Camera

Commercio, chiusura domenicale degli esercizi a 'rotazione'; quali disposizioni normative intende promuovere il Governo?

Data: 25/09/2018
Numero: 3-00199 / Interrogazione a risposta immediata
Soggetto: MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Data Risposta: 26/09/2018

Per sapere – premesso che: 

in merito alla questione dell'apertura e chiusura domenicale di alcune tipologie di imprese commerciali, sono state avanzate diverse proposte, tra le quali alcune delle forze di maggioranza che, ad avviso degli interroganti, differiscono palesemente da quelli che appaiono essere gli orientamenti del Governo; 

il Ministro interrogato, ancor prima di ricoprire ruoli governativi, aveva annunciato la volontà di chiudere tutti gli esercizi commerciali nei giorni festivi, rimodulando successivamente l'annuncio, ma riconfermando l'idea di fondo; 

di recente, il Ministro interrogato ha definito la sua proposta una sorta di « chiusura a rotazione » degli esercizi commerciali, peraltro di difficile applicazione, che consentirebbe al 25 per cento degli stessi di restare aperto –: 

quali siano gli intendimenti del Governo sulla regolamentazione delle aperture e chiusure domenicali, ovvero se intenda promuovere un'iniziativa legislativa in merito e in quali tempi, consentendo sia una turnazione del lavoro prestato nelle domeniche, ma anche la sopravvivenza di tanti esercizi commerciali che vedono proprio in tali giorni realizzare gran parte del loro fatturato, ad esempio prevedendo forme contrattuali di assunzione anche ripristinando l'uso dei voucher.

Interrogazione sottoscritta di parlamentari: LOLLOBRIGIDA, MELONI, ACQUAROLI, BELLUCCI, BUCALO, BUTTI, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, CROSETTO, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FERRO, FIDANZA, FOTI, FRASSINETTI, GEMMATO, LUCASELLI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RIZZETTO, RAMPELLI, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI, VARCHI e ZUCCONI.

DIBATTITO IN ASSEMBLEA

PRESIDENTE. Il deputato Zucconi ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lollobrigida ed altri n. 3-00199 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmatario, per un minuto. 

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Signor Presidente, signor Ministro, premesso che, in merito alla questione dell'apertura e chiusura domenicale di alcune tipologie di imprese commerciali sono state avanzate diverse proposte, tra le quali alcune delle forze di maggioranza che, ad avviso degli interroganti, differiscono palesemente fra di loro; che il Ministro interrogato, ancora prima di ricoprire ruoli governativi, aveva annunciato la volontà di chiudere tutti gli esercizi commerciali nei giorni festivi, rimodulando successivamente l'annuncio, ma riconfermando l'idea di fondo; che di recente il Ministro interrogato ha definito la sua proposta una sorta di chiusura a rotazione degli esercizi commerciali, peraltro di difficile applicazione, che consentirebbe al 25 per cento degli stessi di restare aperto, siamo ad interrogarla per sapere quali siano gli intendimenti del Governo sulla regolamentazione delle aperture e chiusure domenicali, ovvero se si intenda promuovere un'iniziativa legislativa in merito e in quali tempi, consentendo sia una turnazione del lavoro prestato nelle domeniche, ma anche la sopravvivenza di tanti esercizi commerciali che vedono proprio in tali giorni realizzare gran parte del loro fatturato, ad esempio prevedendo, e concludo, particolari forme contrattuali di assunzione ed anche ripristinando l'uso dei voucher per tali settori. 

PRESIDENTE. Il Ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro e delle politiche sociali, Luigi Di Maio, ha facoltà di rispondere, per tre minuti. 

LUIGI DI MAIO, Ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro e delle politiche sociali. Grazie, Presidente. Prima di tutto ricordo a me stesso che il tema della regolamentazione delle aperture e chiusure domenicali e dei giorni festivi è stato affrontato come proposta di legge anche nella precedente legislatura, proprio in quest'Aula, ricordo, e fu votata ad ampia maggioranza anche da forze politiche che oggi sono nei banchi dell'opposizione, proprio perché è un tema, la liberalizzazione selvaggia degli orari degli esercizi commerciali, che tutti ormai riconoscono non abbia aiutato il settore del commercio a uscire dalla crisi degli ultimi anni, che, anzi, si è andata aggravando con la perdita di una parte rilevante della realtà di molti piccoli centri storici italiani, sacrificata alle logiche commerciali della grande distribuzione. Vorrei sottolineare anche in questa sede che in nessuno dei principali Paesi dell'Unione europea tutti i negozi sono aperti tutte le domeniche e tutti i festivi, come accade in Italia. In Francia, per esempio, tutti i negozi sono chiusi, ad eccezione di quelli alimentari, aperti fino alle 13, e sono previste estensioni in alcune zone turistiche. In Germania tutti i negozi, ad esclusione di quelli nelle stazioni, aeroporti e in luoghi turistici, sono chiusi la domenica e nei giorni festivi. Ogni Land può scegliere sei domeniche l'anno in cui tenere aperto. Per cui, credo che questo argomento non possa essere un tabù e debba essere affrontato in Parlamento a partire dalle proposte di legge che sono già incardinate nella Commissione competente proprio in questo ramo del Parlamento. Per quanto riguarda, invece, l'utilizzo dei voucher, deve essere chiaro che, quando si è fatto il decreto dignità, abbiamo deciso di non liberalizzarli. Si devono utilizzare con specifici limiti e in maniera circostanziata, perché, altrimenti, si finiva ancora una volta per liberalizzare lo sfruttamento, e non il lavoro (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). 

PRESIDENTE. Il deputato Zucconi ha facoltà di replicare per due minuti. 

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Ringrazio il Ministro per la risposta, però mi devo dichiarare insoddisfatto, non fosse altro per il fatto che noi con questa interrogazione non entravamo nel merito e nella filosofia di questo provvedimento che si sta annunciando, così come non volevamo andare alla radice del provvedimento stesso. Noi stiamo verificando soltanto che il Governo, al di là della filosofia con la quale realizza i provvedimenti, poi non riesce a capire quali possano essere gli squilibri che questi provvedimenti determinano. È un esempio questo, dove noi proponevamo delle forme più particolari, per i contratti a weekend per esempio, ma è anche un problema che attinge al decreto dignità. Se lei va a vedere le statistiche, dice che monitorerà, ecco, quando monitorerà, vedrà che molti commercialisti sconsigliano l'assunzione con causali perché c'è incertezza su questo. Allora, perché non accettare in questo caso la proposta di Fratelli d'Italia di istituire presso i centri per l'impiego, che pure volete rivedere, un ufficio che attesti la legittimità della causale, evitando così dei contenziosi in futuro e ridando certezze alle imprese. Su questo il Governo si deve concentrare, al di là del merito dei provvedimenti: realizzarli in maniera tale che non creino squilibri, anche volendo realizzare la propria filosofia, sulla quale, come gruppo di Fratelli d'Italia, visto che i provvedimenti sono in Commissione, come ci ricordava, non mancheremo di dare sicuramente il nostro apporto e la nostra critica, e prenderemo posizione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). 

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

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TommasoFoti
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