Camera

Programmazione scolastica; implementare l'insegnamento dell'informatica per fare fronte a cambiamenti epocali in arrivo

Data: 11/03/2019
Numero: 1-00137 / Mozione
Soggetto: Camera dei Deputati
Data Risposta: 12/03/2019

La Camera, 

premesso che: 

secondo le stime dell'Ocse l'avvento della robotica e dell'intelligenza artificiale sta determinando mutamenti strutturali nel mondo del lavoro, tanto da ipotizzare una vera e propria sostituzione dei ruoli occupazionali; 

se la nuova tecnologia sta creando effetti positivi in campo economico, nel campo occupazionale sta, invece, creando grave disagio, poiché alimenta la preoccupazione che si possa realizzare la « disoccupazione tecnologica » profetizzata già all'inizio del '900 da Keynes; 

è inevitabile che l'adozione di nuove tecnologie costringerà le aziende ad assumere personale in possesso delle competenze necessarie a gestire le nuove strutture, ma se anche molti lavori cesseranno di esistere, allo stesso tempo si creeranno nuove opportunità lavorative; 

i mercati da soli, tuttavia, non sono in grado di gestire questo processo di trasformazione e di adeguamento ai mutamenti tecnologici, motivo per il quale il ruolo delle istituzioni e, in particolare, della scuola deve essere trainante in questo processo; 

in primo luogo, occorre adeguare i percorsi didattici con l'obiettivo di sviluppare l'alfabetizzazione alle nuove tecnologie, fino a raggiungere una formazione che consenta ai cittadini di saper affrontare un sistema come quello che si prospetta nell'immediato futuro, basato su tecnologie sofisticate e intelligenze artificiali; 

uno dei modi per arrivare preparati ad affrontare le problematiche sopra trattate è quello di iniziare proprio ad insegnare ai bambini e ai ragazzi a gestire questi nuovi meccanismi, attraverso l'apprendimento della programmazione informatica;

in questo modo si intende scongiurare che, alla fine del percorso scolastico, si creino degli studenti già in difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro, perché carenti dei requisiti necessari ad affrontare le nuove dinamiche lavorative; 

la programmazione informatica (« coding ») agevola l'uso dei mezzi informatici, consentendo agli studenti di interagire con essi in modo semplice e immediato, e applicata alla didattica come un nuovo metodo di apprendimento, indistintamente per le materie scientifiche e letterarie, ha un enorme potenziale, in quanto aiuta i ragazzi ad allenare la mente usando la logica, riuscendo a catturare l'attenzione anche degli alunni più demotivati; 

è pertanto necessario che le scuole incrementino la sperimentazione a partire dalle primarie, adeguandosi in questo modo ad altre nazioni europee dove la programmazione informatica è già stata inserita tra le materie obbligatorie; 

l'alfabetizzazione digitale, favorendo lo sviluppo di abilità e competenze, rappresenta uno strumento importante anche per favorire l'inserimento nel sistema dell'istruzione delle persone svantaggiate; 

nei percorsi scolastici e formativi dovrà quindi essere inserita, oltre alle abilità tradizionali quali la lettura, la scrittura e la matematica, anche la programmazione informatica; 

l'introduzione di questa nuova materia indubbiamente incentiva le competenze scientifiche, ma non dovrà in alcun modo ridurre l'importanza che hanno nella tradizione scolastica italiana le materie umanistiche, che sono i pilastri su cui si basano la cultura e l'identità italiane; 

è, pertanto, necessario e urgente porre questa tematica al centro del dibattito, affinché il sistema istruzione nel suo complesso si prepari ad affrontare questa importante sfida in modo strutturale e adeguato, con l'obiettivo di mettere tutti gli studenti, senza distinzione alcuna, in grado di affrontare questi cambiamenti epocali, 

impegna il Governo: 

1) ad adottare iniziative per introdurre entro l'inizio dell'anno scolastico 2020/ 2021 l'obbligatorietà dello studio della programmazione informatica (« coding ») nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, nel rispetto dell'autonomia organizzativa e didattica di ciascuna istituzione scolastica; 

