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Cantiere per la realizzazione del centro commerciale 'Parma Urban District'; pioggia di avvisi di garanzia e contrasto con i vincoli aeroportuali, il Governo faccia luce sulla vicenda

Data: 25/10/2018
Numero: 5-00835 / Interrogazione a risposta in commissione
Soggetto: PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI, MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Data Risposta: 10/04/2019

Per sapere – premesso che: 

l'area (di circa 300.000 metri quadrati) del cantiere del centro commerciale « Parma Urban District », ubicata nei pressi dell'aeroporto « Giuseppe Verdi » di Parma, risulta essere stata destinataria di un provvedimento di sequestro preventivo ordinato dal giudice per le indagini preliminari (gip) ed eseguito dalla Guardia di finanza, nell'ambito di un'indagine in cui si ipotizza il reato di abuso di ufficio; 

le indagini della procura della Repubblica di Parma hanno preso avvio da un esposto nel quale venivano ipotizzate criticità nell'iter amministrativo di rilascio dei permessi di costruzione; 

risultano, altresì, notificati avvisi di garanzia a tre esponenti del comune di Parma per il reato di abuso d'ufficio in concorso, tra i quali l'assessore all'urbanistica e ai lavori pubblici; 

sarebbe emerso, nel corso delle indagini delegate al nucleo di polizia economicofinanziaria della Guardia di finanza di Parma, che il centro commerciale in costruzione risulti ubicato su di un'area che, in ragione di quanto disposto dal codice della navigazione e dal regolamento dell'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile), risulterebbe sottoposta a vincolo aeroportuale. Nei fatti, proprio per la sua posizione a ridosso dell'aeroporto Verdi e per ridurre al minimo i possibili rischi per la collettività in caso di incidenti aerei, nell'area che qui interessa non sarebbe possibile realizzare strutture e/o edifici (ad esempio: scuole, centri commerciali) con un elevato « carico antropico » –: 

se il Governo intenda appurare se il piano di rischio aeroportuale, come previsto dall'ultima versione del regolamento che l'Enac ha emanato nel 2011, effettivamente risulti preclusivo rispetto a permessi di costruzione per la realizzazione del centro commerciale che qui interessa; 

in caso di risposta affermativa al sopra esposto quesito, se risulti che Enac abbia notiziato del divieto in questione l'amministrazione comunale di Parma ed eventualmente quando; 

se, a fronte delle acclarate limitazioni, siano state assunte dal predetto ente iniziative nei confronti del comune di Parma, successivamente al rilascio dei permessi di costruzione; 

se i fatti siano noti al Governo, quali ne siano gli orientamenti e quali eventuali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, intenda assumere per garantire il rispetto del principio di legalità nella pubblica amministrazione.

On. Tommaso Foti

RISPOSTA IN COMMISSIONE

Il viceministro Edoardo RIXI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito.

In premessa ricordo il Codice della navigazione, articolo 707, comma 5, prevede che nelle direzioni di atterraggio e decollo possono essere autorizzate opere o attività compatibili con gli appositi piani di rischio, che i Comuni territorialmente competenti adottano, anche sulla base delle eventuali direttive regionali, nel rispetto del regolamento dell'ENAC sulla costruzione e gestione degli aeroporti. Al riguardo ENAC informa che nel caso di specie il Comune di Parma ha autorizzato un'opera non compatibile con i principi posti alla base del piano di rischio, peraltro in assenza di adozione del piano stesso in quanto l'Amministrazione locale non ha mai aggiornato il piano secondo la configurazione vigente con l'emanazione dell'emendamento 7 del Regolamento per la costruzione e l'esercizio degli aeroporti vigente dal 20 ottobre 2011. Nell'ottobre del 2011, l'ENAC aveva emesso parere favorevole per il piano di rischio del Comune di Parma per le sole aree ubicate alle spalle delle testate – configurazione vigente ante emendamento 7 – e aveva chiesto di adeguare il piano di rischio con l'inserimento dei vincoli relativi alle aree di tutela laterali alla pista di volo, ripeto piano mai adeguato dall'Amministrazione locale. Nel 2017, nell'ambito del procedimento istruttorio relativo al Piano di sviluppo dell'aeroporto di Parma, l'ENAC è venuto a conoscenza dell'intenzione del Comune di realizzare un polo fieristico/ congressuale/commerciale a nord-ovest dello scalo aeroportuale, opera potenzialmente non compatibile con i criteri di tutela del territorio alla base dei piani di rischio. Pertanto, a dicembre 2017 ENAC chiedeva al Comune delucidazioni nonché l'aggiornamento del piano di rischio secondo la configurazione vigente dall'ottobre 2011. Nell'aprile 2018, ENAC ha poi chiesto all'Amministrazione locale di fornire gli estremi dell'autorizzazione del costruendo edificio, di valutare l'adozione di apposite misure di auto-tutela come la sospensione temporanea dei lavori di costruzione nel caso in cui fossero stati già avviati, e di presentare l'aggiornamento del piano di rischio, fasce laterali C e D. In aggiunta, il Ministero dell'interno ha segnalato che il 18 ottobre 2018 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Parma delegava il Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza all'esecuzione del decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP, che disponeva di sottoporre a vincolo cautelare l'area ricadente all'interno delle fasce di tutela « C » e « D » di cui al regolamento E.N.A.C., su cui è in corso di realizzazione il centro commerciale « PARMA URBAN DISTRICT », per fronteggiare il ritenuto periculum in mora, consistente nella situazione di elevato rischio per la pubblica incolumità, nel caso di disastro aereo, insita nella costruzione di un polo ad altissima capacita recettizia proprio nei pressi della pista di atterraggio aeroportuale. In particolare, nell'imputazione provvisoria i soggetti coinvolti avrebbero omesso di adeguare il piano di rischio aeroportuale del Comune di Parma al Codice della navigazione di cui al predetto articolo 707, comma 5, così come integrato dal regolamento ENAC, per la costruzione e l'esercizio degli aeroporti pubblicato in data 28 ottobre 2011, che prevedeva l'ampliamento delle zone di tutela aeroportuale con l'inserimento di una ulteriore fascia di rispetto denominata fascia D e l'ampliamento della fascia di tutela C, all'interno delle quali vanno evitati insediamenti ad elevato affollamento quali centri commerciali, congressuali e sportivi a forte concentrazione. Da ultimo il Ministero dell'interno evidenzia che la vicenda cautelare è stata già vagliata dal Tribunale del riesame di Parma, il quale ha rigettato l'istanza di riesame proposta dall'impresa Parma Urban District.

Tommaso FOTI (FdI), replicando, ringrazia il rappresentante del Governo per la ricostruzione della vicenda che giudica grave, dal momento che è stato confermato come ENAC sia a venuta a conoscenza del progetto di realizzazione del centro commerciale solo casualmente. Esprime quindi apprezzamento per l'attività di vigilanza esercitata dal ministero e auspica che non si debbano più verificare abusi amministrativi di tale gravità, nell'interesse e a tutela della sicurezza dei cittadini e dei passeggeri.

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