Camera

Castel San Giovanni, Amazon e stabilizzazione dei lavoratori interinali; i rappresentanti del Ministero hanno creato aspettative diffondendo informazioni ad ispezione ancora in corso

Data: 04/07/2018
Numero: 5-00082 / Interrogazione a risposta in commissione
Soggetto: MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Data Risposta: 19/09/2018

Per sapere – premesso che: 

a seguito delle agitazioni sindacali – tra le più evidenti l'astensione dal lavoro del 23 novembre 2017 (il giorno del black friday), ripresa dai media nazionali ed esteri – attuate nel magazzino di Amazon Italia Logistica srl, di Castel San Giovanni (in provincia di Piacenza), il Ministero del lavoro disponeva che l'Ispettorato nazionale del lavoro avviasse una verifica ispettiva. L'attività veniva delegata dal 7 dicembre 2017, ad una task force di 11 funzionari, con il compito di verificare il rispetto delle norme e del contratto applicato dalla detta azienda; 

l'8 giugno 2018 veniva diffuso il seguente comunicato stampa dell'ispettorato nazionale del lavoro: « Si è concluso, con notificazione del verbale di contestazione del 30 maggio u.s., l'accertamento iniziato nei confronti della ditta Amazon Italia Logistica lo scorso 7 dicembre. È stato contestato all'azienda di aver utilizzato, nel periodo da luglio a dicembre 2017, i lavoratori somministrati oltre i limiti quantitativi individuati dal contratto collettivo applicato. Si evidenzia infatti che l'impresa, a fronte di un limite mensile di 444 contratti di somministrazione attivabili, nel periodo suindicato, ha invece sensibilmente superato tale limite, utilizzando in eccesso un totale di 1.308 contratti per lavoratori somministrati. Si evidenzia che l'iniziativa ispettiva potrà consentire la stabilizzazione degli oltre 1.300 lavoratori interinali utilizzati oltre i limiti, i quali pertanto potranno richiedere di essere assunti, a tempo indeterminato, e a far data dal primo giorno di utilizzo, direttamente dalla società Amazon. In esito ad altri profili oggetto di accertamento non sono invece emerse irregolarità, né sono state accertate violazione in tema di controllo a distanza dei lavoratori »; 

subito dopo la diffusione del comunicato, ripreso da diverse testate giornalistiche, alle organizzazioni sindacali si rivolgevano numerose lavoratrici e lavoratori, impiegati nei mesi precedenti con contratti di lavoro in regime di somministrazione, al fine di esercitare il diritto alla stabilizzazione del posto di lavoro presso Amazon Italia Logistica srl ; 

il 12 giugno 2018, la segreteria provinciale dell'organizzazione Ugl Terziario presentava all'ispettorato territoriale del lavoro di Piacenza formale richiesta di accesso ai documenti amministrativi (ex articolo 22 legge n. 241 del 1990) chiedendo di avere copia del citato (nel detto comunicato stampa) verbale del 30 maggio 2018; 

il 19 giugno 2018 l'Ispettorato territoriale del lavoro di Piacenza, a fronte del predetto accesso agli atti, disponeva, « il differimento di ogni valutazione (...) alla conclusione dei termini, ancora in corso », mentre il 20 giugno 2018, in un incontro tra le organizzazioni sindacali e i rappresentanti di Amazon, questi ultimi sostenevano che il contenuto del verbale differiva dalle dettagliate indicazioni riportate nel comunicato stampa –: 

quale sia l'orientamento del Ministro interrogato in ordine al comportamento tenuto dai rappresentanti dell'Ispettorato nazionale del lavoro che hanno diffuso notizie precise e dettagliate in merito all'ispezione in questione, quantunque la stessa, giusto quanto sostenuto dallo stesso Ispettorato territoriale del lavoro di Piacenza, non risultasse completata; 

se risulti conforme alla legge il differimento della conclusione dell'evocato procedimento di accesso agli atti, legittimamente promosso da Ugl Terziario, essendo quest'ultima portatrice di interessi collettivi e di singoli che le hanno conferito mandato; 

quando ritenga il Ministro interrogato che la vicenda possa concludersi, attese le numerose e comprensibili aspettative suscitate dal comunicato stampa più volte citato; 

se risultino promosse dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali analoghe verifiche presso gli altri siti del territorio nazionale in cui sono attivi centri di Amazon Italia Logistica.