2) ad adottare iniziative per prevedere obbligatoriamente percorsi formativi nell'ambito dell'alternanza scuola lavoro, anche attraverso la collaborazione con università, associazioni, organismi del terzo settore e imprese, con l'obbiettivo finale di trasmettere agli studenti il pensiero computazionale e la logica della programmazione, indispensabile per qualunque professione essi vorranno esercitare, dando così vita ad un circolo virtuoso in grado di contribuire in modo significativo alla creazione della cosiddetta cittadinanza digitale; 

3) ad adottare iniziative per incrementare la formazione obbligatoria dei docenti sull'innovazione didattica e lo sviluppo della cultura digitale per l'insegnamento, l'apprendimento e la formazione delle competenze lavorative, così come previsto dal Piano nazionale scuola digitale.

Mozione sottoscritta dai parlamentari: Frassinetti, Lollobrigida, Mollicone, Bucalo, Ciaburro, Acquaroli, Bellucci, Butti, Caretta, Cirielli, Crosetto, Luca De Carlo, Deidda, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Ferro, Fidanza, Foti, Gemmato, Lucaselli, Maschio, Meloni, Montaruli, Osnato, Prisco, Rampelli, Rizzetto, Rotelli, Silvestroni, Trancassini, Varchi, Zucconi.

Nella seduta del 12 marzo 2019 il testo della Mozione è stato modificato così come segue.

La Camera, 

premesso che: 

secondo le stime dell'Ocse l'avvento della robotica e dell'intelligenza artificiale sta determinando mutamenti strutturali nel mondo del lavoro, tanto da ipotizzare una vera e propria sostituzione dei ruoli occupazionali; 

se la nuova tecnologia sta creando effetti positivi in campo economico, nel campo occupazionale sta, invece, creando grave disagio, poiché alimenta la preoccupazione che si possa realizzare la « disoccupazione tecnologica » profetizzata già all'inizio del '900 da Keynes; 

è inevitabile che l'adozione di nuove tecnologie costringerà le aziende ad assumere personale in possesso delle competenze necessarie a gestire le nuove strutture, ma se anche molti lavori cesseranno di esistere, allo stesso tempo si creeranno nuove opportunità lavorative;

i mercati da soli, tuttavia, non sono in grado di gestire questo processo di trasformazione e di adeguamento ai mutamenti tecnologici, motivo per il quale il ruolo delle istituzioni e, in particolare, della scuola deve essere trainante in questo processo; 

in primo luogo, occorre adeguare i percorsi didattici con l'obiettivo di sviluppare l'alfabetizzazione alle nuove tecnologie, fino a raggiungere una formazione che consenta ai cittadini di saper affrontare un sistema come quello che si prospetta nell'immediato futuro, basato su tecnologie sofisticate e intelligenze artificiali; 

uno dei modi per arrivare preparati ad affrontare le problematiche sopra trattate è quello di iniziare proprio ad insegnare ai bambini e ai ragazzi a gestire questi nuovi meccanismi, attraverso l'apprendimento della programmazione informatica; 

in questo modo si intende scongiurare che, alla fine del percorso scolastico, si creino degli studenti già in difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro, perché carenti dei requisiti necessari ad affrontare le nuove dinamiche lavorative; 

la programmazione informatica (« coding ») agevola l'uso dei mezzi informatici, consentendo agli studenti di interagire con essi in modo semplice e immediato, e applicata alla didattica come un nuovo metodo di apprendimento, indistintamente per le materie scientifiche e letterarie, ha un enorme potenziale, in quanto aiuta i ragazzi ad allenare la mente usando la logica, riuscendo a catturare l'attenzione anche degli alunni più demotivati; 

