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Camera

Punti nascita degli ospedali di montagna, disporre gli interventi necessari per mantenerli operativi

Data: 14/06/2018
Numero: 4-00461 / Interrogazione a risposta scritta
Soggetto: PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, MINISTRO PER LA SALUTE
Data Risposta: -

Per sapere - premesso che:

il Presidente del Consiglio, nella replica ai deputati intervenuti nel dibattito sulla fiducia al Governo tenutosi davanti la Camera dei Deputati il 6 giugno 2018, ha - tra l'altro - testualmente detto:

risulta che il 5 ottobre 2017 il Ministero della Salute abbia comunicato alla Regione Emilia-Romagna il parere negativo espresso dal Comitato Percorso Nascita nazionale rispetto alla deroga richiesta dallo stesso ente regionale per evitare la chiusura prevista per i punti nascite al di sotto dei 500 parti annui per tutte e tre le strutture di quel genere operanti in località montane sull'Appennino emiliano: Castelnovo né Monti, Borgo Val di Taro e Pavullo nel Frignano;

al riguardo la Regione Emilia-Romagna si è attenuta al detto parere ministeriale, ancorché il Protocollo Metodologico per la valutazione delle richieste di mantenere in attività punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti annui e in condizioni orogeografiche difficili (D.M. 11 novembre 2015) ritiene che il parere richiesto avvia solo finalità consultive e non vincolanti; 

nel parere negativo riguardo alla prosecuzione dell'attività in questione in quelle strutture, espresso dalla Commissione tecnico consultiva regionale sul percorso nascita, venivano indicate in dettaglio tutte le carenze strutturali e organizzative degli stessi punti nascita montani mentre non si faceva cenno, almeno per quanto riguarda Castelnovo né Monti e Borgo Val di Taro, alla significativa distanza da percorrere per raggiungere i Punti nascita più vicini dalla gran parte dei luoghi serviti da quelle due strutture ed, inoltre, alla pericolosità di eventuali frequenti parti in itinere per le partorienti; 

le criticità per la sicurezza di gestanti e nascituri dei punti nascita montani al di sotto dei 500 parti sono sicuramente risolvibili con investimenti sia in attrezzature tecnologiche avanzate sia in una diversa organizzazione del personale medico e paramedico addetto che potrebbe essere fatto ruotare tra diverse strutture per acquisire la necessaria esperienza annua in diverse casistiche di parti, così come peraltro è stato recentemente sperimentato nell'AUSL di Reggio Emilia ed è prassi consolidata anche nelle zone più isolate degli Stati Uniti; 

le citate commissioni (nazionale e regionale) sul percorso nascite erano incaricate di esprimere i propri pareri solo sulla base di valutazioni medico scientifiche e di spesa sanitaria, a prescindere da ogni considerazione sulle valutazioni più ampie socio economiche ed ideali: 

se il Presidente del Consiglio dei Ministri, anche per il tramite di specifiche azioni poste in essere dal Ministro per la Salute, intenda assumere idonee iniziative affinché restino operativi i punti nascita di Castelnovo né Monti (Reggio nell'Emilia), Borgo Val di Taro (Parma) e Pavullo nel Frignano (Modena), mettendo a disposizione le dotazioni strumentali, di personale e organizzative necessarie a garantire adeguata sicurezza alle gestanti ed ai nascituri.

On. Tommaso Foti

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