Camera

Piano di investimenti per il potenziamento, l'ammodernamento e lo sviluppo delle grandi infrastrutture del Mezzogiorno

Data: 14/10/2020
Numero: 7-00559 / Risoluzione in commissione
Soggetto: Commissione VIII - Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici
Data Risposta: 18/11/2020

Le Commissioni VIII e IX, 

premesso che: 

nel programma nazionale di riforma 2020, in ragione delle indicazioni fornite dalla Commissione europea e con la proposta da parte della Commissione europea per le Raccomandazioni 2020 è prevista l'adozione – nel 2020 e nel 2021 – di provvedimenti che contengano linee strategiche con specifiche direttrici di intervento; 

tra le linee strategiche appare significativa quella che si pone l'obiettivo di promuovere «un Paese con infrastrutture sicure ed efficienti». Gli investimenti in infrastrutture di una Nazione costituiscono, infatti, un punto di partenza imprescindibile per il suo sviluppo; per la sua posizione privilegiata l'Italia può essere considerata una grande piattaforma sul Mediterraneo, capace di rappresentare il vero «porto d'Europa», approdo naturale dei traffici delle merci. È fondamentale, quindi, investire sulle infrastrutture, per cogliere l'obiettivo di connettere in maniera efficiente il territorio italiano all'Europa, rendendo fluidi e veloci gli scambi commerciali, colmando così anche lo storico divario tra il Nord e il Sud dell'Italia. Il progetto «Italia porto d'Europa» necessita di investimenti sulla dorsale Tirrenica e Adriatica con una sinergica connessione tra reti ferroviarie, viarie e infrastrutture portuali e aeroportuali. In particolare, il potenziamento della dorsale Adriatica dovrà prevedere lo sviluppo dell'Alta velocità sulla direttrice Trieste-Taranto e l'adeguamento dell'Autostrada A-14 con il completamento, su tutta la tratta, della terza corsia; si avverte dunque la necessità che parte delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sia destinata allo sviluppo della cosiddetta «Blue Economy», cioè

l'economia del mare che, proprio in ragione della grande estensione costiera e della posizione geografica privilegiata che l'Italia ha nel Mediterraneo, deve costituire una priorità per la Nazione, e ciò a partire dalla gestione, dall'adeguamento e dal miglioramento della portualità e della logistica ad essa collegata, fino a ricomprendere altri settori strategici, quali i trasporti, il turismo, la cantieristica, la nautica, la pesca e l'industria delle estrazioni marine; 

per quanto riguarda i corridoi Ten-T, è fondamentale che il loro rafforzamento non si limiti alle sole reti «core», ma si estenda anche alle cosiddette reti «comprehensive», attraverso la realizzazione dei necessari interventi di connessione con le realtà territoriali locali, ciò al fine anche di eliminare le disuguaglianze nelle dotazioni di infrastrutture. In quest'ottica, l'obiettivo deve essere quello di ottenere, in sede europea, il riconoscimento dell'estensione dei corridoi di mobilità anche lungo la dorsale Adriatica e lungo l'asse trasversale Tirreno-Adriatico: parte delle risorse del Pnrr deve, dunque, essere destinata al conseguimento del predetto obiettivo. Infatti, la prosecuzione del corridoio Baltico-Adriatico lungo la direttrice che va da Ancona fino al porto di Bari, oltre a rappresentare un elemento essenziale per il sistema dei collegamenti all'interno della macroregione adriatica, potrebbe fine ad un vero e proprio vulnus che rischia di collocare molti territori in una situazione di isolamento e di marginalità rispetto ai futuri processi di sviluppo economico. Contestualmente, la realizzazione di una diramazione trasversale intermodale all'interno del Corridoio V (Mediterraneo) che colleghi la penisola iberica e l'area balcanica (asse Barcellona-Civitavecchia-Ortona-Ploce), passando attraverso le regioni centrali, resta di fondamentale importanza per lo sviluppo della rete portuale e delle aree interne; è di tutta evidenza che per far ripartire l'economia nazionale è strategico puntare sul Mezzogiorno, area con i maggiori margini di crescita in tempi brevi e dalle enormi potenzialità inespresse, elementi che possono contribuire all'indispensabile crescita del nostro prodotto interno lordo; 

le regioni del Sud, ad oggi, sono quelle che primeggiano nell'Anagrafe delle opere incompiute di interesse nazionale: nel 2017 la Sicilia con 162 opere non concluse e, a seguire, la Sardegna con 86, la Puglia con 54, la Basilicata con 33. È quindi, prioritario intervenire per la conclusione delle stesse. Accanto a quanto detto, tra le opere fondamentali che costituirebbero investimenti essenziali si annoverano la metropolitana di Napoli Linea 1, il nodo ferroviario di Bari, la Metropolitana di Catania, la Metropolitana di Palermo, l'Alta velocità ferroviaria Napoli-Bari-Lecce-Taranto, l'Alta velocità ferroviaria Palermo-Messina-Catania, l'Asse stradale 106 Jonica, il collegamento stabile sullo Stretto di Messina, per un investimento totale di 23 miliardi di euro. Al riguardo si evidenzia che per la Metropolitana di Napoli Linea 1, l'Alta velocità ferroviaria Napoli-Bari-Taranto-Lecce, il nodo ferroviario di Bari, l'Asse stradale 106 Jonica, basterebbe solamente rivisitare il cronoprogramma per contenere al massimo i tempi di realizzazione, 

