Camera

Dismissione degli impianti nucleari; monitorare l'attivita' di Sogin, con particolare riferimento al conferimento di incarichi ed al corretto utilizzo dei soldi dei contribuenti

Data: 13/09/2018
Numero: 5-00432 / Interrogazione a risposta in commissione
Soggetto: PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Data Risposta: 07/02/2019

Per sapere – premesso che: costantemente la Corte dei conti e, non di rado, anche l'Autorità di regolazione per l'energia di regolazione reti e ambiente, evidenziano l'inefficienza nella programmazione, i ritardi nelle attività di disattivazione delle installazioni nucleari e la poca chiarezza nella gestione interna della società gestione impianti nucleari; 

l'interrogante ha, più volte, evidenziato le criticità che interessano detta società in atti di sindacato ispettivo e di indirizzo promossi nella presente e nelle precedenti legislature. Ulteriori elementi degni di chiarimento sono emersi da approfondimenti effettuati sulla materia –: 

quali urgenti iniziative il Governo intenda assumere sia per assicurare una governance adeguata per la conduzione della società di cui in premessa a livello industriale, sia per garantire che venga predisposto un programma di attività e di spesa secondo logiche completamente nuove, in modo da rivedere l'intera connotazione della stessa società e segnare una forte discontinuità gestionale rispetto agli andamenti del passato; 

se non si ritenga di dovere verificare le ragioni per cui all'interno della società continuino ad avere potere di comando gli stessi dirigenti che hanno predisposto i programmi nel 2007 e che – ancora oggi – li elaborano, benché, ad avviso dell'interrogante, siano acclarati gli insoddisfacenti risultati di programmazione e controllo conseguiti, con una generale mortificazione delle altre competenze tecniche e manageriali della società; 

quali strategie si intendano adottare per ridurre il costo di stoccaggio all'estero del combustibile nucleare; 

se, nell'ambito dell'auspicato riassetto gestionale e organizzativo, si intendano assumere iniziative volte a prevedere l'istituzione di un polo unico nazionale nel settore del decommissioning nucleare e delle bonifiche ambientali, accorpando sotto un unico soggetto giuridico tutte le società pubbliche operanti nel settore; 

se risulti essere stato modificato o sostituito il piano industriale fatto predisporre dall'ex amministratore delegato nel 2011/2012 e, in caso contrario, se detto piano risulti ancora utilizzato; se al Governo risulti che la società abbia – o meno – intenzione di sviluppare il centro di formazione sulla sicurezza nucleare e sulla gestione dei rifiuti radioattivi, istituito oltre 10 anni fa a Caorso (in provincia di Piacenza), anche in collaborazione con università pubbliche e private, e se il consiglio di amministrazione della società abbia approvato indirizzi al riguardo; se risulti nel 2017 che sia stato assegnato dalla società che qui interessa un incarico di collaborazione al dottor Alessandro Castiglia per la durata di mesi sei e per un importo di 30.000 euro e se si tratti della stessa persona che ha ricoperto in precedenza l'incarico di consigliere del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri (del Governo pro tempore Gentiloni), con delega alle politiche europee; se l'amministratore delegato di Sogin, Luca Desiata, che dal curriculum diffuso risulta, nel 2014, essere stato fondatore della start-up pptArt®, prima piattaforma di crowdsourcing di arte, ricopra attualmente cariche all'interno della predetta e se siano, o meno, intercorsi rapporti di lavora tra quest'ultima e Sogin; 

se il Governo intenda verificare, attesa la natura di società pubblica di Sogin, se siano in vigore all'interno della stessa disposizioni riguardanti l'utilizzo di autovetture della società e, in caso affermativo, se i preposti uffici interni abbiano effettuato, negli ultimi tre anni, controlli al riguardo e quali ne siano stati i risultati.

On. Tommaso Foti

RISPOSTA IN COMMISSIONE

5-00432 Foti: Sull'attività di disattivazione delle installazioni nucleari e sulla gestione di Sogin S.p.a.

Il sottosegretario Davide CRIPPA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati qui di seguito.