è pertanto necessario che le scuole incrementino la sperimentazione a partire dalle primarie, adeguandosi in questo modo ad altre nazioni europee dove la programmazione informatica è già stata inserita tra le materie obbligatorie; 

l'alfabetizzazione digitale, favorendo lo sviluppo di abilità e competenze, rappresenta uno strumento importante anche per favorire l'inserimento nel sistema dell'istruzione delle persone svantaggiate; 

nei percorsi scolastici e formativi dovrà quindi essere inserita, oltre alle abilità tradizionali quali la lettura, la scrittura e la matematica, anche la programmazione informatica; 

l'introduzione di questa nuova materia indubbiamente incentiva le competenze scientifiche, ma non dovrà in alcun modo ridurre l'importanza che hanno nella tradizione scolastica italiana le materie umanistiche, che sono i pilastri su cui si basano la cultura e l'identità italiane; 

è, pertanto, necessario e urgente porre questa tematica al centro del dibattito, affinché il sistema istruzione nel suo complesso si prepari ad affrontare questa importante sfida in modo strutturale e adeguato, con l'obiettivo di mettere tutti gli studenti, senza distinzione alcuna, in grado di affrontare questi cambiamenti epocali, 

impegna il Governo: 

1) ad adottare iniziative per introdurre progressivamente e gradualmente, entro il 2022, lo studio della programmazione informatica (« coding ») nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, nel rispetto dell'autonomia organizzativa e didattica di ciascuna istituzione scolastica; 

2) ad adottare iniziative per prevedere percorsi formativi anche nell'ambito dell'alternanza scuola lavoro e anche attraverso la collaborazione con università, associazioni, organismi del terzo settore e imprese, con l'obbiettivo finale di trasmettere agli studenti il pensiero computazionale e la logica della programmazione, indispensabile per qualunque professione essi vorranno esercitare, dando così vita ad un circolo virtuoso in grado di contribuire in modo significativo alla creazione della cosiddetta cittadinanza digitale;

3) ad adottare iniziative per incrementare la formazione dei docenti sull'innovazione didattica e lo sviluppo della cultura digitale per l'insegnamento, così come previsto dal Piano nazionale scuola digitale.

La Mozione, stante la riformulazione richiesta, ha ottenuto parere favorevole dal Governo ed è stata approvata dalla Camera nella seduta del 12 marzo 2019

DIBATTITO IN ASSEMBLEA, SEDUTA DELL'11 MARZO 2019

Discussione delle mozioni Aprea ed altri n. 1-00117 e Ascani ed altri n. 1-00136 concernenti iniziative per lo sviluppo della formazione tecnologica e digitale in ambito scolastico.

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PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Bucalo, che illustrerà la mozione Frassinetti ed altri n. 1-00137, di cui è cofirmataria. 