On. Tommaso Foti

RISPOSTA IN COMMISSIONE

5-00082 Foti: Verifiche dell'Ispettorato nazionale del lavoro nei confronti della società Amazon Italia Logistica. 

Il sottosegretario Claudio COMINARDI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati qui di seguito. 

L'attività di vigilanza nei confronti della società Amazon Italia Logistica Srl, presso la sede di Castel San Giovanni (PC), ha avuto inizio nel mese di dicembre 2017 con l'impiego di un'apposita task force di personale ispettivo degli Ispettorati territoriali del lavoro di Piacenza e di Parma- Reggio Emilia. Al riguardo rappresento che, con verbale di primo accesso ispettivo e con i successivi verbali interlocutori del 18 gennaio 2018 e 13 febbraio 2018, al fine di verificare la regolarità dal punto di vista normativo e contrattuale, gli ispettori del lavoro hanno chiesto alla società la documentazione relativa alla posizioni dei lavoratori dipendenti intervistati durante l'accesso e quella relativa all'utilizzo dei lavoratori somministrati. Sono state, inoltre, verificate le autorizzazioni in materia di videosorveglianza che erano state rilasciate nel corso degli anni. Nel corso delle verifiche sono state, altresì, acquisite dalle agenzie di somministrazione gli elenchi di tutti i lavoratori somministrati nel periodo gennaio-dicembre 2017. Sulla base della documentazione acquisita non sono emerse particolari criticità né per le posizioni dei lavoratori dipendenti né per l'utilizzo dei dispositivi di videosorveglianza. Da una prima analisi dei dati relativi ai lavoratori in somministrazione è, invece, apparso evidente che l'azienda aveva utilizzato un numero eccessivo di lavoratori somministrati in rapporto a quello che erano le previsioni sia legislative che contrattuali. I lavoratori somministrati presenti in azienda sono risultati in eccesso, rispetto al limite contrattuale, nel periodo compreso tra luglio e dicembre 2017. Il 4 giugno 2018 è stato, pertanto, notificato ad Amazon Italia Logistica un verbale di accertamento di violazione e contestuale applicazione della sanzione pecuniaria, prevista dall'articolo 31, comma 2 del decreto legislativo n. 81 del 2015, per aver utilizzato oltre i limiti quantitativi individuati dal contratto collettivo applicato la somministrazione di lavoro a tempo determinato per i mesi di luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre. Preciso che la sanzione amministrativa è applicata in misura fissa e non è commisurata, pertanto, al numero di lavoratori somministrati in eccesso rispetto al limite consentito. La medesima sanzione è stata, perciò, notificata tempestivamente, entro i termini previsti dall'articolo 14 della legge n. 689 del 1981, a prescindere da una identificazione « nominativa » del personale somministrato in eccesso. Nello medesimo verbale è stata, altresì, comminata ad Amazon Italia Logistica Srl la sanzione amministrativa per aver omesso di comunicare alle rappresentanze sindacali « il numero dei contratti di somministrazione di lavoro conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati » come previsto dall'articolo 36, comma 3, del decreto legislativo n. 81 del 2015. Successivamente alla notificazione del predetto verbale e alla individuazione di un numero di circa 1.300 lavoratori somministrati in eccesso, sono stati svolti ulteriori approfondimenti che hanno portato a ritenere che il personale « svantaggiato » – che per legge è escluso dal computo dei limiti alla somministrazione di lavoro – avesse anch'esso diritto al riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato in capo alla società utilizzatrice in considerazione del fatto che quest'ultima avesse violato le disposizioni di contingentamento del lavoro in somministrazione. Pertanto, tenuto conto di quanto già accertato relativamente al periodo da luglio a dicembre 2017, nel quale era già evidente un utilizzo in eccesso dei lavoratori somministrati, si è proceduto a ricalcolare il numero dei lavoratori in eccesso considerando anche i lavoratori svantaggiati. All'esito di tale operazione è emerso che sono complessivamente 1951 i lavoratori somministrati in eccesso rispetto al limite consentito. Sulla