Si risponde all'atto in discussione rappresentando quanto segue. La So.G.I.N. S.p.A., come noto all'interrogante, è una Società interamente partecipata dal Ministero dell'economia e delle finanze, ed è responsabile del decommissioning (smantellamento) degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi. In quest'ambito, la Società ha, inoltre, il compito di localizzare, progettare, realizzare e gestire il Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi, secondo le previsioni del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 e successive modificazioni e integrazioni. I costi operativi sostenuti dalla Società per lo svolgimento delle attività istituzionali sono remunerati a valere sia la componente tariffaria ARIM2 della bolletta elettrica. Proprio in ragione della sopra indicata modalità di finanziamento delle proprie attività, la So.G.I.N. S.p.A. è soggetta alla regolazione dell'Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera), sulla base di programmi annuali e pluriennali di avanzamento e verifiche svolte in via preventiva e consuntiva, con meccanismi di riconoscimento dei costi finalizzati a garantire la rispondenza delle attività alla mission societaria stabilita dalla legge. Nell'ambito delle iniziative assunte dal nuovo Governo e considerata l'importanza ambientale e sociale, oltre che economica, di un'efficace gestione dei rifiuti radioattivi, il Ministro dello sviluppo economico ha già espresso alla So.G.I.N. S.p.A. (agosto 2018) la necessità di intervenire su questa politica pubblica con specifiche azioni, mirate a dare più efficacia e più efficienza all'intero processo in tutte le sue componenti, nell'ambito dell'impegno del Governo per lo sviluppo sostenibile. Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente è la revisione avvenuta a fine 2017 del Piano del decommissioning a vita intera che, sulla base dell'attuale stato di avanzamento, comporterebbe un ulteriore aumento dei tempi e dei costi dell'intero processo. Da qui, l'esigenza di verificare in modo approfondito, in confronto anche con il soggetto gestore, come recuperare in termini di efficacia e di efficienza. Nello specifico dei singoli quesiti posti dall'interrogante rappresento che: 

1. In via preliminare, per quanto attiene gli aspetti gestionali richiamati dall'interrogante, si evidenzia nuovamente che Sogin è una società per azioni al 100 per cento di proprietà del Mef, che ha la competenza in tema di gestione del personale. Tuttavia, su esplicita richiesta delle Ooss che avevano proclamato uno sciopero per il 19 ottobre 2018 ed una manifestazione dinanzi al Mise, giustificata dalla interruzione delle relazioni sindacali e dall'incertezza della continuità lavorativa di personale in somministrazione, ho proceduto alla convocazione dei vertici aziendali e delle Organizzazioni sindacali. Abbiamo avuto una serie di incontri al Mise. In seguito a tali incontri è stato ripreso il dialogo sindacale. Inoltre, proprio ieri ho proceduto alla convocazione, per il 26 febbraio 2019, di un tavolo di confronto tra le parti sul nuovo piano industriale. Ad ogni modo, per quanto concerne lo stato del dimensionamento dell'organico, Sogin ha riferito che, dopo aver vissuto una fase di aumento costante del personale e dei relativi costi nel periodo 2010-2016, negli ultimi anni tale personale è stato ridotto. 

2. Con riferimento alla strategia di contenimento dei costi la Sogin ha riferito la scelta di privilegiare la crescita di una nuova generazione manageriale dall'interno, avviando un percorso di formazione di quadri aziendali, che valorizzi le competenze tecniche interne. Inoltre, la stessa riferisce di aver adottato una strategia per la riduzione dei costi di stoccaggio all'estero del combustibile nucleare riprocessato, che ha portato ad una revisione dei contratti internazionali di trattamento del combustibile nucleare, producendo un risparmio sul piano a vita intera, anche a fronte di servizi aggiuntivi non previsti nei precedenti contratti. La Società ritiene che ulteriori effetti in tal senso potrebbero derivare anche da un secondo negoziato, il quale è attualmente in corso e sarà oggetto di valutazione. Pertanto, con riferimento a tale aspetto ci si riserva di riferire. 

3. Circa i ritardi e l'aumento dei costi di smantellamento delle centrali nucleari e degli impianti del ciclo del combustibile, si rappresenta che negli anni passati si sono succedute varie versioni del piano di decommissioning, ogni volta con ridefinizione in aumento dei tempi e dei costi. Un'azione di recupero e di conferimento di maggiore efficienza all'intero processo è quindi necessaria e dovrà essere attuata agendo su più leve, inclusa l'operatività della So.G.I.N. S.p.A., che rimane il principale soggetto operativo. Su questo tema, gli attuali vertici della Società riferiscono di aver sottoposto alla valutazione di un soggetto indipendente il piano pluriennale, richiedendo (nel febbraio 2017) alla IAEA – International Atomic Energy Agency – una revisione indipendente del proprio programma globale di decommissioning. Viene altresì riferito che il citato soggetto, all'esito di tale revisione, ha indicato una serie di suggerimenti e raccomandazioni in termini di costi, tempi e soluzioni tecnologiche da adottare, che hanno consentito di elaborare un nuovo piano a vita intera 2019-2022, in ottemperanza al vigente sistema di regolazione definito da ARERA. Il Piano è stato dunque inviato, dopo la sua approvazione da parte del CdA di Sogin, al Mef, Mise e Arera. Con riferimento al suddetto Piano quadriennale, l'analisi effettuata sul Programma a vita intera ha condotto l'Arera a richiedere, nell'ambito della DELIBERA n. 606/2018/R/eel del 27 novembre 2018, un'integrazione/rettifica, ove necessario, entro il 30 giugno 2019, del Programma, che includa, tra l'altro, sia un aggiornamento generale in relazione alle principali criticità tuttora in corso, sia i suggerimenti formulati dalla IAEA nell'ambito della sopra citata revisione indipendente, in termini di valutazione aggiornata di tempi e costi in relazione a tutti i principali fattori di rischio (esogeni e endogeni); nonché una proposta completa di misurazione dell'avanzamento fisico delle attività di decommissioning. 

