Camera

Coronavirus; mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione dello Stato per un efficacie contrasto

Data: 25/02/2020
Numero: 5-03682 / Interrogazione a risposta in commissione
Soggetto: MINISTRO DELLA SALUTE, MINISTRO DELL'INTERNO
Data Risposta: -

Per sapere – premesso che: 

l'emergenza provocata dal cosiddetto coronavirus richiede l'applicazione scrupolosa, soprattutto nei presìdi ospedalieri, di protocolli volti a scongiurare la sua possibile diffusione negli stessi; 

risulta agli interroganti che il 21 febbraio 2020, verso le ore 10, sia giunta al pronto soccorso dell'ospedale di Piacenza una persona anziana, proveniente da Codogno (Lodi), che presentava sintomi di grave polmonite virale, compatibili con il citato virus; 

alla ore 17 del predetto giorno – quando già l'assessore alla sanità della regione Lombardia aveva annunciato che nella provincia di Lodi, in particolare nel comune di Codogno, si sospettava la possibile diffusione del coronavirus – la citata paziente sarebbe stata ricoverata, sempre a quanto risulta agli interroganti, al reparto di medicina interna dell'ospedale di Piacenza – struttura priva dei presìdi atti ad adeguatamente tutelare il personale medico e di assistenza, oltre che i ricoverati, dalla possibile contrazione del virus in questione – anziché nel reparto di malattie infettive. Solo successivamente, accertato che la paziente risultava positiva ai test del coronavirus, la stessa sarebbe stata trasferita nel reparto di malattie infettive; 

resta però da accertare e verificare se il personale di medicina interna e le persone eventualmente venute a contatto con la predetta paziente nella struttura ospedaliera di Piacenza debbano – o meno – essere sottoposte al periodo di quarantena; 

risulterebbe altresì agli interroganti essere stata ricoverata presso la medicina d'urgenza, anziché al reparto di malattie infettive, sempre dell'ospedale di Piacenza, la manager di un'importante azienda con sede a Casalpusterlengo (Lodi), in seguito – fortunatamente – risultata negativa ai test volti ad accertare la contrazione del virus;

nelle riunioni convocate presso la struttura ospedaliera di Piacenza per valutare come fronteggiare la situazione organizzativa della stessa, soprattutto in ragione della chiusura del vicino ospedale di Codogno, a quanto consta agli interroganti sarebbero sistematicamente escluse le capo sala; 

dalle riunioni in prefettura sono stati sistematicamente esclusi i parlamentari del territorio piacentino, costretti ad apprendere delle decisioni assunte nelle stesse dai giornali online; 

l'affermazione resa alla Conferenza Stato-regioni dal presidente Bonaccini secondo il quale la filiera della prevenzione pare stia funzionando risulta smentita dai fatti sopra evocati –: 

di quali elementi disponga il Governo in ordine a quanto esposto in premessa; 

se le questioni sopra rappresentate siano state affrontate nelle riunioni convocate dalla prefettura di Piacenza e, in caso di risposta affermativa, quali specifiche iniziative siano state assunte al riguardo; 

nel caso in cui le questioni rappresentate non siano note, se e quali urgenti iniziative di competenza intendano assumere i Ministri interrogati al fine di evitare il possibile ripetersi di fatti analoghi a quelli evidenziati a tutela - in primo luogo - della salute pubblica; 

se e quali specifiche iniziative siano state assunte per informare adeguatamente – ma non solo – i medici di medicina generale – da sempre, in ogni emergenza, in prima linea – che allo stato risulterebbero privi di specifiche indicazioni sulle procedure e le azioni da intraprendere, oltre che dei dispositivi di primo intervento (Dpi); 

se la Regione Emilia-Romagna abbia condiviso con il Ministero della salute un protocollo volto ad affrontare e gestire l'attuale situazione di crisi.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari Foti e Morelli 

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Rassegna Stampa

TommasoFoti
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