Camera

'Covid Intensive Care'; intollerabile l'esclusione di Piacenza

Data: 15/04/2020
Numero: 5-03829 / Interrogazione a risposta in commissione
Soggetto: PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MINISTRO DELLA SALUTE
Data Risposta: -

Per sapere – premesso che: 

l'Emilia-Romagna sarà hub nazionale per la terapia intensiva: promosso dalla regione in collaborazione con il Ministero della salute, con un investimento di oltre 26 milioni di euro, verrà realizzato infatti sul territorio regionale il Covid Intensive Care: una rete di terapie intensive, con 146 posti letto utilizzabile oggi per l'emergenza coronavirus e, in futuro, per affrontare eventuali, diverse necessità sanitarie che richiedano il ricorso alla terapia intensiva e sub-intensiva. A disposizione dell'Emilia- Romagna, ma non solo; 

risultano individuate 6 realtà provinciali, in cui verranno effettuati lavori di ristrutturazione – o completamento – di reparti ospedalieri o la realizzazione di strutture ad hoc, per disporre di ambienti che dovranno avere i requisiti richiesti dalle norme di accreditamento nazionale e quelli che – terminata l'emergenza Covid – si renderanno necessari, a partire dalle ampie aree per vestizioni, svestizioni e sanificazione; 

l'iniziativa di cui sopra interesserà: l'ospedale Maggiore di Parma, il policlinico Sant'Orsola e l'ospedale Maggiore di Bologna, il Policlinico e l'ospedale Civile di Baggiovara a Modena e l'ospedale Infermi a Rimini; nonostante gli oltre 700 deceduti ad oggi « certificati » per Covid-19 (il 28 per cento dei decessi in Emilia-Romagna, il 3,5 per cento di quelli a livello nazionale), la provincia di Piacenza viene ingiustamente e dolosamente discriminata, risultando tagliata fuori dal Covid Intensive Care; 

nei fatti, con decisione di carattere politico, ad avviso dell'interrogante, censurabile sotto più profili, regione e Ministero della salute hanno voluto politicamente « punire » le due provincie (Piacenza e Ferrara) che, nelle recenti elezioni regionali, hanno più sonoramente bocciato, in ragione del libero voto espresso dai cittadini, l'operato del presidente Bonaccini e della sua giunta. Se si pensa all'hub di terapia intensiva a livello « nazionale », con quello che è successo e sta ancora succedendo, costruire un presidio forte a Piacenza, alle porte della Lombardia, avrebbe – infatti – avuto un senso, eccome –: 

se il Governo, prescindendo dalla possibilità che la regione concorra alla realizzazione a Piacenza tra 8 o 10 anni – a meno dell'adozione di norme che deroghino alle ordinarie procedure – di una nuova struttura ospedaliera, intenda assumere – e quali – immediate iniziative, per quanto di competenza, per coinvolgere detta provincia nel progetto che qui interessa e, in ogni caso, per mostrare ad essa, in ambito sanitario (a partire dall'auspicabile riattivazione dell'ex ospedale militare) quella vicinanza dello Stato che ad oggi, secondo l'interrogante, è mancata in questo e in altri settori.

On. Tommaso Foti

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