Camera

Autonomismo di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna; la sigla delle corrispettive intese non decurti i fondi destinati alle infrastrutture del centro-sud

Data: 27/11/2018
Numero: 3-00350 / Interrogazione a risposta immediata
Soggetto: MINISTRO PER IL SUD
Data Risposta: 28/11/2018

Per sapere – premesso che: 

i quotidiani del 26 novembre 2018 hanno riportato la notizia della richiesta inviata al Presidente del Consiglio dei ministri dai presidenti delle regioni Emilia- Romagna, Lombardia e Veneto per il completamento del percorso delle tre regioni verso una maggiore autonomia, secondo un modello di regionalismo differenziato; 

tale percorso era stato formalmente avviato il 28 febbraio 2018 con la firma dei tre accordi preliminari all'intesa per la concessione di « ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia », ai sensi dell'articolo 116, comma terzo, della Costituzione; 

nella lettera congiunta trasmessa al Presidente del Consiglio dei ministri i tre presidenti di regione esprimono « un giudizio positivo su questo lavoro », ritengono che « siano mature le condizioni perché si possa addivenire finalmente alla sottoscrizione delle corrispettive intese » e chiedono che « come previsto, questa ulteriore fase possa essere conclusa dal Consiglio dei ministri in tempi rapidi e certi, per portare poi alla redazione dei conseguenti disegni di legge sui quali sarà chiamato ad esprimersi il Parlamento »; 

la formalizzazione dell'intesa comporterà anche la formazione di una commissione Stato-regione che determinerà « le modalità per l'attribuzione delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie »; 

inoltre, l'articolo 5 di ciascun accordo preliminare dispone che « Stato e regione, al fine di consentire una programmazione certa dello sviluppo degli investimenti, potranno determinare congiuntamente modalità per assegnare, anche mediante forme di crediti d'imposta, risorse da attingersi da fondi finalizzati allo sviluppo infrastrutturale del Paese »; 

stante il divario già esistente tra le regioni meridionali e quelle settentrionali d'Italia, cui appartengono anche le tre regioni che hanno formalizzato la propria richiesta di autonomia, la formalizzazione delle intese e l'assegnazione delle risorse, in particolar modo di quelle a valere sui fondi finalizzati allo sviluppo infrastrutturale del Paese, rischiano di determinare ulteriori pesanti squilibri a danno del Sud Italia –: 

quali iniziative di competenza intenda assumere affinché nella fase di formalizzazione delle intese sia scongiurato il pericolo che i previsti trasferimenti di fondi e di competenze si possano risolvere in una riduzione delle risorse disponibili per le regioni del Centro-Sud.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari: LOLLOBRIGIDA, MELONI, BUCALO, FERRO, GEMMATO, VARCHI, ACQUAROLI, BELLUCCI, BUTTI, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, CROSETTO, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FIDANZA, FOTI, FRASSINETTI, LUCASELLI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI e ZUCCONI.

DIBATTITO IN ASSEMBLEA

PRESIDENTE. La deputata Maria Teresa Bellucci ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lollobrigida ed altri n. 3-00350 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmataria. 

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Presidente, Ministro Lezzi, siamo qui perché i quotidiani, in questi giorni, hanno parlato di una richiesta fatta al Premier Conte da parte dei governatori delle regioni Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, nella quale si chiedeva la concessione di maggiori risorse e di maggiore autonomia. Si chiedeva di chiudere in tempi rapidi e certi ciò che era stato avviato il 28 febbraio, che consisteva nell'attribuzione di un mare magnum di materie, che passano dalla sanità al lavoro, alle politiche anche europee, fino ad arrivare all'istruzione. Ma a questo si aggiunge un rischio forte, Ministro, quello che insieme alle maggiori materie e alle maggiori competenze ci siano anche maggiori risorse, e questo ponga le condizioni perché il Sud sia ancora più abbandonato a se stesso con minori investimenti. Per questo le chiediamo, Ministro, cosa lei intenda fare per scongiurare l'isolamento del Sud, cosa intenda fare per evitare che questa misura possa portare all'annullamento degli investimenti al Sud. 

PRESIDENTE. La Ministra per il Sud, Barbara Lezzi, ha facoltà di rispondere. 