base di queste risultanze, il 27 giugno 2018, è stata notificata alla società una nota contenente un elenco nominativo del lavoratori somministrati utilizzati oltre i limiti percentuali consentiti. L'Ispettorato territoriale di Piacenza ha, inoltre, comunicato – a mezzo posta – a ciascuno dei lavoratori predetti la possibilità di far valere il proprio diritto al riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato in capo ad Amazon Logistica Srl. Va dunque apprezzato lo sforzo e l'impegno profuso dall'Ispettorato nazionale del lavoro che ha effettuato tali complessi accertamenti adottando ogni utile provvedimento a tutelare i lavoratori in questione. In merito alla richiesta di accesso agli atti del procedimento presentata il 12 giugno 2018 dal sindacato UGL, l'Ispettorato nazionale del lavoro ha fatto sapere che la sua valutazione è stata differita alla conclusione dei termini per l'ottemperanza al verbale ispettivo con il pagamento delle sanzioni amministrative. Ciò in coerenza con quanto previsto dall'articolo 9, commi 2 e 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 184 del 2006 che ammette il differimento per « specifiche esigenze dell'amministrazione, specie nella fase preparatoria dei provvedimenti, in relazione a documenti la cui conoscenza possa compromettere il buon andamento dell'azione amministrativa » e tenuto conto del fatto che vi potessero essere anche ragioni di riservatezza afferenti ai nominativi dei lavoratori somministrati. Faccio presente che lo scorso 17 luglio l'Ispettorato territoriale di Piacenza, aderendo alla richiesta formulata da UGL- TERZIARIO, CISL-FISASCAT, CGIL-FILCAMS, UIL-TuCS, ha fissato un incontro avente ad oggetto l'accertamento eseguito nei confronti di Amazon Logistica Srl. Durante tale incontro i rappresentanti dell'INL hanno chiarito la portata del provvedimento sanzionatorio a carico della società e hanno preannunciato che avrebbe avvisato tutti i lavoratori della predetta possibilità di esercitare l'azione per ottenere riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato in capo ad Amazon Logistica Srl. Quanto al quesito circa analoghe verifiche avviate presso altri siti della società in parola, tengo a precisare che l'ispettorato territoriale del lavoro di Cuneo ha eseguito un accesso presso lo stabilimento di Marene (CN) dove ha sede Amazon Italia Transport Srl, – non Amazon Italia Logistica Srl –. In occasione dell'accesso è stata riscontrata la presenza di un lavoratore dipendente della società Amazon Italia Transport Srl e di 30 lavoratori dipendenti della società Team Work Srl, con sede legale ad Alba (CN). Gli accertamenti compiuti hanno evidenziato che sebbene tra le due società fosse formalmente vigente un contratto di servizi di consegna lo stesso, sostanzialmente, mascherasse un'interposizione di manodopera. Ciò in quanto tutto il personale dipendente della società Team Work era controllato e gestito direttamente da Amazon Italia Transport. È stata, pertanto, contestata la violazione dell'articolo 29 del decreto legislativo n. 276 del 2003 e contestualmente comminata la sanzione amministrativa di euro 16.666,67. Avverso tale verbale la società Amazon Italia Transport ha presentato ricorso amministrativo il cui iter non è, però, ancora concluso. La società Team Work non ha presentato ricorso amministrativo e ha avviato la procedura di pagamento. 

Tommaso FOTI (FdI), ringraziando il sottosegretario per i dati forniti, rileva tuttavia che la risposta evidenzia una questione non solo di forma, ma anche di sostanza. Infatti, il sottosegretario non ha fatto cenno al numero dei lavoratori risultati irregolari nell'ultima ispezione effettuata dall'Ispettorato del lavoro. Tale numero, anzi, non risulta nemmeno dal comunicato dell'8 giugno della sede territoriale dell'Ispettorato del lavoro che ha compiuto l'ispezione, frettoloso ed eccessivamente conciliante, pubblicato forse per compiacere i vertici della struttura amministrativa. La vicenda, a suo avviso, dovrebbe invece convincere della necessità di notificare i provvedimenti, fase propedeutica all'instaurazione del contenzioso.

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