, dovuta alla possibilità di acquistare veicoli nuovi prima dell'entrata in vigore delle suddette misure (1° marzo 2019), e invece non si è avuto nemmeno questo effetto, a testimonianza della natura depressiva delle suddette misure; 

a conferma di ciò, nel mese di gennaio 2019 sono state immatricolate 164.935 autovetture, il 7,5 per cento in meno rispetto a gennaio 2018 (elaborazioni dell'Associazione nazionale filiera industria automobilistica su dati del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in data 5 febbraio 2019). Il gruppo Fiat Chrysler automobiles (incluso Maserati) registra un calo tendenziale del 22 per cento nel mese, con volumi che si attestano a 40 mila nuove registrazioni con il 24 per cento di quota; 

inoltre, l'esclusione dagli incentivi delle auto a metano rappresenta una scelta insensata. È, infatti, ormai scientificamente provato che il metano per autotrazione sia il combustibile che produce le minori emissioni di inquinanti locali (PM, NOx, HC e altro). Inoltre, il metano è una fonte rinnovabile e ha una cospicua possibilità di produzione nazionale, al contrario di altre tecnologie incentivate che oggi vengono sviluppate principalmente da industrie estere; 

tale immotivata esclusione va in controtendenza rispetto al decreto ministeriale di incentivazione del biometano, varato nel 2018 con il fine di facilitare una sua massiccia utilizzazione come combustibile per l'autotrazione per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, facendo leva sui punti di forza ambientale ed economica sopra rilevati; 

il saldo di tali misure in termini di benefici ambientali e di ricambio del parco circolante rischia di essere particolarmente ridotto se non addirittura negativo, poiché una fetta consistente di automobilisti, non potendosi permettere auto ibride o elettriche dal costo elevato (le uniche che beneficiano degli incentivi), rinvieranno l'acquisto di una nuova auto continuando ad utilizzare quella vecchia e inquinante; 

a ciò si aggiunge l'evidente conseguenza negativa per il mercato dell'usato e dei « chilometri zero » (che aveva risposto bene alla lunga fase di crisi economica), poiché è di tutta evidenza che i veicoli appartenenti a questi segmenti sono esclusi dagli incentivi e, in molti casi, saranno gravati dall'ecotassa; 

con il decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257, l'Italia ha recepito la direttiva 2014/94/Ue (cosiddetta « direttiva Dafi ») sulle infrastrutture per i carburanti alternativi nei trasporti. Tale direttiva prevede l'adozione di un piano nazionale per lo sviluppo delle infrastrutture per tali carburanti (elettrico, gnc, gnl) secondo il principio della neutralità tecnologica; 

è in fase di approvazione definitiva la proposta della Commissione europea di modifica del regolamento (Ue) n. 715/2007 sui limiti di emissioni di anidride carbonica per le automobili e i veicoli commerciali leggeri, che prevede una riduzione delle emissioni al 2030 del 37,5 per cento per le automobili e del 31 per cento per i furgoni, con un target intermedio al 2025. Tali nuove previsioni risultano irrealistiche e particolarmente penalizzanti per il settore; 

a seguito dell'accordo di bacino padano, sottoscritto tra il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e le regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, è stato varato un provvedimento di blocco della circolazione per i veicoli considerati maggiormente inquinanti, dal 1° ottobre 2018 al 31 marzo 2019. Tale divieto riguarda i veicoli diesel Euro 3 (in Emilia-Romagna anche i diesel Euro 4). Tale provvedimento ha generato un disagio diffuso in molte famiglie e operatori commerciali dal basso potere di acquisto che in questi anni non si sono potuti permettere di sostituire la propria auto; 

peraltro, anche per l'adozione di tali divieti così come per l'ecotassa, si continua ad utilizzare come parametro del livello di emissioni l'anidride carbonica, quando, da un lato, tutti gli studi convergono sulla maggiore pericolosità di altre sostanze (pm 10, pm 2,5 e altre) generate principalmente dalla corrosione dell'asfalto e dall'usura degli pneumatici e non dai gas di scarico e, dall'altro lato, è ormai riconosciuto dalla più vasta letteratura scientifica che il traffico veicolare incide per una quota molto bassa sull'inquinamento atmosferico, su cui assai più incide il riscaldamento da abitazione; 

prima di nuovi provvedimenti di blocco della circolazione di determinate categorie di veicoli considerate inquinanti, occorrerebbe varare, in accordo con le regioni della pianura padana, un grande piano di sostituzione delle caldaie da riscaldamento più inquinanti, a partire da quelle pubbliche, rafforzando contestualmente gli incentivi per la sostituzione di quelle private con impianti a minore impatto ambientale, 

impegna il Governo: 

1) a varare un piano organico di transizione ecologica che sia realistico e non penalizzante per l'industria nazionale automobilistica e per i livelli occupazionali ad essa collegati, evitando ulteriori provvedimenti improvvisati e dannosi per il comparto e per gli automobilisti già fortemente vessati; 

