Camera

Liberta' religiosa e persecuzioni alle minoranze nel mondo; attivarsi in ogni sede per garantire la piu' ampia liberta' di culto

Data: 27/02/2019
Numero: 1-00134 / Mozione
Soggetto: Camera dei Deputati
Data Risposta: -

La Camera, 

premesso che: la continua crescita della persecuzione anti-cristiana nel mondo ha ormai portato il numero dei cristiani perseguitati a oltre 245 milioni, pari a quasi il nove per cento del totale, e nel solo 2018 sono stati quattromila quelli uccisi, con un aumento di ben mille vittime rispetto all'anno precedente; 

parimenti si intensificano gli attacchi ai luoghi di culto, con quasi ottocento chiese e altre migliaia di edifici che ospitavano case private e negozi appartenenti ai cristiani attaccate; 

lo studio condotto dalla fondazione Aiuto alla chiesa che soffre (Acs) sull'evoluzione delle persecuzioni subite dai cristiani nel mondo negli anni compresi tra il 2015 e il 2017 prende in esame tredici Paesi in cui le negazioni alla libertà di fede dei cristiani sono più efferate, dimostrando che in undici di questi, tra la metà del 2015 e la metà del 2017, la situazione è degenerata rispetto al biennio precedente (che già aveva registrato un netto peggioramento) e che negli altri due, Arabia Saudita e Corea del Nord, era tanto drammatica da non poter aggravarsi; 

nello specifico, in Stati quali Iraq e Siria il genocidio compiuto dall'Isis ha avuto effetti devastanti sulle locali minoranze religiose, e il rapporto di Acs mostra chiaramente come lo sradicamento dei cristiani, insieme a quello delle altre minoranze religiose, sia stato lo specifico e dichiarato obiettivo dei gruppi estremisti che agiscono in Iraq, in Siria e in altre aree della regione, incluso l'Egitto dove si ricordano i tre tragici attentati avvenuti nel 2017; 

assume la forma del genocidio anche quello in atto contro i cristiani in Nigeria, dove all'azione della setta islamista Boko Haram si uniscono le violenze commesse da pastori estremisti di etnia fulani, che hanno devastato villaggi cristiani e ucciso molti fedeli; 

il fondamentalismo islamico continua ad essere la fonte principale di persecuzione dei cristiani, non confermandosi solamente, ma estendendo la sua morsa in varie aree, ma deve far riflettere anche l'ascesa del nazionalismo religioso come prorompente fonte di persecuzione anticristiana, in particolare in Medioriente e Sudest asiatico, e non va dimenticato il ruolo di regimi totalitari quale quello nordcoreano; 

in India e Pakistan è in forte ascesa il nazionalismo indù, favorito in India dal Bharatiya Janata Party (BJP), il partito del Primo Ministro Narendra Modi, con conseguenze drammatiche per i cristiani, e anche in Pakistan il governo risulta incapace di proteggere le minoranze dall'estremismo e dalla discriminazione; 

in altri Stati gli attori diretti delle persecuzioni anticristiane sono i regimi totalitari: in Cina i diritti umani vengono gravemente violati nel tentativo statale di assoggettare qualsiasi attività religiosa al proprio controllo, mentre continua la campagna di rimozione delle croci e di distruzione delle chiese e desta preoccupazione la possibilità che Pechino possa adottare un sistema di stratificazione sociale analogo a quello del songbun della Corea del Nord; 

l'applicazione di tale sistema determina l'accesso a beni e servizi necessari quali cibo, educazione e assistenza sanitaria, sulla base della posizione occupata dai cittadini tra le 51 potenziali categorie che indicano maggiore o minore lealtà al regime, e realizza un sistema che favorisce la discriminazione basata sul credo religioso, giacché i cristiani, che si trovano nelle ultime categorie, sono classificati come ostili allo Stato e quindi incarcerati; 

i rapporti riferiscono di cristiani che patiscono « atrocità indicibili » all'interno dei campi di internamento e che spesso, in quanto prigionieri a causa della religione, sono isolati dagli altri per subire trattamenti peggiori quali lavori forzati, torture, persecuzione, privazione di cibo, stupri, aborti forzati, violenze sessuali ed omicidi;

non è migliore la situazione nella cosiddetta Corea del Nord d'Africa, ovvero l'Eritrea, dove il Governo ha messo in atto misure ancor più repressive nei confronti dei cristiani, e chiunque si opponga al crescente controllo governativo dei gruppi religiosi viene arrestato e detenuto in carceri noti per le torture ai prigionieri; 