BARBARA LEZZI, Ministra per il Sud. Onorevole Presidente, onorevoli deputati, ringrazio gli onorevoli sottoscrittori per il quesito che mi hanno sottoposto, che mi consente quest'oggi di rassicurare l'Aula circa le preoccupazioni degli onorevoli interroganti. Innanzitutto ribadisco che l'articolo 119 della Costituzione fissa il principio dell'autonomia finanziaria degli enti territoriali sulla base delle funzioni pubbliche loro attribuite. Tale autonomia di entrata e di spesa è limitata dal rispetto dell'equilibrio di bilancio e del concorso al rispetto dei vincoli dell'ordinamento dell'Unione europea. Questo significa che, sulla base della giurisprudenza della Corte costituzionale, il rapporto Statoregioni risulta oggi guidato dal principio del coordinamento per obiettivi nel rispetto del criterio di proporzionalità e ragionevolezza di cui all'articolo 3 della Costituzione. In questo quadro orientato alla piena autonomia regionale in materia finanziaria si prevede un intervento dello Stato mediante il meccanismo di previsione del Fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante e con la destinazione da parte dello Stato di interventi speciali e risorse aggiuntive, per promuovere - cito - lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona o per provvedere, a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, in favore di determinati comuni, province, città metropolitane e regioni. Sull'attuazione di quanto sopra assume particolare rilievo il ruolo che svolge l'Agenzia per la coesione territoriale in relazione al monitoraggio degli interventi speciali cofinanziati con risorse nazionali (il Fondo per lo sviluppo e la coesione) e con risorse europee. Difatti, dai dati monitorati è possibile verificare lo stato della spesa pubblica nelle regioni meridionali e settentrionali sulla base del PIL per territorio e della popolazione. Il Governo, in considerazione dell'importanza di questo tema sta lavorando da diversi mesi per rispondere alle richieste di alcune regioni del Nord del Paese, nell'assoluto rispetto del principio di solidarietà che tutte le regioni devono osservare. Le richieste di autonomia che abbiamo previsto nel contratto non saranno uno strumento per favorire alcune regioni a scapito di altre. Il completamento dell'iter, garantisco, non comporterà un surplus fiscale trattenuto al Nord. Quale autorità politica per la coesione, lavoro costantemente per misure omogenee per tutto il territorio nazionale, e avrò modo di monitorare l'azione del Governo per fare in modo che le misure adottate assicurino al Sud le risposte di cui ha bisogno per colmare quel gap con il Nord, cresciuto a dismisura negli ultimi 25 anni. 

PRESIDENTE. La deputata Maria Teresa Bellucci ha facoltà di replicare. 

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Ministro, devo dire che siamo preoccupati, perché nel suo intervento lei non ha fatto riferimento a un punto centrale degli accordi preliminari, cioè non ha fatto riferimento a quel punto che dice che le risorse destinate alle maggiori autonomie verranno prelevate da quegli investimenti che sono destinati alle infrastrutture. Lei sa bene come il Sud viva una condizione difficile per le infrastrutture, sa bene come le infrastrutture al Sud ricevano soltanto il 30 per cento degli investimenti, sa come questa mancanza di investimenti ha portato al Sud, in dieci anni, ad avere il meno 10 per cento del PIL, ad avere una disoccupazione tra il 20 e il 30 per cento, a vedere che 1.883 mila cittadini del Sud lasciassero il Sud in un vero e proprio esodo, e di quei cittadini il 50 per cento hanno tra i 15 e 34 anni. Lei ha visto come il Sud oggi ha meno ospedali, ha uno smantellamento delle università, ha una condizione veramente di precariato. In tutto questo, Ministro, noi avremmo voluto sentire forte e chiaro da parte sua che è necessario portare maggiori investimenti, che è necessario far sì che non ci sia solo un assistenzialismo del reddito di cittadinanza, ma che ci siano investimenti per dare lavoro. Il Sud, come dice Fratelli d'Italia, ha bisogno di più infrastrutture, aeroporti, porti, TAV, alta velocità; ha bisogno di far sì che ci sia una zona speciale economica, che ci siano delle agevolazioni fiscali, ha bisogno di attrarre investimenti, e tutto questo non è il combinato disposto di quest'accordo insieme a questa legge finanziaria. Ci saremmo aspettati da lei un riscatto del Sud, di far sì che il Sud potesse riavere l'orgoglio e il rispetto, che potesse in maniera straordinaria valorizzare quel suo punto centrale di essere il centro del Mediterraneo, non come limite ma come opportunità. Il Sud ha bisogno di questo, ha bisogno di onore e di restituire onore. Questo glielo dice una romana, non glielo dice una donna del Sud, che magari può essere tacciata di essere di parte. Glielo dice una romana perché senza sviluppo del Sud non c'è futuro per la nostra Italia, senza sviluppo del Sud non c'è futuro per la nostra Europa, Ministro (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TommasoFoti
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