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Camera

Odg: Dismissione centrali nucleari, modesti risultati da parte di Sogin e manca ancora il sito per il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi

Data: 10/07/2018
Numero: 9/85-A/1 / Ordine del giorno
Soggetto: Camera dei Deputati
Data Risposta: 10/07/2018

Proposta di legge: Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (A.C. 85-A) e abbinate proposte di legge:

ORDINE DEL GIORNO

La Camera, 

premesso che: 

il provvedimento in esame prevede l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati; 

tra i compiti attribuiti alla Commissione c'è anche la verifica dell'eventuale sussistenza di attività illecite relative ai siti inquinati nel territorio nazionale e alle attività di bonifica, nonché alla gestione dei rifiuti radioattivi; 

il volume complessivo dei rifiuti radioattivi presenti in Italia al 2015 è di 29725 m3 desumibile dai dati pubblicati da Ispra a cui compete, per legge, la realizzazione e l'aggiornamento dell'inventario; 

in tale settore la criticità fondamentale sta nella perdurante mancanza di un deposito nazionale ove collocare i rifiuti, oggi distribuiti in numerosi siti sparsi sul territorio nazionale, in massima parte ancora quelli ove sono stati prodotti; 

questa mancanza, oltre a non consentire una stabile messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi secondo gli standard oggi disponibili, rende incerta la prospettiva per le operazioni di decommissioning degli impianti nucleari, e quindi il rilascio degli attuali siti nucleari liberi da ogni vincolo di natura radiologica; 

tale perdurante situazione non permette di definire una destinazione per i rifiuti prodotti dall'impiego delle materie radioattive nell'industria, nella ricerca e, soprattutto, nella sanità, che vengono oggi raccolti, in modo più o meno precario, in depositi temporanei; 

una seconda criticità sta nella lentezza con la quale sono state condotte le attività di decommissioning, ivi incluso il condizionamento dei rifiuti radioattivi già presenti negli impianti nucleari, operazione questa che, secondo le indicazioni originarie, avrebbe dovuto concludersi entro il 2010 e che la relazione finale dell'analoga Commissione di inchiesta della XVI Legislatura, nel 2012, collocava ancora in una fase poco più che iniziale; 

non è chiaro se la lentezza del procedere delle attività e la dilatazione dei tempi sia da imputare a cause esterne, dalla obiettiva complessità delle operazioni da compiere alla citata mancanza di una soluzione per il deposito finale dei rifiuti radioattivi, o alla stessa Sogin, l'esercente nazionale degli impianti nucleari, incaricato anche della realizzazione e della successiva gestione del deposito nazionale; 

nella relazione della analoga Commissione di inchiesta istituita la scorsa legislatura si legge che « La Commissione esprime la propria preoccupazione per il prolungarsi dei tempi di attesa per la pubblicazione della proposta di Carta delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione del deposito nazionale, soprattutto per l'effetto negativo che i successivi, ripetuti rinvii possono produrre sull'immagine di trasparenza del procedimento, condizione indispensabile, insieme alla credibilità degli attori, affinché l'opera possa essere realizzata in un clima di sufficiente accettazione. A questo riguardo, la Commissione ritiene che ogni sforzo debba essere compiuto perché la scelta del sito possa avvenire secondo la procedura condivisa, che il decreto legislativo n. 31 del 2010 indica come quella privilegiata, senza che si debba giungere ad attivare il meccanismo di chiusura, rappresentato dalla "soluzione imposta", che, seppur previsto dal decreto legislativo, apparirebbe una opzione da evitare e in grado di suscitare grave preoccupazione. In proposito, la Commissione auspica la puntuale applicazione di ogni disposizione prevista dalla legge riguardante l'informazione ed il coinvolgimento delle popolazioni interessate. Non può non essere motivo di un qualche rammarico il ritardo con il quale l'Italia ottempererà all'obbligo di trasmettere alla Commissione europea il Piano nazionale previsto dalla direttiva 2011/70/ EURATOM sulla gestione responsabile e sicura dei rifiuti radioattivi, tanto più se si considera che da parte italiana si è sempre sostenuta con convinzione l'opportunità di una normativa comunitaria in materia e che, per dar seguito a tale obbligo con puntualità, il decreto legislativo n. 45 del 2014, nel marzo dell'anno scorso aveva stabilito con ampio anticipo che il Piano venisse approvato entro il 31 dicembre 2014. Si auspica che i tempi siano ora tali da evitare, se possibile, l'apertura di un procedimento formale d'infrazione »; 

mentre la Sogin vanta risultati « straordinari » dal punto di vista economico nel comunicare l'approvazione del bilancio, ogni anno di ritardo fa aumentare i costi di circa 130 milioni (tanto si spende per il funzionamento della società: manutenzione dei siti, personale, costi di gestione); 

l'azienda non è riuscita a impiegare nemmeno il budget previsto per il 2017 di 83,6 milioni che essa stessa si era data nel dicembre 2016 autoriducendosi quello precedente approvato a febbraio del 2016 che ne prevedeva 140; 

nel 2017 sono state realizzate attività di decommissioning per appena 63,2 milioni c sempre nel corso del 2017 l'azienda invece di accelerare ha rinviato di ben 13 anni la previsione della conclusione dei lavori a Trisaia, di ben 12 quelli di Trino Vercellese, di 11 quelli di Saluggia; 

sembrerebbe che le risorse invece che essere impiegate per le attività di decommissioning sono in larga parte dedicate alla sopravvivenza della struttura della stessa società, 

impegna il Governo:

anche alla luce dei lavori e delle risultanze della Commissione e comunque parallelamente ad essa: 

ad adottare opportune iniziative volte a verificare presso Sogin, alla luce della lentezza con la quale sono state condotte le attività citate in premessa, le ragioni dei modesti risultati conseguiti, e ciò con riferimento sia ai costi di gestione che alle attività di decommissioning degli impianti nucleari; 

ad adottare concrete e immediate iniziative volte a garantire una rapida localizzazione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.

On. Tommaso Foti

Ordine del giorno accolto dal Governo nella seduta della Camera del 10 luglio 2018

DIBATTITO IN ASSEMBLEA

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A). Se nessuno chiede di intervenire per illustrare gli ordini del giorno, invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere. 

SALVATORE MICILLO, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Ordine del giorno Foti n. 9/85-A/1, accoglibile come raccomandazione.


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