Camera

Ordinanze di contrasto alla diffusione del Covid-19; il Ministro Speranza faccia pace con se' stesso

Data: 17/11/2020
Numero: 4-07538 / Interrogazione a risposta scritta
Soggetto: PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI E LE AUTONOMIE, MINISTRO DELLA SALUTE
Data Risposta: -

Per sapere – premesso che: 

l'articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, proroga ai 31 gennaio 2021 i termini connessi allo stato d'emergenza su tutto il territorio nazionale e l'articolo 1 decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020 detta « misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale » applicate anche nel territorio dell'Emilia-Romagna; 

il presidente della detta regione, con ordinanza n. 213 del 5 novembre 2020, revoca il suo precedente decreto n. 208 del 30 ottobre 2020 « preso atto che, a fronte dell'emanazione del D.P.C.M. 3 novembre 2020, la chiusura dei centri commerciali nelle giornate festive e prefestive è stata estesa a tutto il territorio nazionale »; 

pur essendo vigenti in Emilia-Romagna le misure di cui all'articolo 1 del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il presidente della stessa, ritenendole insufficienti, emana il 12 novembre 2020 – « d'intesa con il Ministro della salute » – l'ordinanza n. 216 (in vigore dal 14 novembre 2020 al 3 dicembre 2020) « ...per limitare il diffondersi del contagio del virus al fine di garantire la piena operatività delle strutture sanitarie della regione »; 

l'articolo 1, comma 16, del decretolegge 16 maggio 2020, n. 33, come modificato dall'articolo 1, comma 2, lettera a), del decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, così recita « ...In relazione all'andamento della situazione epidemiologica sul territorio, (...) nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020, la Regione, informando contestualmente il Ministro della salute, può introdurre misure derogatorie, restrittive rispetto a quelle disposte ai sensi del medesimo articolo 2, ovvero, nei soli casi e nel rispetto dei criteri previsti dai citati decreti e d'intesa con il Ministro della salute, anche ampliative ». L'intervento della regione si ha dunque « ...nelle more dell'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri... » e non oltre, quindi, il 3 novembre 2020, data di emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri; il 13 novembre 2020 il Ministro della salute emana, sentito il presidente della regione Emilia-Romagna, un'ordinanza, in vigore dal 14 novembre 2020, che estende a tutto il territorio regionale le ulteriori misure di contenimento del contagio previste dall'articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020. La regione Emilia-Romagna si colloca, quindi, in uno « scenario di tipo 3 » e con un livello di rischio « alto »; 

la coesistenza delle due ordinanze – in vigore una a distanza di 24 ore dall'altra – è tuttora foriera di molteplici problemi interpretativi, anche per i « buchi » applicativi che entrambe determinano, oltre che per la contraddittorietà dei provvedimenti emanati con l'assenso, quando non a cura, del Ministro della salute. Al riguardo, ancorché riferite ad ordinanze di altri presidenti di regione, si richiamano le decisioni di cui al decreto del 6 novembre del 2020 del presidente della sezione terza del Tar della Puglia e al decreto del 10 novembre 2020 del presidente della terza sezione del Consiglio di Stato –: 

alla luce dei fatti su esposti, al fine anche di evitare contenziosi in sede amministrativa (quanto alla legittimità degli atti emanati) e civile (quanto all'eventuale risarcimento per i danni arrecati), se ritengano assumere opportune iniziative, per quanto di competenza e in un quadro di maggiore e più efficace coordinamento, volte ad evitare l'adozione di atti amministrativi spesso contraddittori per quanto riguarda le misure di contenimento del contagio previste e che, sovente, inducono in errore i destinatari delle stesse, in alcuni casi colpiti da un'ingiusta attività sanzionatoria.

On. Tommaso Foti

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