CARMELA BUCALO (FDI). Grazie, Presidente, sottosegretario Giuliano, colleghi. Oggi con la presente mozione, di cui sono anche una delle promotrici, come Fratelli d'Italia, puntiamo a difendere, valorizzare e, quindi, a migliorare il sistema scolastico, che - ricordo a me stessa e anche a tutti i colleghi presenti - rappresenta l'identità e l'unità culturale della nazione. Una scuola che non può e non deve rimanere ancorata a vecchie tradizioni strutturali, ma che si evolve, allineandosi ad un apprendimento moderno e più dinamico. Essere al passo con i tempi significa riuscire a ridurre nel periodo possibile parte del divario che esiste con nazioni quali la Svezia, la Finlandia, la Danimarca, che attualmente rappresentano le eccellenze in ambito di sistemi innovativi di istruzione. Rispondiamo già da oggi alle sfide di domani, poiché è nostro compito, ma è anche un nostro dovere indirizzare scelte e decisioni per una più concreta crescita didattica. Siamo nell'era dell'Industria 4.0, figlia della quarta rivoluzione industriale, sopraggiunta dopo la rivoluzione informatica, partita negli ultimi decenni del Novecento ed è ancora in piena evoluzione. Parlo dell'integrazione delle nuove tecnologie nei diversi processi produttivi, un cambiamento già in stadio avanzato, con continui stravolgimenti in tutti gli ambiti della vita quotidiana che, di fatto, stanno radicalmente modificando il lavoro dell'uomo. La tecnologia odierna è in grado di fare cose che fino a poco tempo fa sembravano impensabili in molti settori e, secondo le stime OCSE, l'avvento della robotica e dell'intelligenza artificiale stanno determinando mutamenti strutturali che interessano ogni categoria, mutamenti riguardo soprattutto il lavoro; operai specializzati, responsabili di area, dai tecnici e magazzinieri dalle commesse dai negozi e ai manager d'azienda; quindi, non è difficile ipotizzare una vera e propria sostituzione di questi ruoli occupazionali. E tutto ciò cosa fa? Alimenta la preoccupazione che si possa veramente creare quella che era la disoccupazione tecnologica profetizzata già dall'inizio del Novecento da Keynes; ovviamente, il mercato del lavoro, però, non è un soggetto statico e le nuove tecnologie o, più precisamente l'automazione, non riusciranno mai a sostituire del tutto l'uomo, creando oggi i presupposti adatti, cioè sfruttando a dovere l'avvento dell'Industria 4.0, si potranno quindi trarre, invece, enormi benefici; in concreto, sto parlando delle nuove attività e, di conseguenza, dei nuovi posti di lavoro, in alcuni casi che possono essere superiori anche a quelli che il mercato sta proponendo oggi. È naturale, quindi, che le aziende, negli anni a venire, saranno costrette ad assumere personale in possesso di competenze tecniche e qualificate per gestire i nuovi sistemi; persone capaci di costruire e programmare robot, e in grado di predisporre sempre nuovi hardware e software per i più svariati impieghi. Dunque, non è utopistico prevedere che la carenza di lavoro si avrà solo con una insufficienza di competenze. Di fronte a tutto questo, è logico che cambierà anche il sistema di reclutamento, basato quindi su nuove competenze sempre più specifiche, sempre più aggiornate; risolvere problemi in contesti complessi nel minor tempo possibile sarà esigenza primaria, ma attenzione, perché potrebbe anche crearsi un disequilibrio tra domanda e offerta di lavoro, ma soprattutto questo disequilibrio non è dal punto di vista quantitativo, ma sarà solo qualitativo, cioè una sostanziale differenza tra le competenze richieste dalle imprese e quelle che, invece, saranno offerte dai lavoratori. Alla luce di tutto ciò e secondo autorevoli studi di effettuati, l'Italia è digitalmente in forte ritardo rispetto al resto degli altri Paesi industrializzati e solamente il 30 per cento delle imprese dispone di personale con le competenze adeguate, e nella maggior parte dei casi la formazione è stata fatta in azienda. Per il nostro Paese, quindi, è necessario avviare subito un percorso di digitalizzazione in grado di abbattere questo gap; è, dunque, quanto mai necessario, ritengo, ed urgente; e per guidare questo mutamento, sia generazionale e sia soprattutto occupazionale, e, quindi, adeguare o, meglio ancora, formare i nuovi lavoratori di domani, la scuola rappresenta veramente il vero motore e, nello specifico, deve essere altamente specializzata fin dalla base. Quindi, istruzione e formazione avranno un ruolo chiave e insostituibile in quella che è la crescita dei cittadini del domani, e per fare ciò nel migliore dei modi si dovranno adeguare i percorsi didattici, sviluppare l'alfabetizzazione alle nuove tecnologie. L'obiettivo è quello di riuscire a raggiungere un elevato grado di conoscenza, capace di consentire ai nostri giovani di saper affrontare vivere in un mondo basato su tecnologie sofisticate e intelligenze artificiali. Uno dei