2) ad adottare conseguentemente un'iniziativa normativa urgente per l'abrogazione delle disposizioni sulla cosiddetta « ecotassa » contenute nella legge di bilancio per il 2019, nonché per la contestuale estensione dei soli incentivi alle auto alimentate a metano; 

3) ad attuare pienamente il decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257 di recepimento della direttiva 2014/94/Ue (cosiddetta « direttiva Dafi ») che prevede un piano nazionale di sviluppo delle infrastrutture per i carburanti alternativi secondo il principio della neutralità tecnologica, sviluppando contestualmente l'elettrico nell'ambito della mobilità urbana, il metano compresso (gnc) per le medie e lunghe distanze, il metano liquido (gnl) per il trasporto merci ed il trasporto marittimo; 

4) a tali fini, a costituire un tavolo permanente con i rappresentanti della filiera automotive (produttori di auto e veicoli industriali, produttori di componenti, rivenditori, gestori di servizi di mobilità pubblica e privata, organizzazioni sindacali, esperti di settore e altro) da consultare tassativamente prima di qualunque nuovo provvedimento in materia; 

5) a promuovere in sede europea un'immediata revisione delle modifiche al del regolamento (Ue) n. 715/2007 sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, in corso di approvazione, con l'obiettivo di giungere ad una transizione ecologica più morbida, realistica e compatibile con le prospettive di evoluzione tecnologica dell'industria nazionale automobilistica; 

6) a riferire trimestralmente alle Camere sull'impatto che le misure recentemente introdotte avranno sul comparto automotive nazionale e sui relativi livelli occupazionali.

Mozione sottoscritta dai parlamentari: Fidanza, Zucconi, Lollobrigida, Silvestroni, Rotelli, Acquaroli, Bellucci, Bucalo, Butti, Caretta, Ciaburro, Cirielli, Crosetto, Deidda, Luca De Carlo, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Ferro, Foti, Frassinetti, Gemmato, Lucaselli, Maschio, Meloni, Mollicone, Montaruli, Osnato, Prisco, Rampelli, Rizzetto, Trancassini, Varchi.

Nella seduta del 27 febbraio 2019, stante il parere contrario del Governo, la Mozione è stata respinta dalla Camera

DIBATTITO IN ASSEMBLEA

...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fidanza. Ne ha facoltà. 