4. Quanto allo sviluppo di un centro di formazione sulla sicurezza nucleare e sulla gestione dei rifiuti si informa che la Sogin dispone della Radwaste Management School (RMS) di Caorso. Nata con l'obiettivo di formare il personale interno, nel corso del tempo la Scuola ha progressivamente aperto i suoi corsi al personale delle società che operano negli impianti in decommissioning, agli studenti e ai diplomati e alle diverse figure professionali provenienti da istituzioni e aziende che operano nel campo della sicurezza e della gestione dei rifiuti radioattivi. In ambito internazionale, la Società informa che la RMS partecipa alla realizzazione di corsi sulla gestione dei rifiuti radioattivi per realtà come, ad esempio, il Joint Reserch Centre (JRC) della Commissione Europea. In esecuzione di accordi commerciali remunerativi, ha recentemente realizzato corsi per esperti provenienti dall'Agenzia di sicurezza nucleare nazionale della Cina, con corsi effettuati sia in Italia che in territorio cinese, nonché per la società di stato taiwanese che gestisce lo smantellamento degli impianti nucleari effettuando ripetuti corsi e training on the job sugli impianti italiani. Inoltre, risulta che la RMS partecipa attivamente al Progetto della Comunità europea ELINDER, tenendo corsi in Italia e all'estero e ad iniziative della Nuclear Energy Agency (NEA) nel settore della formazione per il decommissioning a livello dei Paesi partner OECD. Nei territori che ospitano gli impianti nucleari in decommissioning la Scuola offre, infine, corsi ai giovani diplomati e sviluppa seminari didattici di natura tecnico- scientifica nell'ambito del Progetto « Alternanza Scuola Lavoro ». 

5. Circa l'incarico di collaborazione al dottor Alessandro Castiglia, la Società – sentita a riguardo – ha confermato di aver assegnato l'incarico, evidenziando che questa figura professionale è stata selezionata in virtù della sua pregressa esperienza nel campo nucleare, avendo dato anche supporto nell'ambito del negoziato con la società inglese NDA. Rispetto ad un suo possibile incarico come Consigliere di un Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri durante il Governo Gentiloni, rappresento che sono state avviate alcune verifiche in merito. 6. In merito a quanto richiesto dall'interrogante sulla piattaforma pptArt che figura nel curriculum dell'ingegner Desiata, si rappresenta che la Sogin – sentita a riguardo – riferisce che l'ingegner Desiata non ricopre alcuna carica operativa presso la Società, né è mai stato conferito alcun genere di incarico dalla So.G.I.N. S.p.A. alla start-up a pptArt. 7. Circa, infine, le disposizioni riguardanti l'utilizzo di autovetture, la Società – sentita a riguardo – riferisce che ha in vigore una politica di utilizzo delle autovetture da parte del personale con incarichi manageriali. L'attuale vertice afferma di essere intervenuto secondo due specifiche linee di efficientamento dei costi: riduzione del numero delle autovetture in dotazione; riduzione del costo di noleggio delle stesse. Secondo la stessa Società, il parco auto ad uso promiscuo è passato da 66 unità alle 41 attuali e i canoni di noleggio hanno fatto registrare un conseguente taglio dei costi aziendali globali pari al 38,5 per cento.

Tommaso FOTI (FdI), replicando, ringrazia il rappresentante del Governo per aver risposto a tutti i quesiti posti. Osserva che anche dalla risposta si può dedurre che la missione iniziale della Sogin non corrisponde più all'attività della società, e come siano sempre di più posticipati i tempi di uscita definitiva dal nucleare. Ogni Governo, infatti, individua un deposito nazionale senza portarne a compimento l'installazione. Osserva poi come il presidente della 10a Commissione del Senato, in visita a Caorso, abbia affermato che non vi è la necessità di un deposito nazionale, ma che invece i rifiuti vanno mandati all'estero. Dalla parte delle istituzioni non vi è, quindi, un atteggiamento positivo nei confronti dei territori interessati, i cui cittadini ogni due o tre anni ascoltano promesse che non vengono mantenute. Ritiene, quindi, al di là del commissariamento inevitabile per la scadenza dei vertici, che bisogna definire una tempistica seria e certa per l'individuazione di un sito nazionale, per evitare che materiali nucleari, oggi all'estero per la loro lavorazione, ritornino nei siti originari. Sottolinea poi lo sconcerto per il completo stato di abbandono in cui si trova la scuola di formazione di Caorso. In conclusione, chiede al Governo di dare il necessario impulso ai vertici della Sogin.

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TommasoFoti
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