modi per arrivare preparati e quindi affrontare le problematiche è quello di iniziare a insegnare ai bambini, così come ai ragazzi, a gestire i nuovi meccanismi attraverso l'apprendimento della programmazione informatica e solo in questo modo riusciremo a scongiurare che alla fine del percorso scolastico gli studenti si trovino veramente in grossa difficoltà nell'inserimento in un mondo che è totalmente cambiato. Sarà, dunque, indispensabile per la scuola mettersi al passo con i tempi, accettare, affrontare e vincere questa che è veramente una sfida affascinante del nuovo millennio. La mondializzazione degli scambi, la globalizzazione delle tecnologie e l'avvento, cioè, di una società altamente informatizzata richiede anche uno sforzo di adattamento di quelli che sono i sistemi dell'istruzione e, quindi, in primis di chi? Proprio gli insegnanti e tutti gli operatori della formazione in generale. Saranno, dunque, indispensabili nuovi modi di insegnamento, la sostituzione, soprattutto, di quello che è il rapporto passivo insegnante -allievo ma, soprattutto, un moderno e più confidenziale approccio dell'allievo con il mondo interattivo. Questa è la vera innovazione e da qui la necessità di puntare su nuovi metodi di insegnamento che permettano di sviluppare quello che è il pensiero computazionale come il coding, che consente di imparare la base della programmazione informatica, insegnare a dialogare con i computer, a impartire alle macchine comandi in modo semplice e intuitivo. Il coding agevola l'uso dei mezzi informatici, consente agli studenti di interagire in modo semplice e immediato, ad allenare la mente usando la logica e a risolvere problemi concettuali attraverso i mezzi digitali. Un insegnamento che si avvalga delle nuove tecnologie potrebbe anche diventare una seconda possibilità soprattutto per i ragazzi che non hanno avuto successo con il sistema scolastico classico e anche favorire lo sviluppo e l'abilità di tutti i ragazzi e di tutte le persone svantaggiate. La scuola italiana, quindi, da subito - e partendo dalle primarie - deve incrementare la sperimentazione in modo d'allinearsi alle altre nazioni europee, dove la programmazione informatica è già stata inserita tra le materie obbligatorie. Così facendo oltre alle abilità tradizionali, quindi leggere, scrivere e contare, nell'insegnamento moderno andremo ad aggiungerne una quarta: la programmazione informatica. Chiaro. Anche se non ce n'è bisogno il coding incentiva le competenze scientifiche ma non riduce il pensiero umano, creativo e fantasioso. Infatti, l'elemento di continuità tra la scuola prima dell'era digitale e quella contemporanea resta e deve restare comunque quella ancorata a una base di cultura letteraria e filosofica. Infatti, in alcun modo bisogna intaccare o ridurre l'importanza che hanno nella nostra tradizione scolastica le materie umanistiche, che sono e restano i pilastri su cui si basa cultura e identità. Infine, un aspetto non secondario legato all'inserimento del coding è la capacità di elevare o rafforzare le interconnessioni fra la scuola e l'impresa, permettere di rafforzare e rinnovare la formazione professionale iniziale e continua. Ribadiamo: l'obiettivo è di mettere gli studenti, senza distinzione alcuna, in grado di affrontare gli attuali cambiamenti tecnologici trasformandosi da consumatori passivi di tecnologie e servizi ad attori attivamente partecipi del loro sviluppo. Così come è avvenuto per la rivoluzione industriale, anche questa è destinata a diventare l'ennesima tappa dell'evoluzione umana. Riteniamo, pertanto, necessario e urgente porre la tematica al centro del dibattito politico affinché il sistema dell'istruzione nel suo complesso si prepari ad affrontare l'importante sfida in modo strutturale e adeguato. Ecco perché, sottosegretario, si chiede: di introdurre entro il 2020/21 l'obbligatorietà dello studio della programmazione informatica nelle scuole primarie e superiori di primo e secondo grado, ma nel rispetto dell'autonomia organizzativa e didattica di ciascuna istituzione scolastica; a prevedere obbligatoriamente percorsi formativi all'interno dell'alternanza scuola-lavoro anche attraverso la collaborazione con università, associazioni, organismi del terzo settore e imprese, con l'obiettivo finale di trasmettere agli studenti il pensiero computazionale e la logica della programmazione, indispensabili per qualunque professionalità vorranno essi esercitare, dando così vita a quello che è un circolo virtuoso in grado di contribuire, in modo significativo, alla creazione della cosiddetta "cittadinanza digitale"; infine, a incrementare la formazione obbligatoria dei docenti sull'innovazione didattica e lo sviluppo della cultura digitale per l'insegnamento, l'apprendimento e la formazione delle competenze lavorative, così come previsto dal PSND (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