impegnano il Governo: 

ad adottare iniziative per realizzare un piano di investimenti che renda finalmente l'Italia competitiva a livello infrastrutturale in Europa e che comprenda – nello specifico – il completamento della metropolitana di Napoli Linea 1, il potenziamento del nodo ferroviario di Bari, la Metropolitana di Catania, la Metropolitana di Palermo, l'Alta velocità ferroviaria Napoli-Bari-Lecce-Taranto, l'Alta Velocità ferroviaria Palermo-Messina-Catania, l'Asse stradale 106 Jonica, il collegamento stabile sullo Stretto di Messina; a promuovere, con ogni iniziativa di competenza, la realizzazione di nuove e più efficienti infrastrutture per la mobilità, per potenziare i collegamenti tra il Mar Adriatico, il Mar Tirreno e il Mar Ionio e rafforzare le connessioni sulla dorsale appenninica, sia su ferro – potenziando le linee strategiche esistenti e creandone di nuove, e rilanciando le direttrici trasversali e longitudinali, anche in alta velocità – sia su gomma, migliorando le infrastrutture, anche sotto il profilo della sicurezza, e sbloccando le opere incompiute, con tangibili effetti anche sulla valorizzazione dei beni ambientali e culturali, sull'attrattività territoriale e il comparto del turismo; ad adottare tutte le iniziative di competenza necessarie al rilancio infrastrutturale dell'Italia che passa attraverso il Meridione, quali: 

a) adeguamento dei collegamenti SS 96 Matera-Bari; 
b) adeguamento delle sedi esistenti e dei tratti di nuova realizzazione Salerno-Potenza-Bari; 4° tratta: da zona industriale Vaglio a svincolo SP Oppido-SS 96; 
c) miglioramento della viabilità di adduzione (A2 Salerno-Reggio Calabria) – svincoli di Cosenza Nord (località Settimo di Rende) e Cosenza Sud; 
d) completamento del 3° megalotto della strada statale 106 Jonica, dall'innesto con la strada statale 534 a Roseto Capo Spulico; 
e) strada statale 131 Carlo Felice e diramazione centrale nuorese – adeguamento e messa in sicurezza; 
f) risoluzione dei nodi critici con il completamento dell'itinerario Sassari-Olbia; 
g) riqualificazione e manutenzione della A19 Palermo-Catania; 
h) potenziamento del collegamento SS 640 Agrigento-Caltanissetta. 

Risoluzione sottoscritta dai parlamentari: Foti, Silvestroni, Butti, Rotelli.

COMMISSIONI RIUNITE VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici) e IX (Trasporti, poste e telecomunicazioni)

Seduta del 17 novembre 2020

7-00516 Bruno Bossio, 7-00546 Furgiuele, 7-00548 Mulè, 7-00559 Foti e 7-00580 Ficara: Piano di investimenti per il potenziamento, l'ammodernamento e lo sviluppo delle grandi infrastrutture del Mezzogiorno.

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Tommaso FOTI (FDI) nell'apprezzare il ragionamento svolto dal sottosegretario Margiotta, di assoluto buon senso, ritiene che la situazione delle infrastrutture al sud non abbia bisogno di commenti né di ricostruzioni storiche ma di risposte veloci e concrete. Non si illude certo che le risoluzioni possano risolvere il problema, ma auspica che siano di stimolo per restringere la distanza infrastrutturale tra le diverse aree del Paese che invece drammaticamente aumenta anno dopo anno. Dichiara la disponibilità del proprio gruppo a trovare una convergenza su un testo unitario e invita in tal senso la maggioranza ad accogliere le idee presentate dalle opposizioni in un dibattito che fa onore alle Commissioni. Pur non trattandosi di un provvedimento di carattere legislativo, l'approvazione di una risoluzione unitaria sarebbe a suo giudizio un segnale forte con il quale il Parlamento dimostrerebbe un ascolto attento delle istanze che provengono da un territorio svantaggiato.

COMMISSIONI RIUNITE VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici) e IX (Trasporti, poste e telecomunicazioni)

Seduta del 18 novembre 2020

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Tommaso FOTI (FDI) prende atto con rammarico di un repentino cambio di atteggiamento del rappresentante del Governo. Infatti, solo nella seduta di ieri aveva assicurato il pieno appoggio alla stesura di un testo largamente condiviso in cui elencare le necessarie iniziative da porre in essere per superare lo storico gap infrastrutturale del Mezzogiorno. Invece, nella seduta odierna, ha dovuto assumere un atteggiamento di evidente chiusura ad ogni dialogo, presumibilmente per non urtare la suscettibilità della forza maggioritaria di Governo, che già in occasione della discussione in Assemblea avente ad oggetto la mozione sulla realizzazione del ponte sullo stretto di Messina aveva manifestato assoluta rigidità.

Nella seduta del 18 novembre 2020 la risoluzione è stata respinta


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TommasoFoti
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