Camera

Dispositivi anti abbandono, ritardi nell'applicazione della legge; fare presto per impedire altre tragedie

Data: 24/09/2019
Numero: 3-00976 / Interrogazione a risposta immediata
Soggetto: MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Data Risposta: 25/09/2019

Per sapere – premesso che: 

esattamente un anno fa, il 25 settembre 2018, è stata approvata in via definitiva la legge che introduce l'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi, i cosiddetti dispositivi salvabebé, che, laddove applicati sui seggiolini, impediscono che il guidatore possa abbandonare l'auto dimenticando il bambino sul sedile posteriore; 

la legge, attraverso una modifica al codice della strada, ha previsto l'obbligo a carico dei conducenti delle auto di utilizzare un apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l'abbandono del bambino, le cui specifiche tecnico-costruttive e funzionali dovevano essere stabilite con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, vale a dire entro il 27 dicembre 2018; 

inoltre, la legge prevedeva che l'obbligo di installazione dei dispositivi si applicasse « decorsi centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del decreto (...) e comunque a decorrere dal 1° luglio 2019 »; 

meno di una settimana fa si è verificata l'ennesima morte di un bambino, questa volta di appena due anni, dimenticato in auto da uno dei genitori: l'ennesima tragedia che ha distrutto la vita di una famiglia intera e che si sarebbe potuta evitare se fossero stati rispettati i tempi per l'applicazione della legge; 

risulta agli interroganti che nei primi giorni del mese di agosto 2019 il decreto sia stato trasmesso al Consiglio di Stato per esprimere il relativo parere entro il 26 settembre 2019, parere in assenza del quale i tempi potrebbero ulteriormente allungarsi; 

inoltre, sembrerebbero non essere state stanziate risorse sufficienti a coprire la spesa necessaria per gli incentivi all'acquisto dei dispositivi previsti dalla norma –: 

cosa sia stato fatto finora per l'applicazione della legge di cui in premessa e in che modo intenda garantirne la tempestiva attuazione, anche assumendo iniziative per un'adeguata dotazione delle necessarie risorse finanziarie, al fine di impedire che ancora altri bambini possano essere vittime innocenti di assurdi ritardi burocratici.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari: MELONI, LOLLOBRIGIDA, ACQUAROLI, BALDINI, BELLUCCI, BIGNAMI, BUCALO, BUTTI, CAIATA, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FERRO, FOTI, FRASSINETTI, GEMMATO, LUCASELLI, MANTOVANI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI, VARCHI e ZUCCONI.

DIBATTITO IN AULA

PRESIDENTE. Il deputato Tommaso Foti ha facoltà di illustrare l'interrogazione Meloni ed altri n. 3-00976 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmatario, per un minuto. 

TOMMASO FOTI (FDI). Signora Presidente, signor Ministro, dobbiamo registrare l'ennesimo doloroso episodio che si è verificato pochi giorni fa nella città di Catania, e si è verificato perché quella legge, a cui lei, Presidente, faceva riferimento nella lettura dell'oggetto dell'interrogazione, non ha mai trovato applicazione. Non ha trovato applicazione, perché sciatteria politica e logomachie burocratiche hanno impedito che venisse adottato il decreto che consentiva a quella legge di poter operare. Allora, signora Ministro, io le chiedo soltanto di sapere cosa vuol fare con urgenza il Governo per evitare che si debbano nuovamente piangere delle vittime innocenti. 

PRESIDENTE. La Ministra delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, ha facoltà di rispondere. 

PAOLA DE MICHELI, Ministra delle Infrastrutture e dei trasporti. Grazie, Presidente. Come è noto, l'obbligo di trasportare i bambini di età inferiore a quattro anni mediante seggiolini auto dotati anche di un apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l'abbandono del bambino è stato introdotto dalla legge n. 117 del 2018. Si tratta di una legge approvata dal Parlamento con il voto favorevole di tutti i gruppi parlamentari, data la rilevanza sociale della problematica. La disposizione di legge rimette ad un decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti l'individuazione delle specifiche tecnico-costruttive e funzionali. Lo schema di decreto è stato predisposto dalla competente direzione generale del Ministero e inoltrato alla Commissione europea per l'acquisizione del necessario parere. A seguito delle interlocuzioni con la Commissione sono state apportate alcune modifiche allo schema di provvedimento, sul quale è stato acquisito il parere favorevole definitivo in data 22 luglio 2019. Come ricordato dagli onorevoli interroganti, lo schema di decreto è attualmente all'esame del Consiglio di Stato, che si pronuncerà il 26 settembre, domani. Una volta acquisito il parere del Consiglio di Stato, procederò immediatamente alla firma del provvedimento e ai conseguenti adempimenti. In considerazione dell'importanza di questi dispositivi, che consentono di impedire eventi tragici, come quelli accaduti negli ultimi anni, stiamo individuando le modalità attraverso cui incrementare le risorse destinate a favorirne l'acquisto, anche prolungando l'efficacia temporale della misura agevolativa prevista dalla legge istitutiva e dalla legge di bilancio del 2019. PRESIDENTE. Il deputato Tommaso Foti ha facoltà di replicare, per due minuti. 

TOMMASO FOTI (FDI). Signora Presidente, la legge la conosciamo bene, si chiama legge Meloni; quella proposta di legge aveva come prima firmatari, appunto, il presidente del nostro partito ed è stato uno dei primi atti che il Parlamento ha approvato nel 2018. Tuttavia, ciò non toglie che la ricostruzione che ha fatto il Ministro conferma tutte le nostre accuse. In primo luogo, il Ministro Toninelli, anche se, per carità, di maggioranza, il Ministro non l'ha detto, ha inviato quella bozza di decreto all'Unione europea con sessanta giorni di ritardo rispetto ai termini di legge, l'Unione europea, nella cosiddetta interlocuzione, si è fatta dare una proroga di altri 60 giorni, perché non riusciva ad accordarsi con il Governo italiano sulla formulazione del decreto; il risultato è che il 1° luglio la legge non è entrata in vigore; non solo, ma a tutt'oggi non è in vigore e aggiungo che anche quando andrà in vigore, Ministro De Micheli, non è stato chiarito cosa sarà dei 120 giorni che erano stati inseriti nella legge per consentire ai produttori di quei prodotti di potersi adeguare alle caratteristiche tecniche previste dal decreto. Il risultato è che tra ritardi della politica e ritardi della burocrazia europea dobbiamo piangere una vittima che avremmo potuto salvare solo con la normale diligenza (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TommasoFoti
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