Camera

Arsenale di Piacenza, pensionamenti e assunzioni di nuovo personale; quale futuro per il polo di mantenimento pesante?

Data: 03/10/2019
Numero: 5-02799 / Interrogazione a risposta immediata in commissione
Soggetto: Commissione IV - Difesa
Data Risposta: 03/10/2019

Per sapere – premesso che: 

l'ipotesi avanzata da un consigliere comunale di Piacenza di una dismissione dell'operatività del Polo di mantenimento pesante nord di Piacenza entro il 2025, secondo quanto ufficialmente comunicato dal caposezione segreteria e sicurezza del Polo di mantenimento, non trova alcun fondamento; 

in tal senso si sarebbe espresso anche il 9 luglio 2019, il comandante logistico dell'Esercito, nel corso dell'audizione davanti alla 4a Commissione Permanente (Difesa) del Senato della Repubblica, confermando che l'assetto strategico del polo è indicato quale obiettivo funzionale e vitale nel sistema logistico di Forza armata; 

tuttavia, secondo fonti sindacali: «non si sono più fatte assunzioni dagli anni '80 e senza ricambio generazionale è impossibile‎ non chiudere per l'ex Arsenale (Cisl)»; «il polo di mantenimento pesante è soggetto a una forte riduzione di personale e l'ultima legge di bilancio ha bloccato il turn over almeno fino a novembre, similmente a quanto avviene in tanti comparti della pubblica amministrazione. Una misura come «quota 100» ha inoltre accelerato l'esodo pensionistico. È chiaro che se non cambiano le cose, lo stabilimento piacentino non avrà una vita molto lunga (Cgil)»–: 

se il Ministro interrogato intenda definitivamente chiarire quale sarà il futuro del polo di mantenimento pesante nord di Piacenza, tenuto conto che la prosecuzione dell'attività attualmente svolta è all'evidenza legata alla necessità di dare corso alle improcrastinabili assunzioni di personale idoneo.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari: Deidda, Foti e Ferro.

DIBATTITO IN COMMISSIONE

Salvatore DEIDDA (FDI) illustra il suo atto di sindacato ispettivo, evidenziando che, da più di cento anni, il Polo di mantenimento pesante nord di Piacenza assicura l'efficienza di tutti i principali mezzi e sistemi in dotazione all'Esercito. Manifesta, quindi, la propria preoccupazione per la possibilità che, qualora dovessero essere confermate le voci riguardanti un'eventuale dismissione dello stabilimento, possano andare perdute importanti professionalità civili della Difesa.

Il sottosegretario Giulio CALVISI risponde all'interrogazione nei termini di seguito riportati.

Desidero sottolineare, a premessa della risposta, che le problematiche sollevate dagli Onorevoli interroganti sono costantemente all'attenzione dei Vertici del Dicastero in considerazione del valore intrinseco dell'area industriale della Difesa. L'obiettivo, in questo peculiare settore, è quello di non disperdere le particolari professionalità tecniche, assicurando, tramite un programma di assunzioni, un opportuno ricambio generazionale che consenta di salvaguardare lo specifico know how acquisito dalle maestranze locali. Ciò, anche nella non marginale considerazione che alcune di queste professionalità sono impiegate in enti responsabili di attività di interesse nazionale. Tanto premesso, gli attuali e molteplici impegni delle Forze Armate, in Patria e all'estero, determinano un notevole sforzo logistico per mantenere costantemente elevati i livelli di efficienza delle moderne e complesse piattaforme e sistemi d'arma in servizio. Si tratta di uno sforzo cui hanno sempre concorso, in modo determinante, gli Stabilimenti militari – come quello oggetto dell'interrogazione in esame – che rappresentano il più elevato livello manutentivo esprimibile dalla Difesa, con lavorazioni e processi in house. Con specifico riferimento alla situazione del personale, è del tutto evidente che esistano delle oggettive criticità tra l'importanza che rivestono tali realtà nell'organizzazione logistica della Difesa e l'alimentazione del personale civile. La componente in argomento, infatti, è stata soggetta al blocco delle assunzioni per gli effetti connessi ai vincoli di riduzione di spesa a livello di Bilancio nazionale, la cosiddetta spending review, e quelli fissati dalla legge n. 244 del 2012, che, è bene ricordarlo, prevedono la progressiva riduzione dell'organico del personale civile della Difesa a 20.000 unità complessive, da attuarsi entro il 2024. Di recente, la Difesa sta riprendendo ad assumere, compatibilmente con l'obiettivo fissato dalla citata legge n. 244 del 2012 e, in tale quadro, come richiamato dagli stessi interroganti, la legge di bilancio per l'anno 2019 ha autorizzato il Ministero della difesa ad assumere, per il triennio 2019-2021, un contingente massimo di n. 294 unità di personale civile con profilo tecnico non dirigenziale, di cui n. 26 unità per l'anno 2019 destinati ai Poli dell'Esercito. In tale ambito, lo Stato maggiore dell'Esercito ha programmato, per il Polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza, di richiedere l'autorizzazione per l'assunzione di n. 14 assistenti tecnici a valere sull'annualità 2019. In aggiunta a ciò, con riferimento alle procedure concorsuali per l'assunzione di complessive 30 unità di personale, in fase di ultimazione, è prevista l'assegnazione di n. 4 assistenti tecnici al Polo di Piacenza. Atteso quanto sopra, in merito al « futuro del Polo di Mantenimento Nord di Piacenza », rassicuro l'interrogante che non vi è alcun intendimento volto a riorganizzare l'Ente, tantomeno a dismetterne la capacità operativa. 

Salvatore DEIDDA (FDI) ringrazia per la chiarezza della risposta che dà assicurazione, almeno per l'immediato futuro, sia alle maestranze civili impiegate nel Polo di mantenimento pesante nord di Piacenza, sia agli amministratori locali. L'attuale situazione di forte carenza di personale deriva dalle disposizioni dettate dalla legge n. 244 del 2012, che ha fissato l'obiettivo della riduzione degli organici della Difesa a 150.000 unità entro il 2024. Spera che Governo e maggioranza si convincano della necessità di rinviare il termine del raggiungimento dei limiti stabiliti dalla citata legge.

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TommasoFoti
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