Camera

Costruzione di moschee in Italia; no alle ingerenze finanziarie da parte dei Paesi arabi

Data: 12/03/2019
Numero: 3-00609 / Interrogazione a risposta immediata
Soggetto: MINISTRO DELL'INTERNO
Data Risposta: 13/03/2019

Per sapere – premesso che: 

sono sempre più numerosi i Paesi arabi, ma anche Turchia e Marocco, che, in particolare, finanziano con milioni di euro la costruzione di moschee in Italia; 

soltanto il Qatar, attraverso la Qatar charity foundation, per anni ha finanziato progetti per la costruzione di moschee e centri di indottrinamento e il suo progetto prevedeva 43 centri islamici, partendo dalla Sicilia; 

altri sono gli Stati interessati a finanziare progetti di islamizzazione in Italia, come Marocco, Turchia e Arabia Saudita e questo, chiaramente, anche per uno scopo politico e confessionale: avere moschee pagate dai sauditi significa avere centri di propagazione di una specifica ala islamica, conservatrice e profondamente legata alla monarchia wahabita; 

molte delle monarchie che stanno finanziando la diffusione del culto di Allah, per quanto consta agli interroganti, sostengono più o meno ufficialmente l'Isis e il terrorismo (sono noti, per esempio, i rapporti tra il Qatar e i Fratelli musulmani e altri gruppi islamisti in Medio Oriente), oltre a essere loro stessi Paesi in cui il concetto di democrazia e il rispetto dei diritti umani sono infinitamente lontani dalla nostra cultura; 

secondo le dichiarazioni di Mohammad Ben Abd Ul-karim Al-Issa, segretario della Lega musulmana mondiale, si tratterà di moschee ufficiali, ma i dubbi restano, soprattutto per la rete di legami internazionali che potrebbero celarsi dietro i muri di questi luoghi di culto; 

ogni moschea ha uno Stato finanziatore e ogni Stato finanziatore ha una sua idea di Islam che serve per portare avanti una sua politica;

in assenza di una normativa severa contro il finanziamento estero delle moschee, l'istituzione di un albo degli imam e l'obbligo delle preghiere in lingua italiana, l'Italia rischia di diventare un laboratorio di guerre intestine alla fede musulmana; 

incidentalmente è di questi giorni la notizia dell'ingresso dell'Arabia Saudita nell'assemblea dei soci del Teatro alla Scala, a fronte di un finanziamento da 15 milioni di euro; 

in base a ciò che verrà deciso nelle prossime settimane, Mohammad bin Salmān, sotto accusa per le ripetute violazioni dei diritti umani, potrebbe entrare come socio fondatore privato anche di un'altissima istituzione culturale quale la Scala di Milano, che da sempre ricopre la funzione pubblica di ambasciatore della cultura italiana nel mondo –: 

di quali elementi disponga il Governo e quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, abbia adottato o intenda adottare per evitare possibili indebite ingerenze da parte di Stati arabi, o comunque apparentemente interessati a finanziare progetti di islamizzazione, con particolare riferimento ai luoghi di culto.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari: LOLLOBRIGIDA, MELONI, ACQUAROLI, BELLUCCI, BUCALO, BUTTI, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, CROSETTO, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FERRO, FIDANZA, FOTI, FRASSINETTI, GEMMATO, LUCASELLI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI, VARCHI e ZUCCONI.

DIBATTITO IN ASSEMBLEA

(Elementi e iniziative in ordine al fenomeno dei finanziamenti di alcuni Paesi arabi destinati in particolare a luoghi di culto islamici in Italia – n. 3-00609)

PRESIDENTE. Il deputato Fidanza ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lollobrigida ed altri n. 3-00609 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmatario. 

CARLO FIDANZA (FDI). Presidente, signor Ministro, è notizia di questi giorni la concreta intenzione di istituzioni dell'Arabia Saudita di entrare nel consiglio di amministrazione del Teatro alla Scala di Milano, a fronte di un finanziamento di 15 milioni di euro in tre anni e dell'impegno a svolgere alcune iniziative culturali in territorio saudita. Un fatto molto grave, perché, com'è noto, l'Arabia Saudita è una monarchia spietata, che viola sistematicamente i diritti umani, i diritti della donna, applica la pena di morte per alcuni reati come l'apostasia, l'adulterio e altri, promuove la dottrina wahabita che alimenta l'Islam più radicale. Questo fatto ci riporta a una delle incompiute di questo Governo proprio sul tema della regolamentazione dell'Islam e dei finanziamenti erogati da Stati, istituzioni o fondi islamici per sostenere la creazione di moschee più o meno regolari, nonché la penetrazione culturale nella nostra società. Ecco che allora, Ministro Salvini, Fratelli d'Italia le chiede cosa intenda fare il suo Ministero per porre fine a questa islamizzazione strisciante e sempre più pericolosa (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). PRESIDENTE. Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha facoltà di rispondere. 

