Camera

Imprese del commercio e proprietari di immobili; estendere il credito di imposta sino al 31 dicembre 2020

Data: 15/10/2020
Numero: 5-04792 / Interrogazione a risposta in commissione
Soggetto: MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Data Risposta: 03/12/2020

Per sapere – premesso che: 

appare agli interroganti doveroso che il Governo recepisca la richiesta avanzata da Confcommercio e Confedilizia affinché, in uno dei prossimi provvedimenti che saranno emanati dal Governo per fronteggiare la grave crisi economica e sociale derivante dall'emergenza sanitaria da COVID- 19, sia disposta l'estensione generalizzata del credito d'imposta per i canoni di locazione commerciale e i fitti d'azienda fino al 31 dicembre 2020; 

il credito d'imposta è, infatti, una misura che ha avuto un positivo impatto economico sugli operatori, anche grazie alla possibilità della cessione del credito a terzi ed agli stessi locatori, ma la sua limitazione a poche mensilità non è risultata sufficiente a risolvere la situazione di crisi in cui continuano a versare le imprese –: 

se nell'ambito delle iniziative normative d'imminente adozione, il Governo intenda prevedere l'estensione al 31 dicembre 2020 del credito d'imposta per i canoni di locazione commerciale e degli affitti d'azienda, e ciò in considerazione delle perduranti difficoltà economiche in cui versano le imprese del commercio e i proprietari di immobili.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari: Foti, Osnato e Zucconi. 

DIBATTITO IN COMMISSIONE VI

5-04792 Foti: Iniziative per l'estensione al 31 dicembre 2020 del credito d'imposta per i canoni di locazione commerciale e gli affitti d'azienda

Il Sottosegretario Alessio Mattia VILLAROSA, intervenendo da remoto, risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito. 

Con il documento in esame gli Onorevoli interroganti chiedono di sapere se il Governo intenda prevedere l'estensione al 31 dicembre 2020 del credito d'imposta per i canoni di locazione commerciale e degli affitti d'azienda, in considerazione delle perduranti difficoltà economiche in cui versano le imprese del commercio e i proprietari di immobili. Al riguardo, sentiti gli uffici competenti, si rappresenta quanto segue. Il credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda – introdotto dall'articolo 28 del decreto-legge n. 34 del 2020 e, successivamente, modificato dall'articolo 77 del decreto-legge n. 104 del 2020 – spetta ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d'imposta precedente, nella misura del 60 per cento dei canoni mensili di locazione, di leasing o di concessione e del 30 per cento dei canoni di affitto d'azienda di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell'attività. Il predetto credito d'imposta è commisurato all'importo del canone corrisposto con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2020, a condizione che si sia verificata una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il 50 per cento rispetto allo stesso mese del periodo d'imposta precedente. Per le strutture turistico- ricettive il credito d'imposta spetta fino al 31 dicembre 2020 e, relativamente all'affitto d'azienda, è commisurato al 50 per cento del canone versato. L'agevolazione in argomento è riconosciuta, altresì, agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, e alle imprese esercenti attività di commercio al dettaglio, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d'imposta precedente, nella misura ridotta del 20 per cento dei canoni mensili di locazione e del 10 per cento dei canoni di affitto d'azienda, nonché, indipendentemente dal volume di ricavi registrato nel periodo d'imposta precedente, alle strutture alberghiere, termali e agrituristiche, alle agenzie di viaggio e turismo e ai tour operator. In relazione all'agevolazione in argomento, l'articolo 122 del citato decretolegge n. 34 prevede – per i soggetti beneficiari – la possibilità di optare, fino al 31 dicembre 2021, in luogo della fruizione diretta del credito d'imposta, per la cessione dello stesso, anche parziale, ad altri soggetti, ivi inclusi il locatore o il concedente, a fronte di uno sconto di pari ammontare sul canone da versare, nonché agli istituti di credito e altri intermediari finanziari. Da ultimo, si segnala che, al fine di sostenere gli operatori economici interessati dalle nuove misure restrittive introdotte dal Governo con i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre e del 3 novembre 2020 per contenere la diffusione dell'epidemia « Covid-19 », con i decreti-legge n. 137 del 2020 (articolo 8) e n. 149 del 2020 (articolo 4) il credito d'imposta de quo è stato esteso per tali soggetti – indipendentemente dall'ammontare di ricavi dell'esercizio precedente – anche ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020 con la facoltà, relativamente al canone di dicembre, di procedere al relativo versamento anche nell'anno 2021. Tanto premesso, si rappresenta che sono allo studio del Governo alcune disposizioni normative volte ad ampliare, compatibilmente con le risorse disponibili, la platea dei beneficiari del credito di imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d azienda. Deve, inoltre, evidenziarsi che il credito d'imposta de quo è stato notificato alla Commissione europea e da questa autorizzato con decisioni C(2020) 4447 final del 26 giugno 2020 e C(2020) 7595 final del 28 ottobre 2020, nel rispetto di quanto previsto dalla Comunicazione del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final, e successive modifiche, recante il « Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID- 19 » (cosiddetto « Temporary Framework »), e che, pertanto, ogni modifica che dovesse essere apportata allo stesso necessita di essere notificata e autorizzata dall'Esecutivo europeo.

Tommaso FOTI (FDI), replicando, prende atto che il credito di imposta in oggetto è stato prorogato sino al 31 dicembre 2020, come richiesto nell'interrogazione a sua prima firma. Rileva tuttavia come tale misura sia a suo avviso insufficiente, in conseguenza dell'aggravamento della crisi economica rispetto al 15 ottobre 2020, data di presentazione dell'interrogazione in titolo. Chiede quindi, anche a nome del gruppo Fratelli d'Italia, che vengano recepite le richieste di Confcommercio e Confedilizia mediante l'adozione – già nella Legge di bilancio in corso di esame – di misure idonee a sostenere gli operatori del commercio e i locatori, come ad esempio la cedolare secca sulle locazioni di immobili commerciali, strumento che ha anche il positivo effetto per l'Erario di scoraggiare gli affitti in nero.

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