Camera

Piacenza, zona rossa 'tardi'; quali le evidenze scientifiche seguite?

Data: 30/04/2020
Numero: 5-03883 / Interrogazione a risposta in commissione
Soggetto: PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MINISTRO DELLA SALUTE
Data Risposta: -

Per sapere – premesso che: 

il 28 aprile 2020, il Presidente del Consiglio dei ministri ha presieduto un vertice in prefettura a Piacenza, avente per oggetto l'emergenza epidemiologica da COVID- 19, nel corso del quale ha incontrato alcuni sindaci e medici di quel territorio; 

nell'incontro con la stampa, tenutosi al termine del detto vertice, il Presidente del Consiglio dei ministri ha sostenuto – rispondendo ad una specifica domanda relativa al perché la Provincia di Piacenza non sia stata dichiarata immediatamente « zona rossa », in considerazione della sua estrema contiguità territoriale con il lodigiano – che: « Le decisioni che abbiamo preso avevano una base diciamo scientifica, sentendo gli esperti. È vero che c'è una prossimità con il lodigiano, però è anche vero che qui è stato un po' considerato un contagio di risulta rispetto alla epidemia del focolaio scoppiato a Codogno e dintorni. Dopo la cintura rossa del Lodigiano c'è stato suggerito che era misura sufficiente. Poi come sapete Piacenza è stata interessata da misure molto severe che hanno riguardato l'intera Lombardia, quindi nel momento in cui abbiamo disposto una sorta di zona rossa a livello regionale, ovviamente Piacenza è rientrata in questa. Francamente non abbiamo mai disatteso delle specifiche raccomandazioni »; 

risulta purtroppo dalla drammaticità dei fatti che la provincia di Piacenza è, in rapporto al numero di abitanti, quella che ha percentualmente il numero di decessi a causa del coronavirus più alto d'Italia –: 

quali evidenze scientifiche – fondate su quali presupposti, elaborazioni e analisi – abbiano indotto il Governo a giudicare quello piacentino « un contagio di risulta »;

quali pareri e, in particolare quali autorità scientifico-sanitarie, abbiano espresso – e con quali modalità – « le specifiche raccomandazioni » che il Presidente del Consiglio dei ministri Conte afferma di avere seguito; 

se i pareri degli evocati esperti risultino espressi per iscritto e, comunque, vi sia traccia degli stessi in estratti di verbali di riunione, in corrispondenza tracciata e/o in eventuali dossier sottoposti alla valutazione del Governo e – se esistenti – intendano metterli a disposizione del Parlamento, oppure, se siano stati secretati, quali ne siano le ragioni.

On. Tommaso Foti

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