DIBATTITO IN ASSEMBLEA, SEDUTA DELL'12 MARZO 2019

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PAOLA FRASSINETTI (FDI). Presidente, onorevoli colleghi, anche Fratelli d'Italia ha preparato una mozione su questo argomento così importante che oggi vede l'Aula impegnata proprio nell'approntare anche delle soluzioni che, come diceva il collega che è intervenuto prima di me, devono però poi essere corredate da risorse. È un argomento molto importante e parliamo del nostro futuro, parliamo del futuro dei nostri giovani, parliamo di mutamenti epocali. Ogni epoca che cambia ovviamente porta dietro a sé, soprattutto nel mondo occupazionale, delle trasformazioni. Questa, però, è davvero molto radicale. Il mutamento che ci si pone davanti è proprio quello dell'introduzione della robotica, delle intelligenze artificiali nel mondo delle imprese e i nostri studenti devono essere preparati per non avere poi un analfabetismo di ritorno, per non andare a due velocità, perché qui rischiamo, appunto, di avere nel mondo della tecnologia un tipo di velocità con una scuola magari vetusta che non riesce ad adeguarsi ai tempi. Dunque, questo è il centro del nostro discorso e della nostra problematica. Il mercato da solo ovviamente non può gestire questa situazione così complessa. C'è bisogno delle istituzioni e in primis della scuola, del mondo della scuola, dalla primaria fino alle superiori, e Fratelli d'Italia, nella sua mozione, ha molto evidenziato anche l'importanza di avere la programmazione tecnologica nelle scuole superiori con dei contatti con le università, le associazioni e le imprese, anche nel contesto dell'alternanza scuola-lavoro, perché qui possiamo avere degli interscambi virtuosi e possiamo mettere in condizione i nostri ragazzi di avere le competenze per ricoprire quelle che saranno funzioni nuove magari anche al momento inimmaginabili. Non è sicuramente facile e ci vogliono dei percorsi molto articolati, ci vuole la formazione dei docenti ovviamente, che è il terzo punto dei nostri impegni, perché senza docenti preparati non si può ovviamente addivenire a quella preparazione che deve portare lo studente a essere capace ad attivare dei meccanismi completamente nuovi. Noi abbiamo anche voluto sottolineare - e siamo gli unici che l'hanno fatto, ma è anche un po' una delle nostre priorità - che questa corsa verso il mondo tecnologico non deve ovviamente mettere in secondo piano l'attenzione per le materie umanistiche che nella nostra nazione sono importantissime (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) e, quindi, dovrà essere un procedimento organico e armonico. Bisognerà naturalmente essere molto, molto attivi, molto attuali nella preparazione verso le nuove tecnologie, ricordandoci, però, che noi abbiamo una particolarità e abbiamo veramente delle eccellenze nel mondo umanistico. Le due cose possono andare anche insieme, ci può essere anche nel campo del turismo una nuova tecnologia che possa portare chi si occupa di arte a effettuare e mettere sul campo queste esperienze. Quindi, l'auspicio è proprio questo. Noi raccogliamo questa sfida, accogliamo questa voglia e volontà di essere pronti, di essere adeguati. Sarà un percorso molto difficile. Auspico che oggi da quest'Aula venga un segnale - ed è per questo che Fratelli d'Italia voterà a favore sulle altre mozioni - ed è importante che da quest'Aula venga un segnale perché sembra che la discussione, così, verta su problemi lontani ma, credetemi, stiamo discutendo del futuro che sembra tanto lontano, ma poi tanto lontano non è (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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