MATTEO SALVINI, Ministro dell'Interno. Fatto salvo che ho già avuto modo di esprimere il concetto da italiano e da milanese che la Scala possa e debba andare avanti con le sue forze, assicuro, per quello che invece lei citava, che al riguardo le forze di Polizia a livello centrale e territoriale svolgono una costante attività di monitoraggio sull'intero territorio nazionale per prevenire e contrastare i processi di radicalizzazione o la commissione di reati di terrorismo. A tal proposito, sono quotidianamente seguiti gli undici combattenti islamici tornati in terra italiana, di cui tre in carcere e otto a piede libero, che sono, evidentemente, seguiti minuto per minuto. In tale contesto, un focus particolare è riservato alle fonti di finanziamento dei diversi luoghi di culto, che stiamo attenzionando uno per uno. Su tale versante si sviluppa l'attività informativa del comparto intelligence e l'attività di prevenzione delle forze di Polizia. Ad oggi non sono fortunatamente emersi collegamenti tra finanziamenti erogati ai sodalizi islamici da parte di Stati esteri e fattispecie di rilevanza penale connesse al terrorismo. Il Ministero dell'interno, comunque, è ovviamente consapevole della necessità di tenere attestata al massimo livello la capacità dei nostri apparati infoinvestigativi, e questo, al di là dell'interrogazione, è quello che fa quotidianamente per mestiere. Il nostro obiettivo è arrivare a specifiche iniziative, anche sul piano normativo, a cui sto personalmente lavorando, ovviamente aperto al contributo di questo Parlamento, per disciplinare l'attività di moschee e luoghi di culto, tracciando anche i relativi finanziamenti. Obiettivo del Governo è, altresì, far riferimento all'istituzione di un registro dei ministri di culto e alla definizione di strumenti adeguati per consentire una più efficace azione di controllo, compresa la chiusura delle associazioni radicali e dei luoghi di culto irregolari. È evidente, infatti, anche alla luce dell'attuale contesto internazionale, che alcuni punti di aggregazione in passato e, magari, anche nel futuro possono trasformarsi in centri di reclutamento e essere infiltrati da parte dell'estremismo religioso. Le garantisco, comunque, che le forze di Polizia e di intelligence italiane, al di là dei ministri che vanno e che vengono, sono prime al mondo e stanno svolgendo un eccellente lavoro di prevenzione, e, da questo punto, di vista le ringrazio per il loro impegno quotidiano (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). 

PRESIDENTE. Il deputato Fidanza, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare. 

CARLO FIDANZA (FDI). Grazie, Presidente. Signor Ministro, nell'associarci al ringraziamento per l'attività che quotidianamente la nostra intelligence e le nostre forze dell'ordine svolgono, e quindi, naturalmente, le sosteniamo in questo sforzo, non ci possiamo, però, altresì ritenere soddisfatti di questa risposta. Noi riteniamo che questo espansionismo finanziario e culturale da parte di Paesi arabi come l'Arabia e il Qatar, ma anche di nazioni come la Turchia e il Marocco, debba essere limitato con interventi più decisi. Certamente non ce lo possiamo aspettare dalla sinistra, che nella Milano del sindaco Sala è sempre pronta a manifestare per i diritti dei migranti presuntivamente negati, ma non si indigna minimamente di fronte al tentativo dell'Arabia Saudita di entrare nel CdA del teatro più importante d'Italia. Ce lo aspetteremmo, invece, da voi, che, dopo le solite trattative al ribasso con i vostri alleati di Governo, nel contratto di Governo avevate previsto alcune misure corrette, che anche noi da sempre sosteniamo. Penso proprio all'istituzione di un registro dei ministri di culto, alla tracciabilità dei finanziamenti per la costruzione delle moschee e alla chiusura immediata di tutte le associazioni islamiche radicali, nonché delle moschee e dei luoghi di culto irregolari. Certamente questo è un auspicio che noi condividiamo: aspettiamo i fatti e prendiamo atto con rammarico che le proposte in tal senso presentate da Fratelli d'Italia in questo Parlamento in occasione di provvedimenti normativi precedenti sono state bocciate anche con il voto parlamentare della Lega. Noi certamente non ci attendiamo che dai vostri alleati di Governo possano giungere particolari aperture in questo senso; comprendiamo persino che possano sottovalutare, se non addirittura favorire, l'espansionismo cinese tra nuova Via della Seta e tecnologia 5G, come dice la cronaca di queste ore. Capiamo che non vogliano deludere le tante comunità islamiche che stanno festeggiando in questi giorni con entusiasmo il reddito di cittadinanza, anche questa è cronaca di queste ore, ma ci aspettiamo da voi interventi più decisi e più concreti per attuare quelle parti del vostro contratto di Governo, che, per una volta, collimano con il programma di Fratelli d'Italia e del centrodestra, che fino ad ora non avete attuato (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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