Camera

Criminalita' minorile e disagio giovanile; occorre un robusto intervento delle istituzioni

Data: 03/03/2020
Numero: 3-01350 / Interrogazione a risposta immediata
Soggetto: MINISTRO PER LE POLITICHE GIOVANILI E LO SPORT
Data Risposta: 04/03/2020

Per sapere – premesso che: 

i dati relativi alla criminalità minorile in Italia, segnatamente in alcune aree del Paese, confermano uno scenario complesso su cui appare prioritario richiamare l'attenzione delle istituzioni, nella prospettiva di individuare soluzioni percorribili atte al contenimento del fenomeno e all'integrazione e al coinvolgimento dei minori a rischio; 

l'evento di cronaca che ha interessato la città di Napoli il 1° marzo 2020, con la morte di un quindicenne che nel tentativo di rapina in pieno centro è stato colpito a morte dalla vittima, un carabiniere in borghese nel tentativo di difendersi, rappresenta la conferma di una piaga sociale, in particolar modo nelle aree dove maggiore è l'incidenza della criminalità organizzata e dove si registra spesso una mancanza di indirizzo socio-educativo da parte delle famiglie, legate esse stesse ad un contesto di criminalità; 

stando ai dati Istat contenuti nel « Report giustizia criminalità e sicurezza », nel 2018 sono stati seguiti dagli uffici di servizio sociale per i minorenni oltre ventunomila soggetti e la prima causa di denuncia per i minori continua a essere il reato di furto, in secondo luogo i delitti legati all'uso e allo spaccio di stupefacenti; 

secondo l'Osservatorio nazionale sull'adolescenza, il 6-7 per cento dei giovani con un'età inferiore ai 18 anni vive esperienze di criminalità di gruppo, cosiddetto fenomeno delle « baby gang », mentre il Quinto rapporto di Antigone sugli istituti penali per i minorenni segnala l'elevato numero di minori segnalati per associazione mafiosa, aumentati nel 2018 del 93,8 per cento rispetto al 2014; 

appare evidente che il numero maggiore di delitti compiuti da minori si colloca nelle aree con significativa presenza di criminalità organizzata, dove si registra un'inevitabile tendenza all'emulazione sociale in ragione dell'inesistenza di modelli alternativi di riferimento per i giovani, che si ritrovano in un contesto di illegalità e di delinquenza in cui risultano assenti riferimenti di socialità e di integrazione e dove le istituzioni, a partire dalla scuola, che dovrebbero svolgere un ruolo preponderante, non detengono adeguati strumenti di controllo, condivisione e coinvolgimento –: 

se non ritenga di intraprendere adeguate iniziative di competenza tese al monitoraggio del disagio tra i minori e quali interventi educativi e formativi integrati si intendano assumere nella prospettiva di implementare la collaborazione tra scuola, servizi di assistenza e famiglie dei minori a rischio.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari: LOLLOBRIGIDA, MELONI, ACQUAROLI, BALDINI, BELLUCCI, BIGNAMI, BUCALO, BUTTI, CAIATA, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FERRO, FOTI, FRASSINETTI, GALANTINO, GEMMATO, LUCASELLI, MANTOVANI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI, VARCHI e ZUCCONI.

DIBATTITO IN AULA

PRESIDENTE. L'onorevole Butti ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lollobrigida ed altri n. 3-01350 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmatario. 

ALESSIO BUTTI (FDI). Grazie, Presidente. Ministro, il quesito a cui fa riferimento il gruppo di Fratelli d'Italia tratta il tragico fatto di cronaca accaduto a Napoli il 1° marzo e che è costato la vita a un giovane rapinatore, per il quale, peraltro, l'unico indagato risulta essere il carabiniere che ha reagito a un tentativo di rapina. La morte di un giovane, ancorché di un rapinatore, peraltro recidivo, è pur sempre una tragedia; è una tragedia ed è un fallimento, è il fallimento per un contesto sociale, è il fallimento per una famiglia, è il fallimento per uno Stato debole che non presidia il territorio e per una scuola che ha rinunciato al proprio ruolo. Noi chiediamo al Governo quali iniziative intenda assumere per rinsaldare virtuosamente la collaborazione tra gli enti che ho appena citato, tesa a rinvigorire la presenza dello Stato sul territorio e, soprattutto, per fronteggiare la situazione in essere (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia ). 

PRESIDENTE. Il Ministro per le Politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, ha facoltà di rispondere. 

