Camera

Magistratura onoraria e corretto funzionamento della giurisdizione; superare lo stallo ed accogliere le legittime aspettative

Data: 26/02/2019
Numero: 3-00559 / Interrogazione a risposta immediata
Soggetto: MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
Data Risposta: 27/02/2019

Per sapere – premesso che: 

il regolare funzionamento della giustizia in Italia è ormai per larga parte assicurato dalla magistratura onoraria, che equivale al 50 per cento dell'organico dei magistrati professionali e ricopre la totalità della funzione giurisdizionale di pace, il 90 per cento delle funzioni di pubblica accusa nei processi monocratici e quasi il 60 per cento delle funzioni giurisdizionali nei tribunali, raggiungendo picchi in quelli di provincia; 

ciononostante tale categoria continua non solo a non ottenere il giusto riconoscimento del proprio ruolo, ma, anzi, a subire pesanti discriminazioni, reiterate anche dalla riforma approvata nel 2017 dal Ministro pro tempore Orlando, che ha completamente disatteso le istanze della categoria, nonostante queste non prefigurassero alcuna stabilizzazione nella magistratura di ruolo, prevedendo, invece, il riordino della magistratura onoraria secondo un approccio minimalista, con un aumento modesto delle relative competenze e un riconoscimento delle tutele previdenziali di mera facciata, a saldi di bilancio invariati; 

tale riforma, inoltre, non solo ha previsto la creazione di uno « statuto unico » della magistratura onoraria, applicabile ai giudici di pace, ai giudici onorari di tribunale e ai vice procuratori onorari, con l'« intrinseca temporaneità dell'incarico », ma anche la rideterminazione della pianta organica dei giudici di pace in tutto il territorio nazionale, un fatto che, soprattutto nelle piccole realtà territoriali, rischia di portare alla paralisi degli uffici giudiziari; 

nel « contratto di governo » posto alla base dell'accordo tra Lega e MoVimento 5 Stelle per la formazione dell'attuale Esecutivo, si annuncia una « completa modifica » della « riforma Orlando », prevedendo « il riconoscimento del ruolo dei magistrati onorari (...) affrontando anche le questioni attinenti al trattamento ad essi spettante ed alle coperture previdenziali ed assistenziali »; 

in assoluta dissonanza rispetto a tali annunci, ad oggi alcun provvedimento concreto è stato preso in sostegno della magistratura onoraria e il tavolo tecnico istituito presso il Ministero della giustizia con il compito di elaborare una proposta di riforma si dovrebbe riunire il 7 marzo 2019, a una distanza di oltre tre mesi dalla prima convocazione; 

nella riunione del 7 marzo 2019 sarà esaminata la proposta avanzata dalla magistratura onoraria, e condivisa anche dalla magistratura di ruolo, volta a superare lo stallo venutosi a determinare e a risolvere finalmente alcune delle questioni più importanti –: 

quale sia l'orientamento del Governo in merito alla citata proposta formulata dai magistrati onorari e quali iniziative urgenti intenda assumere per tutelare i diritti e le legittime aspettative degli stessi e garantire il funzionamento della giurisdizione.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari: LOLLOBRIGIDA, MELONI, VARCHI, MASCHIO, DELMASTRO DELLE VEDOVE, ACQUAROLI, BELLUCCI, BUCALO, BUTTI, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, CROSETTO, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DONZELLI, FERRO, FIDANZA, FOTI, FRASSINETTI, GEMMATO, LUCASELLI, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI e ZUCCONI.

DIBATTITO IN ASSEMBLEA

PRESIDENTE. La deputata Varchi ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lollobrigida ed altri n. 3-00559 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmataria. 

MARIA CAROLINA VARCHI (FDI). Grazie Presidente e buonasera ai componenti del Governo presenti in Aula. In Italia il funzionamento della giustizia è garantito in larga misura anche dalla magistratura onoraria che, con il 50 per cento dell'organico dei magistrati professionali, la totalità della funzione giurisdizionale del giudice di pace, il 90 per cento delle funzioni di pubblica accusa nei procedimenti monocratici e quasi il 60 per cento delle funzioni giurisdizionali nei tribunali, raggiunge un livello abbastanza elevato. Ciononostante, questa categoria negli anni ha reiterato delle istanze che sono state puntualmente disattese, anche da ultimo, nel 2017, con la riforma Orlando, che non ha accolto le loro istanze. Questa riforma ha previsto la creazione di una sorta di "statuto unico" della magistratura onoraria, applicabile ai giudici di pace, ai giudici onorari e ai viceprocuratori onorari, con una - cito testualmente - "intrinseca temporaneità dell'incarico". Tuttavia, ha anche rideterminato la pianta organica dei giudici di pace, con ciò comportando gravi difficoltà, soprattutto per territori magari lontani da tribunali più grossi. Nel contratto di Governo, che l'attuale maggioranza ha stipulato, si parla di una "completa modifica" della riforma Orlando, prevedendo il riconoscimento del ruolo dei magistrati onorari, anche con specifico riferimento alle questioni attinenti al trattamento delle coperture previdenziali ed assistenziali. Il quesito che noi intendiamo rivolgere a questo Governo è - anche sulla scorta del tavolo tecnico che è stato istituito e che, però, spiace rilevare, si è riunito soltanto a fine novembre, adesso è stato convocato per il 7 marzo - quale sia l'orientamento di questo Governo in merito alla proposta formulata dai magistrati onorari e quali siano le iniziative urgenti che questo Governo intende intraprendere. 