la persecuzione anti-cristiana va ben oltre il numero dei martiri o le distruzioni di edifici cristiani: si manifesta negli arresti senza processo, nei licenziamenti, nella violazione di diritti fondamentali come l'istruzione e le cure mediche, nelle campagne denigratorie e nel bullismo, ma anche nelle migliaia di matrimoni forzati e stupri, che celano vite devastate a causa di una scelta di fede e tali cifre sono purtroppo da considerare punti di partenza, poiché è potenzialmente enorme la realtà sommersa dei crimini non denunciati o non registrati contro i cristiani in molti Stati; 

rispetto alla minaccia costituita per i cristiani dal movimento islamista il rapporto World watch list – che ha stilato la nuova lista delle prime cinquanta Nazioni al mondo per numero di perseguitati religiosi, identifica cinque preoccupanti tendenze: « 1) la radicalizzazione delle aree dominate dall'islam, con Africa orientale, occidentale e del Nord come scenario in ascesa, così come il mondo musulmano non arabo asiatico; 2) il divario tra sunniti e sciiti, il cui centrale terreno di scontro è soprattutto l'Asia, incluso il Medio Oriente; 3) l'espansionismo islamico in aree a prevalenza non musulmana (vedasi sviluppi in zone africane e asiatiche non islamiche, specie in Africa sub-sahariana, e Indonesia, Malesia, Brunei); 4) la simultanea radicalizzazione ed espansionismo islamico, con il caso principale della Nigeria; 5) una pulizia etnica in base ad affiliazione religiosa, in evidente crescita in alcuni Stati africani quali il Kenya, la Nigeria, la Somalia e il Sudan »; 

i recenti dati diffusi nel rapporto 2018 pubblicato dalla Ong Portes Ouvertes/ Open Doors, differenziano, invece, due tipologie di persecuzione: quella « martellante » che consiste in una violenza fisica e materiale di carattere brutale che include anche l'incarcerazione dei cristiani, spesso per futili motivi, fino alla soppressione fisica, e la persecuzione « velata, ma opprimente » costituita da un'oppressione discreta, come discriminazione e limitazione dei diritti, marginalizzazione, celebrazione di processi truccati, in pratica una persecuzione che viola la vita privata, la famiglia e gli affetti, la convivenza sociale e civile e la vita all'interno della comunità ecclesiale; 

il 7 luglio 2018, a conclusione del dialogo a Bari nella Basilica di San Nicola, in occasione dell'incontro con i 22 Patriarchi e capi delle comunità cristiane in Medio oriente, Papa Francesco ha posto al centro della sua riflessione il dramma dell'esodo forzato dei cristiani che hanno dovuto abbandonare le terre della prima cristianità, ha ricordato le nuove persecuzioni dei cristiani, ma soprattutto ha sottolineato l'indifferenza dell'Europa e dell'Occidente; 

il Pontefice ha affermato che « l'indifferenza uccide, e noi vogliamo essere voce che contrasta l'omicidio dell'indifferenza. Vogliamo dare voce a chi non ha voce, a chi può solo inghiottire lacrime, perché il Medio Oriente oggi piange, soffre e tace, mentre altri lo calpestano in cerca di potere e ricchezze »; 

l'articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani riconosce ad ogni individuo « il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti », 

impegna il Governo:

1) ad intraprendere e sostenere ogni iniziativa in ambito europeo ed internazionale volta a sostenere il rispetto della libertà religiosa nel mondo e per il contrasto delle persecuzioni e delle violenze; 

2) ad esercitare forme di pressione diplomatica ed economica verso quegli Stati che non garantiscono o non tutelano il diritto alla libertà religiosa, se del caso non sottoscrivendo accordi con nazioni che non garantiscano il pieno esercizio di tale libertà; 

3) a condannare in ogni sede le violenze nei confronti delle minoranze religiose e ad adoperarsi affinché queste siano scongiurate attraverso le opportune iniziative internazionali; 

4) ad impegnarsi, nelle competenti sedi internazionali, affinché sia riconosciuta la giusta importanza al tema delle persecuzioni per motivi religiosi e affinché ciò rappresenti oggetto di un indirizzo condiviso tra i Paesi in grado di costituire la base per una collaborazione tra gli stessi, anche nelle politiche di aiuto ai rifugiati; 

5) a rendersi promotore in ambito internazionale di un'iniziativa volta a favorire il rientro dei cristiani d'Oriente nei propri Stati di appartenenza che hanno dovuto abbandonare a causa di guerre e fenomeni di intolleranza religiosa.

Mozione sottoscritta dai parlamentari: Lollobrigida, Meloni, Delmastro Delle Vedove, Acquaroli, Bellucci, Bucalo, Butti, Caretta, Ciaburro, Cirielli, Crosetto, Luca De Carlo, Deidda, Donzelli, Ferro, Fidanza, Foti, Frassinetti, Gemmato, Lucaselli, Maschio, Mollicone, Montaruli, Osnato, Prisco, Rampelli, Rizzetto, Rotelli, Silvestroni, Trancassini, Varchi, Zucconi. 

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TommasoFoti
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