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Parma, 'negazionismo' della tragedia delle foibe e patrocinio ANPI; intollerabile insulto alle vittime, occorrono provvedimenti

Data: 05/02/2019
Numero: 4-02158 / Interrogazione a risposta scritta
Soggetto: PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MINISTRO DELL'INTERNO, MINISTRO DELLA DIFESA, MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
Data Risposta: -

Per sapere – premesso che: 

secondo l'agenzia AdnKronos, il logo dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi), sarà presente sulla locandina di una manifestazione « negazionista » intitolata « Foibe e Fascismo 2019 » in programma il 10 febbraio 2019 al Cinema Astra di Parma. A patrocinare l'evento, cui prenderanno parte relatori già finiti al centro di accese polemiche per le assurdità delle tesi espresse, vi sarebbe – tra gli altri – anche l'Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (Anppia); 

se non bastasse l'impostazione dell'iniziativa ad offendere la memoria di migliaia di Italiani vilmente assassinati dai partigiani di Tito e non, con spregio per il dolore delle loro famiglie, è annunciata all'interno della stessa anche la proiezione di due video che si commentano da sé: « La foiba di Basovizza: un falso storico » (a cura di Alessandra Kersevan) e « Norma Cossetto: un caso tutt'altro che chiaro » (a cura di Claudia Cernigoi); 

l'articolo 1, comma 2, della legge 30 marzo 2004, n. 92, prevede che in occasione del « Giorno del ricordo » – istituito in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e della concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati – siano previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende; 

l'iniziativa in questione, oltre a non tenere in considerazione alcuna le finalità della sopra citata legge, per come pubblicizzata potrebbe assumere ad avviso dell'interrogante rilievo penale, giusto quanto disposto dall'articolo 3-bis della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni; 

la partecipazione di Anpi e Anppia a fianco di coloro che negano la pulizia etnica che venne riservata agli Italiani dell'Istria, della Dalmazia e della Venezia Giulia è, per l'interrogante, incomprensibile, soprattutto se si pensa che le predette associazioni ricevono annualmente centinaia di migliaia di euro di finanziamenti pubblici, sia da parte dello Stato che di articolazioni dello stesso: una differente valutazione delle vicende storico-politiche che si verificarono lungo il confine orientale, non può in alcun modo giustificare, infatti, la partecipazione di dette associazioni ad iniziative che negano l'esistenza delle foibe e la lunga scia di sangue innocente che ad esse si collega; 

nei fatti la foiba di Basovizza, dichiarata monumento nazionale l'11 settembre 1992, è il simbolo di tutte le atrocità commesse sul finire della seconda guerra mondiale e negli anni successivi dalle milizie e dai fiancheggiatori dei partigiani di Tito e non. Quanto alla figura pura di Norma Cossetto, per lei parla la motivazione (« Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio ») con cui il 9 dicembre 2005 le venne concessa la medaglia d'oro al Merito civile –: 

se i fatti sopra esposti siano noti al Governo e quale sia il suo orientamento al riguardo, per quanto di competenza; 

quali iniziative intendano assumere, per quanto di competenza rispetto a quanto denunciato in premessa, sia per prevenire e/o comunque contrastare possibili violazioni delle norme che condannano il negazionismo, sia per evitare le negative conseguenze che possono derivare all'ordine pubblico dall'effettuazione della iniziativa, a giudizio dell'interrogante vergognosa, di cui in premessa.

On. Tommaso Foti

In data 6 febbraio 2019 l'interrogazione è stata sottoscritta anche dall'On. Pettarin 

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