PRESIDENTE. Il Ministro della Giustizia, Bonafede, ha facoltà di rispondere. 

ALFONSO BONAFEDE, Ministro della Giustizia. Grazie, Presidente. Devo innanzitutto premettere che il Dicastero che con orgoglio rappresento ha piena consapevolezza del ruolo assolutamente rilevante della magistratura onoraria, nel contesto complessivo dell'amministrazione della giustizia. Per troppi anni la categoria dei magistrati onorari non ha ricevuto la giusta e meritata attenzione, rimanendo relegata ai margini del sistema giustizia, pur costituendo, di fatto, uno dei pilastri nella realtà quotidiana degli uffici giudiziari. Proprio il riconoscimento che l'attuale formazione governativa tributa all'apporto quotidiano dei magistrati onorari nell'esercizio delle funzioni giudiziarie è alla base dell'impegno, già assunto nel contratto di Governo, volto a migliorarne lo status giuridico e il trattamento complessivo. In coerenza con tale proposito, presso il Ministero della Giustizia, è stato costituito apposito tavolo tecnico per studiare concrete prospettive di riforma della magistratura onoraria al fine di incidere in maniera significativa sulla legge tuttora vigente. Sono state raccolte ed approfonditamente analizzate le varie istanze di inadeguatezza dell'attuale disciplina, anche con riferimento alla carenza di idonee garanzie sotto il profilo previdenziale ed assistenziale. Quanto appena detto si è snodato attraverso un percorso condiviso che ha visto, da un lato, la partecipazione al suddetto tavolo dei rappresentanti della magistratura onoraria e, dall'altro, il costante impegno dei dipartimenti e delle articolazioni ministeriali coinvolte nella predisposizione di proposte di modifica della cosiddetta legge Orlando, così come era stato indicato nel contratto di Governo. Pertanto, a prescindere dalla scansione temporale delle sedute plenarie del tavolo tecnico, il Ministero non ha mai smesso di lavorare al tema, essendo in atto un'interlocuzione continua tra gli uffici e i tecnici di questo Dicastero specificatamente incaricati. Mi preme rilevare che, quando c'è un lasso di tempo un po' più ampio tra una seduta e l'altra, ciò non vuol dire che si è interrotto il dialogo o che il Ministero si stia distraendo rispetto a una tematica così importante: semplicemente, a volte viene il momento in cui si deve elaborare tutto il frutto del lavoro che è stato portato avanti sul tavolo, valutarne le coperture, valutarne la fattibilità normativa, e questo è stato fatto. Non a caso, lo studio sin qui realizzato, anche tenuto conto della consistenza del capitolo di bilancio dedicato, ha già condotto alla prospettazione di diverse ipotesi, che verranno adeguatamente vagliate in occasione della prossima seduta, già fissata per il 7 marzo. In conclusione, mi sento di rassicurare la deputata interrogante, come tutti i magistrati onorari, sulla serietà dell'impegno preso e sulla massima attenzione profusa per garantire una soluzione ottimale di sistema, nonostante le disattenzioni e i gravi danni apportati nel corso degli anni alla categoria. 

PRESIDENTE. La deputata Varchi ha facoltà di replicare. 

MARIA CAROLINA VARCHI (FDI). Grazie, Presidente. Guardi, non sono soddisfatta della risposta, tuttavia devo complimentarmi con il Ministro, che è riuscito a rispondere senza dire esattamente una parola su ciò che sono gli intendimenti del Governo rispetto alla magistratura onoraria. Io ho sentito parlare di un tavolo per studiare e ho sentito parlare di uffici che devono elaborare le soluzioni possibili. Ebbene, questa maggioranza ha sottoscritto un contratto di Governo e, prima ancora, ha svolto una campagna elettorale, sventolando fogli che contenevano soluzioni immediate. Avete chiesto il consenso agli italiani e in questo caso lo avete fatto anche nei confronti della magistratura onoraria, dicendo che ciò che era stato fatto non andava bene e che voi avreste risolto il problema. Bene, prendiamo atto che, a quasi un anno dal vostro insediamento, non avete avuto abbastanza tempo per studiare, non avete avuto abbastanza tempo per individuare le soluzioni. Allora, vi chiediamo una cosa: i magistrati onorari hanno fatto una proposta che in larga parte è stata condivisa anche dalla magistratura ordinaria, prendetene atto, recepitela e date corso alle istanze di circa 5 mila persone che tengono in piedi il sistema giustizia. Parlo per esperienza di vita vissuta, ogni giorno, nei tribunali d'Italia ci sono viceprocuratori onorari che trattano udienze, ricevendo settanta-ottanta fascicoli che hanno visto solo pochi minuti prima; giudici di pace e magistrati al monocratico che emettono sentenze e fanno tutto questo senza tutele e senza garanzie. Credo che un Governo del cambiamento che si autodefinisca tale, debba anche dimostrare di esserlo: in questo caso, voi non lo siete affatto (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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