Camera

Piacenza, secondo ponte sul Po; progetto che parte da lontano, quali sono le intenzioni di Anas?

Data: 28/01/2019
Numero: 5-01318 / Interrogazione a risposta in commissione
Soggetto: MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Data Risposta: -

Per sapere – premesso che: 

da atti del comune di Piacenza risulta che, alla fine degli anni '80, venne redatto il progetto di massima relativo alla variante della strada statale n. 9 via Emilia, con secondo ponte sul Po, recepito nel protocollo di intesa sottoscritto il 7 giugno 1988 dalle regioni Emilia Romagna e Lombardia, unitamente alle province di Milano e Piacenza e i comuni di Piacenza, San Rocco al Porto e Guardamiglio. Detta variante risultava recepita nei principali strumenti di pianificazione e di programmazione degli enti competenti, in primis l'Anas;

nella seduta della Camera del 19 dicembre 2001, il Governo pro tempore accoglieva come raccomandazione l'ordine del giorno 9/1984/121 che impegnava il Governo stesso « in sede di individuazione delle priorità del piano triennale Anas, a tenere in particolare considerazione, sulla base del confronto con le Regioni interessate, la realizzazione del secondo ponte sul Po a Piacenza »; 

il 3 settembre 2003 veniva sottoscritta la convenzione tra Anas, regione Emilia- Romagna, regione Lombardia, provincia e comune di Piacenza per la redazione del progetto definitivo della variante che qui interessa. Detta convenzione, all'articolo 7, fissava in anni 5 il periodo di validità della stessa e prevedeva che, a un anno dalla stipula, Anas spa dovesse ultimare le procedure necessarie per l'affidamento dell'incarico di progettazione, mentre il progetto relativo all'opera avrebbe dovuto essere ultimato entro il termine di 18 mesi dalla data di aggiudicazione (al netto delle necessarie sospensioni dei termini di legge per il rilascio delle autorizzazioni di legge);

la progettazione preliminare veniva approvata da Anas con delibera del 1° marzo 2005 per un importo pari a 147,772 milioni di euro, con la prescrizione che il ponte avrebbe dovuto essere di particolare pregio architettonico; 

rispondendo il 29 settembre 2005 all'interrogazione n. 5-04771, il rappresentante del Governo pro tempore affermava che « ...La procedura di gara per l'affidamento della progettazione definitiva è già avviata ed è stata conclusa la fase di prequalifica. Al momento è in corso la predisposizione della lettera di invito. L'ANAS presume che il completamento delle procedure concorsuali possa avvenire entro il corrente anno, mentre per quanto riguarda i tempi di realizzazione il bando di gara prevede un periodo di 120 giorni per lo sviluppo del progetto definitivo ». Successivamente, il rappresentante del Governo pro tempore, rispondendo l'8 febbraio 2006 all'interrogazione n. 5-05175 informava che Anas avrebbe avviato a breve « la predisposizione del progetto preliminare tramite i propri uffici interni, anziché mediante l'affidamento a progettisti esterni, a seguito di una scelta gestionale mirata a contenere i costi ed i tempi di elaborazione », precisando, altresì, che la gara per l'affidamento della progettazione definitiva era stata annullata; 

dal 2003 al 2008 intercorreva un'intensa corrispondenza tra l'Anas e gli enti interessati, volta alla definizione dei progetti per la realizzazione del nuovo ponte sul Po. Detti enti, pur avendo tempestivamente assunto gli obblighi finanziari di cui all'evocata convenzione, li facevano decadere a causa degli inadempimenti di Anas; 

la ricostruzione del ponte sul Po che collega le provincie di Piacenza e Lodi, seguita al crollo di un'arcata avvenuta il 30 aprile 2009, non può essere ritenuta sostitutiva della realizzazione del nuovo ponte –: 

quali siano gli orientamenti del Governo al riguardo e se la realizzazione della infrastruttura di cui in premessa rientri ancora nei piani di Anas, tenuto conto che la stessa dovrà essere finanziata con fondi statali.

On. Tommaso Foti

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