CARLO FIDANZA (FDI). Grazie, Presidente. Intanto ringrazio i colleghi del Partito Democratico per aver chiesto di poter discutere questo argomento. Purtroppo arriviamo, non per colpa loro, a pochi giorni dalla entrata in vigore del provvedimento scellerato che ha introdotto nella legge di bilancio la cosiddetta ecotassa: quasi un'operazione di maquillage dialettico. Provate a chiamarla bonus-malus ma di bonus c'è ben poco. Questa si chiama ecotassa ed è l'ennesima tassa che andrà a gravare il settore automobilistico italiano, che è già uno dei più vessati del mondo e andrà a gravare le famiglie e gli automobilisti italiani, che sono tra i più vessati d'Europa. Il sottosegretario Crippa, nella sua dotta illustrazione delle motivazioni dei pareri che ha espresso a nome del Governo, ci ha imputato, credo un po' a tutte le mozioni di minoranza, di aver utilizzato in maniera strumentale i dati, tragici, del mercato automobilistico del mese di gennaio, quasi come se noi avessimo voluto collegarli a questa misura. In realtà, sottosegretario, non è questo: bisogna constatare che in un mercato che è già in assoluta difficoltà non soltanto in Italia ma anche nel resto d'Europa, tale da portare a dati in forte decremento, l'introduzione di tale misura, scellerata, avrebbe dovuto portare almeno a un aspetto positivo, cioè che gli italiani corressero nei mesi di gennaio e febbraio, prima quindi del 1° marzo, giorno in cui entrerà in vigore il provvedimento, a cercare di acquistare le ultime auto possibili prima di incorrere nell'ulteriore gravame dell'ecotassa. Non è accaduto neanche questo: neanche l'effetto possibile positivo di un provvedimento negativo si è generato. Il che dimostra ulteriormente che siamo di fronte ad un provvedimento depressivo, un provvedimento depressivo che avete assunto in una notte, cercando di inserirlo, anzi inserendolo dentro un emendamento che doveva andare a coprire gli incentivi per i pescatori penalizzati dal fermo pesca. Proditoriamente, nella notte, ci avete attaccato, all'insaputa persino del presentatore dello stesso emendamento a favore dei pescatori, questo provvedimento assurdo. Poi vi siete accorti che era assurdo, a quel punto, avete cercato una mediazione tardiva. Avete convocato tardivamente le associazioni di categoria e i produttori e ce lo spacciate come la convocazione di un tavolo, una grande concessione democratica, ma avete dovuto correre ai ripari tardivamente per produrre comunque un provvedimento che ha generato l'assoluto disappunto e lo sconforto dell'intero settore. Avete approvato questo provvedimento, che avrà due effetti sostanziali. Il primo è un grande favore alle case costruttrici estere e una grande sofferenza e penalizzazione nei confronti di chi produce auto in Italia: alla faccia del Governo sovranista, mi verrebbe da dire. Ringraziano a Tokyo, a Seul e a Pechino, mentre invece piangiamo a Mirafiori e negli altri stabilimenti in cui, in Italia, si producono automobili (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Il secondo effetto è quello che, semplicemente, questa grande misura che, secondo voi, servirebbe a combattere l'inquinamento, produrrà più inquinamento perché, gravando la possibilità per gli italiani di acquistare auto, anche diesel, più pulite di nuova generazione che andranno ad alimentare una somma enorme di auto invendute nel mercato dell'usato e del chilometro zero, semplicemente accadrà che gli italiani non compreranno auto nuove. Si terranno le auto vecchie, che sono più inquinanti e, quindi, otterrete l'effetto opposto di quello che invece avreste voluto ottenere, o per lo meno così avete dichiarato. Poi avete fatto altre scelte folli; per esempio, nel meccanismo di incentivi, avete detto "no" a tutti gli emendamenti che avevamo presentato per incentivare, ad esempio, tutta la filiera del metano che è una filiera nazionale in gran parte prodotta in Italia, una filiera pulita perché voi continuate a compiere un errore che fior di scienziati oggi testimoniano essere tale cioè continuare a considerare il livello di emissioni sulla base della CO2, che tutti ormai sanno essere un climalterante, e non sulla base di elementi molto più inquinanti come il PM10 o il PM2,5 che sono gli elementi inquinanti che effettivamente fanno male alla salute e, sulla base di questo, discriminate un'intera filiera nazionale e pulita come quella del metano. Non solo, nel frattempo il vostro Governo ha votato a favore di un nuovo regolamento europeo che modifica i regolamenti del passato e che andrà a gravare ulteriormente su livelli di emissioni previsti per i prossimi anni, che saranno assolutamente non raggiungibili e non soddisfacibili dal comparto auto. Non si può pensare di imporre la transizione ecologica con dei target che non sono raggiungibili da chi le auto le produce. Non si può fare dell'ambientalismo ideologico penalizzando le tasche dei cittadini e penalizzando i produttori e i lavoratori che in quelle aziende lavorano, perché questo semplicemente otterrà l'effetto opposto: non ci sarà un ambiente più pulito, non si venderanno più auto, non ci sarà la transizione ecologica, perché nessuno la potrà raggiungere come tale. E, allora, noi tutti questi impegni li abbiamo naturalmente capovolti e ribaditi nella nostra mozione, ma voglio dedicare qualche ultimo secondo, Presidente, alla mozione di maggioranza, perché noi siamo ulteriormente rafforzati nella convinzione che abbiate votato, nella legge di bilancio, un provvedimento scellerato da quello che il sottosegretario Crippa e i suoi colleghi di maggioranza scrivono nella vostra mozione di maggioranza. Infatti, da un lato, si chiede di proseguire il tavolo: ecco magari se fate i tavoli prima di decidere sono più utili. Poi, nella mozione di maggioranza, si chiedono aiuti alla rottamazione dei veicoli di categoria Euro 3 o inferiore, per favorire l'acquisto di autovetture usate di categoria Euro 5 o superiori. Che cosa ci state dicendo, nella mozione di maggioranza? Che avete sbagliato, che c'è una fetta enorme di veicoli diesel di ultima generazione puliti che voi non avete incentivato e che rimarranno invenduti nei concessionari e questo impedirà la transizione ecologica e causerà un danno enorme a tutto il comparto automobilistico. E poi la chicca: l'impegno numero 3), caro sottosegretario Crippa, dove si dice che bisogna prevedere un meccanismo di finestre temporali nel corso dell'anno per valutare l'andamento temporale dell'assorbimento delle risorse, tenendo conto delle esigenze del comparto. Cosa ci state dicendo? Che avete sbagliato, che avete fatto un provvedimento irrealizzabile: solo che, nel frattempo, i cittadini pagheranno ancora una volta la follia delle vostre scelte ideologiche (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

...
PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Come da prassi, le mozioni saranno poste votazione per le parti non assorbite e non precluse dalle votazioni precedenti. 

...
Passiamo alla votazione della mozione Fidanza ed altri n. 1-00131. Avverto che ne è stata chiesta la votazione per parti separate, nel senso di votare il quinto capoverso del dispositivo distintamente dalla restante parte della mozione. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Fidanza ed altri n. 1-00131, per le parti non assorbite e non precluse dalle precedenti votazioni, ad eccezione del quinto capoverso del dispositivo, con il parere contrario del Governo. Dichiaro aperta la votazione. (Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione. La Camera respinge (Vedi votazione n. 35). Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Fidanza ed altri n. 1-00131, limitatamente al quinto capoverso del dispositivo, con il parere contrario del Governo. Dichiaro aperta la votazione. (Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione. La Camera respinge (Vedi votazione n. 36).

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