VINCENZO SPADAFORA, Ministro per le Politiche giovanili e lo sport. Grazie. Ringrazio gli onorevoli interroganti, posso assicurare che abbiamo la piena consapevolezza della complessità della situazione e della necessità di intervento. Per quello che compete il Ministero per le Politiche giovanili, sin dall'inizio dell'insediamento di questo Governo, abbiamo avviato attività che potessero rappresentare, soprattutto nelle cosiddette zone più difficili o di periferia del nostro Paese, un'opportunità di partecipazione per i ragazzi e, soprattutto, per i ragazzi che vivono in quelle zone dove la criminalità per i più piccoli diventa un'opportunità, un'alternativa, a volte, alla scuola, piuttosto che agli altri strumenti educativi. Proprio per questo, noi abbiamo stanziato 16 milioni di euro in un bando, in un progetto che abbiamo chiamato "Fermenti", che si è concluso proprio qualche settimana fa, permettendo a migliaia di persone, di ragazzi, di giovani, di presentare propri progetti di attività da svolgere sui territori proprio di recupero urbano, sociale e culturale. Sono arrivati più di mille progetti; il prossimo fine settimana si terrà una incontro tra 154 selezionati dalla commissione proprio per procedere anche a un'attività di consolidamento di questi progetti. Per quello che riguarda anche ciò che è riportato nell'interrogazione, cioè la necessità che attraverso i dati dell'Osservatorio nazionale infanzia e anche di un piano più complessivo, che è il Piano nazionale per l'infanzia, ovviamente informerò - ma è qui e ascolta anche lei stessa - la Ministra Bonetti, che ha la delega in modo specifico sulle cose che venivano richiamate all'interno dell'interrogazione, perché si possa fare un lavoro coordinato. Aggiungo soltanto una cosa: che per quello che riguarda la delega dello sport, utilizzeremo moltissimo questa delega nel senso che viene richiamato all'interno dell'interrogazione. Il mese prossimo, infatti, uscirà il nuovo bando "Sport e periferie", con 170 milioni di euro stanziati, che consentirà proprio di riqualificare, soprattutto nelle zone degradate, impianti sportivi di ogni tipo e di ogni genere e darà anche dei soldi per la gestione di questi impianti. Abbiamo riscontrato come su territori, anche quelli oggetto dell'interrogazione, cioè in Campania, a Napoli, rimettere a posto l'impianto sportivo e creare delle condizioni di recupero sociale e urbano, possa valere a volte anche molto più di 10 o di 20 telecamere. Per esempio, proprio in una delle aree non lontane da dove si è svolto, purtroppo, il terribile episodio dell'altra sera, abbiamo finanziato dei progetti di recupero anche di campi interni alle strutture scolastiche, che verranno poi rimessi a disposizione della comunità di quei territori. Questo esempio, che abbiamo fatto in Campania, lo riporteremo in giro per tutta l'Italia con uno stanziamento, ripeto, abbastanza ampio di 170 milioni di euro, che partirà a partire dal prossimo mese. 

PRESIDENTE. L'onorevole Butti ha facoltà di replicare. 

ALESSIO BUTTI (FDI). Grazie, Presidente. Lo stretto necessario, ma non ancora sufficiente. Noi riteniamo che lo Stato debba riconquistare l'autorevolezza che in certi luoghi in Italia è stata smarrita decisamente, e deve farlo restituendo credibilità ad esempio alla scuola e sostenendo in questo senso gli insegnanti che sono chiaramente in prima fila; deve farlo motivando diversamente le forze dell'ordine, assecondandole anche rispetto alle loro legittime richieste; lo deve fare attuando politiche - lei ne ha citata qualcuna -, ma che offrano ai giovani delle opportunità di scelta alternativa alla malavita, delle opportunità per quanto riguarda il lavoro, delle opportunità di crescita per quanto riguarda la cultura, l'informazione, anche sotto l'aspetto ludico se fosse necessario. Perché, vede, Ministro, da quel contesto sociale così difficile emerge uno spaccato, emergono due giovani, un giovane di 23 anni e un giovane di 15: quello di 23 sceglie la legge, sceglie lo Stato, sceglie le istituzioni, è un leale e fedele servitore dello Stato, si arruola nei Carabinieri (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia); quello di 15, invece, sceglie la strada, sceglie la malavita, sceglie la rapina, sceglie purtroppo la morte. E allora Fratelli d'Italia ha il senso dello Stato anche quando lo Stato è in crisi come in questo caso e non riesce a produrre un senso, fatto di valori, fatto di vicinanza al territorio e, soprattutto, di ordine. Noi attendiamo che la dinamica venga chiarita e che le responsabilità vengano attribuite, ma non abbiamo dubbi, noi siamo con le forze dell'ordine e su questo Fratelli d'Italia non ha dubbi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Siamo con le famiglie, che non rinunciano pur tra mille difficoltà - ho quasi concluso - alla missione educativa dei figli. Siamo con gli insegnanti, che tentano di formare e di istruire i giovani in condizioni spesso impossibili. E siamo con gli operatori sanitari, che lavorano in corsia, negli ospedali e nei pronto soccorso, che vengono demoliti da chi ancora non si sa, perché quei delinquenti sono ancora privi di identità. Ma siamo soprattutto - e concludo davvero, Presidente - con le forze dell'ordine, che sono state dileggiate e, quel che è peggio, sono state sfidate, la cui caserma del comando provinciale di Napoli è stata oggetto di una scorribanda armata per cui ancora oggi non ci sono i responsabili. Lo Stato non può derogare al proprio compito e Fratelli d'Italia e la destra politica non ve lo potrà consentire (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TommasoFoti
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