Camera

Gap Nord-Sud; quali investimenti strutturali?

Data: 09/10/2018
Numero: 3-00228 / Interrogazione a risposta immediata
Soggetto: MINISTRO PER IL SUD
Data Risposta: 10/10/2018

Per sapere – premesso che: 

dalle dichiarazioni rilasciate dal Ministro interrogato in merito al « contratto » di governo che dedica al Sud solo sei righe, emergono proclami di investimenti e promesse riguardanti il Sud che vanno dalle zone economiche speciali alle infrastrutture che « devono riconnettere il Sud con il resto del Paese »; 

le promesse del Ministro interrogato vanno dalle sperequazioni (« è considerata una priorità applicare i livelli essenziali nelle prestazioni ») ai fondi europei; si legge nelle interviste: ci sono « quasi cento miliardi che possiamo ancora recuperare ». E ancora: « gli sgravi contributivi per i disoccupati » e la Tap costituiscono per il Ministero una priorità; 

il Ministro interrogato ha di recente definito il suo Ministero « un presidio per tutti i cittadini meridionali », aggiungendo che le poche righe del programma, in realtà, rappresentano un potenziale enorme, perché trattano di misure omogenee per tutto il territorio nazionale e che avrebbe monitorato l'azione del Governo, per fare in modo che le misure adottate assicurino al Sud le risposte di cui ha bisogno. Una delle ultime dichiarazioni del Sottosegretario Castiello evidenziano che « al Sud servono risposte straordinarie »; 

ad oggi nessuno di questi impegni appare realizzato, nonostante la crescita del prodotto interno lordo nel Mezzogiorno nel 2017 sia stata in linea con quella italiana, recuperando le tante posizioni perse nel corso della lunga crisi economica; le arretratezze nel Sud rischiano di esplodere se lo Stato non decide di intervenire con forti investimenti pubblici, anziché con proclami; 

contribuiscono al grande gap infrastrutturale ed economico del Sud, cresciuto a dismisura negli ultimi 25 anni, meno investimenti, fondi europei spesi non tempestivamente e una macchina amministrativa tra le meno efficienti di Europa, tutti elementi che rendono il Sud meno attrattivo rispetto alle altre regioni; 

Fratelli d'Italia sostiene da tempo che l'unico modo per invertire il trend appena descritto è quello di effettuare investimenti di rilievo nel Mezzogiorno; al riguardo, Fratelli d'Italia ritiene necessario che almeno il 50 per cento della spesa complessiva dello Stato vada investito in infrastrutture per il Sud –: 

quali siano in concreto gli interventi realizzati fino ad oggi e quali misure urgenti si intendano adottare a favore del Sud entro la fine del 2018.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari: LOLLOBRIGIDA, MELONI, ACQUAROLI, BELLUCCI, BUCALO, BUTTI, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, CROSETTO, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FERRO, FIDANZA, FOTI, FRASSINETTI, GEMMATO, LUCASELLI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI, VARCHI e ZUCCONI.

DIBATTITO IN ASSEMBLEA

(Chiarimenti in merito agli interventi realizzati e a quelli che si intendono adottare a favore del Mezzogiorno - n. 3-00228) 

PRESIDENTE. Il deputato Marcello Gemmato ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lollobrigida ed altri n. 3-00228 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmatario. 

MARCELLO GEMMATO (FDI). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, Ministro, dalle dichiarazioni da lei rilasciate a mezzo stampa e soprattutto nelle sole sei righe del cosiddetto "contratto di Governo" si evince tutta una serie di enunciazioni di principio riguardanti il Mezzogiorno: zone economiche speciali, infrastrutture che dovrebbero, come da lei dichiarato testualmente, riconnettere il Sud con il resto del Paese, 100 miliardi che lei diceva si sarebbero trovati per il meridione, sgravi contributivi per i disoccupati. Ad oggi, purtroppo, tutto questo è rimasto un'enunciazione di principio e di concreto non vi è nulla. Il gruppo di Fratelli d'Italia ritiene necessario, anche a seguito di quanto dichiarato dal sottosegretario Castelli che dice che al Sud servono risorse straordinarie, che almeno il 50 per cento della spesa complessiva dello Stato venga investita in infrastrutture per il Sud. Ci chiediamo, Ministro, in concreto quali misure questo Governo intende intraprendere per il meridione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). 

PRESIDENTE. La Ministra per il Sud, Barbara Lezzi, ha facoltà di rispondere. 

