Camera

Cadeo, crisi Selta S.p.A.; subito il tavolo al Ministero

Data: 18/12/2018
Numero: 5-01120 / Interrogazione a risposta in commissione
Soggetto: MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Data Risposta: 21/03/2019

Per sapere – premesso che: con ricorso presentato davanti il Tribunale di Milano – sezione fallimentare di Milano – Selta s.p.a. ha proposto una domanda ex articolo 161, comma 6, della legge fallimentare, riservandosi di presentare entro un assegnando termine una proposta definitiva di concordato preventivo o una domanda di omologa di accordi di ristrutturazione dei debiti; 

dalla documentazione presentata risulterebbe la sussistenza del presupposto soggettivo di fallibilità e di quello oggettivo della ricorrenza di uno stato di crisi (dato l'esposto Mol negativo di circa euro 3,3 milioni di euro, la perdita di esercizio al 31 luglio 2018 per euro 3,4 milioni e l'esposizione debitoria complessiva all'attualità pari a 47 milioni) richiesti per l'accesso alle procedure di concordato preventivo e/o di omologa di accordi di ristrutturazione dei debiti; 

alla luce di quanto sopra con decreto del tribunale di Milano del 5 dicembre 2018 risulta concesso a Selta spa termine fino al 1° aprile 2019 per la presentazione di una proposta definitiva di concordato preventivo o di una domanda di omologa di accordi di ristrutturazione dei debiti; 

risulta all'interrogante che il predetto tribunale abbia nominato un commissario giudiziale nella persona dell'avvocato Maria Grazia Giampieretti che dovrà vigilare sull'attività che la società ricorrente andrà a compiere fino alla scadenza del suddetto termine, riferendo immediatamente al tribunale ogni fatto costituente violazione degli obblighi di cui agli articoli 161 e 173 della legge fallimentare e di quelli espressamente specificati nel decreto; 

dell'iniziativa assunta dalla Selta spa non sono mai stati notiziati né i dipendenti, né le organizzazioni sindacali. Quest'ultime hanno diffuso un comunicato stampa (http:// www.liberta.it) particolarmente duro nei confronti di Selta spa, in cui tra l'altro si legge con riferimento al summenzionato ricorso: « è l'ennesimo gesto di arroganza di una società che non ha mai dato retta, in questi anni, né a noi né tantomeno ai revisori che sottolineavano, nell'ultimo bilancio societario, alcune voci di gestione da mettere sotto controllo ». Ed ancora, si richiede che gli emolumenti del consiglio di amministrazione di Selta spa vengano adeguati alla situazione e che l'assemblea dei soci intervenga prontamente per emolumenti del predetto che appaiono incomprensibili e spropositati; 

in ragione di quanto sopra esposto i dipendenti di Selta hanno deciso di organizzare un presidio di fronte ai cancelli dell'azienda in occasione dell'incontro sindacale previsto per la mattinata del 14 dicembre 2018 –: 

se i fatti siano noti al Ministro interrogato, quali siano i suoi orientamenti al riguardo e quali immediate iniziative di competenza intenda assumere, anche attraverso l'apertura di un tavolo di crisi presso il Ministero dello sviluppo economico, al fine di efficacemente affrontare la situazione sopra rappresentata.

On. Tommaso Foti

RISPOSTA IN COMMISSIONE

5-01120 Foti: Sulla procedura di concordato preventivo della Selta S.p.a.

Il sottosegretario Davide CRIPPA risponde alle interrogazioni in titolo nei termini riportati di seguito.

Rispondo congiuntamente agli atti in esame, essendo gli stessi riferibili dalla stessa tematica, rappresentando quanto segue. La Selta s.p.a. è una società per azioni italiana, che lavora nell'ambito della cyber security e degli impianti ad alta tecnologia digitale (quali, ad esempio, l'automazione delle reti di telecomunicazione, elettriche e ferroviarie). La citata società è nata a Milano nel 1972 e ha le proprie sedi a Cadeo (Piacenza) nonché a Tortoreto Lido, Roma e Avellino, contando all'incirca 250 dipendenti in totale. In particolare, nel dicembre 2018 la Selta, a seguito dell'emergere di una propria importante esposizione debitoria, ha proposto apposita domanda di concordato preventivo, riservandosi di presentare, entro un arco temporale determinato, una proposta definitiva di concordato o una domanda di omologa di accordi di ristrutturazione dei debiti. Di conseguenza, il Tribunale di Milano, nella persona del commissario giudiziale, ha riconosciuto come termine per la presentazione di una proposta definitiva di concordato la data del 1o aprile 2019. Il Ministero della Giustizia, consultato a riguardo, ha fatto presente la regolarità della procedura fallimentare posta in essere nonché l'esatto adempimento degli obblighi informativi da parte della società, nonostante l'opposizione da parte dei lavoratori pervenuta anche al Commissario giudiziale e al Tribunale fallimentare. Orbene, ferma l'attenzione del Ministero dello sviluppo economico con riferimento alla crisi della Selta s.p.a. (finora seguita a livello territoriale), emerge – a tal punto – la necessità che il Tribunale di Milano si pronunci sulla richiesta di concordato avanzata, per poter disporre di tutti gli elementi utili per fronteggiare la crisi dell'azienda ed individuare le soluzioni possibili ed efficaci per garantire i livelli occupazionali e la continuità dell'attività aziendale. Ferma restando la disponibilità del Ministero dello sviluppo economico a convocare un Tavolo di confronto per discutere della situazione della Selta, che rappresenta un'importante realtà nel settore delle imprese ad alta tecnologia digitale. 

Tommaso FOTI (FdI), replicando, ringrazia il rappresentante del Governo per la sua risposta, anche se sottolinea che molte delle notizie da lui fornite erano già contenute nelle interrogazioni in titolo. Osserva che la crisi della Selta S.p.a. non è dovuta a fattori produttivi, ma a una cattiva gestione da parte dei suoi amministratori. Ricorda come, prima della richiesta di concordato preventivo, nei territori interessati si era cercato di trovare delle soluzioni, come quella citata dalla deputata Murelli. Rileva altresì che una cosa è la richiesta di concordato preventivo, un'altra la decisione del Tribunale di Milano, attesa per il 1o aprile, che potrebbe anche non accoglierla, aprendo la strada a una procedura fallimentare che impedirebbe di trovare soluzioni idonee ad evitare la chiusura dell'azienda. Sollecita, quindi, il Ministero dello sviluppo economico ad aprire un tavolo di confronto prima del 1o aprile, per evitare la chiusura della Selta, una società importante non solo per il territorio di riferimento, ma anche per tutta la ricerca italiana.

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TommasoFoti
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