BARBARA LEZZI, Ministra per il Sud. Grazie, onorevole, per il quesito che mi ha posto. Intendo, innanzitutto, precisare che non ho mai dichiarato nulla che attenga a questi 100 miliardi. Se è stato scritto da organi di stampa evidentemente è una notizia falsa. Quello che il nostro Governo ha intenzione di fare per il Mezzogiorno d'Italia è finalmente attuare degli investimenti nella quota ordinaria - quella nazionale - che sia pari almeno al 34 per cento. Il 34 per cento noi lo abbiamo fissato - e ci sono diversi studi a proposito - in quanto il 34 per cento della popolazione risiede nel Mezzogiorno d'Italia. Come misure straordinarie, come sicuramente gli interroganti sapranno, ci sono i fondi strutturali europei, i quali devono ritornare ad essere dei fondi addizionali rispetto alla quota ordinaria, cosa che nel corso degli anni ormai purtroppo è diventata fondamentalmente sostitutiva della quota ordinaria. Ritengo che finalmente per il Mezzogiorno d'Italia sia arrivato il tempo di essere trattato con la dignità che merita, e quindi senza azioni straordinarie e clientelari, che spesso, ad opera della politica precedente, si sono succedute nei territori del Mezzogiorno, che hanno provocato l'impoverimento e l'aumento del divario rispetto al resto d'Italia. Nelle sei righe che noi abbiamo sottoscritto nel contratto di programma parliamo molto chiaramente di azioni omogenee tese all'accorciamento del divario con il resto della nazione. Intendiamo armonizzare con il concerto delle regioni, partendo dalla priorità che tutte le risorse devono rimanere nei territori, perché questa è un'altra menzogna che viene spacciata sui media. Infatti, è già da qualche settimana che ho inoltrato alla Commissione europea uno specifico emendamento in cui si fissa nella riprogrammazione la priorità per i territori a cui competono quelle risorse. Questo per noi è un concetto assolutamente insuperabile. Quindi, nell'armonizzazione, che farò di concerto, come ho già iniziato a fare, con tutte le regioni d'Italia, in modo tale da ottenere una programmazione efficace, efficiente, che fino adesso, visti tutti i risultati, non si è ottenuta (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). 

PRESIDENTE. Il deputato Gemmato ha facoltà di replicare. 

MARCELLO GEMMATO (FDI). Grazie, Ministro. Mi ritengo parzialmente soddisfatto della risposta. Innanzitutto, come chiosa, le vorrei dire che la sua dichiarazione rispetto ai 100 miliardi si evince dagli organi di stampa: potrebbe chiedere, magari, all'ordine dei giornalisti, quell'ordine che, ricordo, voi volete chiudere, di dare un contributo di verità e vedere chi ha detto il falso; però mi attengo a ciò che dice la stampa e la stampa dice che lei avrebbe reperito 100 miliardi per il Meridione, e sono preoccupato sia per il fatto che la stampa dica il falso, ma, soprattutto, per il fatto che non vi siano i 100 miliardi e quind, questo è un dato che, da meridionale, mi sento di evidenziare. A tal proposito, voglio anche ricordare che, purtroppo, il tasso di disoccupazione del Meridione ci consegna sempre più un'Italia a due velocità, dove la fotografia del Nord è sempre uguale alla Germania, mentre la fotografia del Sud è pedissequamente uguale, invece, alla Grecia. Rispetto a questo, Ministro, noi ci saremmo aspettati ben altre misure. Il 34 per cento ritengo sia la quota destinata dal precedente Governo, quel Governo che voi così tanto avete vituperato in questi anni e in questi mesi. Noi di Fratelli d'Italia riterremmo che, per colmare quel gap che esiste tra un'Italia a due velocità, il 50 per cento sia la quota essenziale di cui dotare le regioni meridionali, e le cito uno dei mille episodi, che lei conosce molto meglio di me, delle ignominie che noi viviamo da meridionali sulla nostra pelle. La Bari-Napoli: 250 chilometri che si percorrono in più di tre ore e mezza. La dorsale adriatica è a binario unico. Ciò rende i nostri porti, il porto di Bari, il porto di Taranto, non competitivi con i porti del settentrione dell'Europa, tant'è vero, e concludo, Presidente, che noi siamo costretti a veder passare le navi che dal Medioriente e dall'Africa afferirebbero all'Italia, fare il giro e arrivare al Nord Europa. Allora, su questo noi vorremmo un confronto serio, e, Ministro, ci creda, lei si troverà il gruppo di Fratelli d'Italia al suo fianco nel momento in cui vorrà percorrere con noi questa strada (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TommasoFoti
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