Camera

Regime fiscale agevolato per i pensionati stranieri che trasferiscono la loro residenza nelle regioni del sud Italia; quali orientamenti ha il Governo?

Data: 18/12/2018
Numero: 3-00397 / Interrogazione a risposta immediata
Soggetto: MINISTRO PER IL SUD
Data Risposta: 19/12/2018

Per sapere – premesso che: nel mese di luglio 2018 il Gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia ha presentato un disegno di legge, atto Senato n. 407, recante « Introduzione dell'articolo 24-ter del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di regime fiscale agevolato per i pensionati che trasferiscono la loro residenza in Italia, in uno dei comuni delle regioni dell'ex obiettivo "Convergenza" »; 

come si legge nella relazione, il « disegno di legge – prendendo spunto dall'attuale normativa fiscale di favore vigente in alcuni Paesi, anche europei, per i cittadini stranieri che decidano di trasferirsi in essi (è il caso, in particolare, della disciplina portoghese dei cosiddetti "residenti non abituali") – intende introdurre, anche nel nostro ordinamento, un sistema fiscale speciale agevolato per talune categorie di "nuovi residenti", ossia per i pensionati stranieri che si trasferiscano in uno dei comuni italiani ricadenti nelle regioni dell'ex obiettivo "Convergenza" (Puglia, Calabria, Campania, Sicilia) »; 

secondo i proponenti la misura costituirà un efficace strumento di sostegno all'economia generale dell'Italia, in grado di attivare un processo di sviluppo locale anche grazie all'incremento dei consumi e degli investimenti atteso dal reinsediamento delle aree meridionali, colmando il divario (anche in termini competitivi) esistente tra Nord e Sud e favorendo e incentivando lo sviluppo delle aree più disagiate della nostra nazione; 

durante il mese di agosto 2018 il Ministro dell'interno e leader della Lega Matteo Salvini ha lanciato la medesima idea, ipotizzando la possibilità di favorire il trasferimento in Italia dei pensionati residenti all'estero, ribadendo pochi giorni dopo che « ci sono migliaia di pensionati italiani che vanno in Spagna e Portogallo per non pagare la tassa su pensioni. Io penso che alcune zone del nostro Paese siano molto più belle, accogliente e ospitali. Proporrò una zona di esenzione fiscale anche in Italia »; 

ora la Lega avrebbe presentato un emendamento al disegno di legge di bilancio per il 2019 al Senato della Repubblica, con il quale avrebbe formalizzato l'iniziativa, prevedendo di realizzarla attraverso il riconoscimento di una tassazione agevolata forfettaria in favore dei pensionati attualmente residenti all'estero che si trasferiscano o ritrasferiscano in Italia, ma solo nelle regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia; 

il contenuto del citato disegno di legge ha già formato oggetto di alcuni emendamenti presentati al disegno di legge di bilancio per il 2019 durante l'esame presso la Camera dei deputati, ma nessuno di questi è stato accolto, atteggiamento poco chiaro se si considera che l'iniziativa sarebbe sostenuta anche da ambienti della maggioranza –: 

quale sia l'orientamento del Governo in merito alla concreta realizzazione dell'iniziativa di cui in premessa.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari: LOLLOBRIGIDA, MELONI, BUCALO, FERRO, GEMMATO, VARCHI, ACQUAROLI, BELLUCCI, BUTTI, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, CROSETTO, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FIDANZA, FOTI, FRASSINETTI, LUCASELLI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI e ZUCCONI.

DIBATTITO IN ASSEMBLEA

PRESIDENTE. Il deputato Marco Osnato ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lollobrigida ed altri n. 3-00397 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmatario, per un minuto. 

MARCO OSNATO (FDI). Grazie, Presidente. Nello scorso mese di luglio, il gruppo di Fratelli d'Italia ha presentato un disegno di legge volto a introdurre un'agevolazione fiscale per i pensionati che si trasferiscono, come residenza, nel nostro Paese, nelle regioni del cosiddetto obiettivo convergenza, ovvero nel Sud Italia. Come si legge, appunto, nella relazione, questo obiettivo è quello di portare alcune risorse nel Sud del nostro Paese e di cercare di colmare il gap economico che c'è nel resto del Paese, agevolando, appunto, un'utenza considerata debole. Secondo questi proponenti, questo è un sistema efficace proprio per introdurre un aumento dei consumi e un aumento dello sviluppo di questi territori. Durante lo scorso mese di agosto, il Ministro dell'interno, nonché segretario della Lega, ha proposto qualcosa di simile che è stato - ci risulta - presentato in un emendamento al Senato. 

PRESIDENTE. Concluda, onorevole. 

MARCO OSNATO (FDI). Siccome - e concludo - durante l'esame del bilancio, della legge di stabilità, in questa Camera, gli emendamenti anche sostenuti dalla maggioranza in questo senso sono stati bocciati, chiediamo quali sono le reali intenzioni del Governo. 

PRESIDENTE. La Ministra per il Sud, Barbara Lezzi, ha facoltà di rispondere, per tre minuti. 

BARBARA LEZZI, Ministra per il Sud. Presidente, onorevoli deputati, ringrazio l'interrogante per il suo quesito e vorrei rassicurarlo subito sul fatto che se le proposte emendative di Fratelli d'Italia alla Camera non sono state accolte, è solo perché la proposta oggetto del quesito era già nei piani di questo Governo e in fase avanzata di stesura. Nello specifico, il provvedimento prevede l'introduzione di una tassa fissa al 7 per cento per i pensionati esteri che vogliono vivere nei centri del Sud Italia. La regola di base è quella di trasferire la propria residenza fisica nei comuni che si trovano nelle otto regioni del Sud del Paese e che hanno una popolazione inferiore ai 20 mila abitanti. L'incentivo in questione avrebbe una durata di cinque anni e sarebbe indirizzato solo a coloro che nei cinque anni precedenti alla richiesta non hanno avuto la residenza in Italia. La proposta per la manovra ha due obiettivi: ripopolare alcune aree del Sud Italia, con particolare attenzione ai centri piccoli; destinare gli introiti derivanti da questa operazione al settore dell'istruzione ed, in particolare, alla creazione di poli universitari nel Sud Italia. Contribuendo così al perseguimento di questi obiettivi, al Sud si verificherebbe un sostanziale aumento della popolazione e, al contempo, un arrivo di persone che per vivere dovranno investire risorse sul territorio. Questo comporterà ricadute più che positive nei territori del Sud del Paese. La logica di questa impostazione è determinata da varie esigenze: sostenere la domanda interna nelle otto regioni del Sud, contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni e sostenere la permanenza dei giovani nelle terre di origine attraverso la destinazione dell'ammontare delle risorse alla promozione di assegni di ricerca, borse di dottorato e a quanto necessario per rendere ancora più competitive le università del Sud, che da sempre sono impegnate in ambito tecnologico e scientifico. Alla luce di quanto esposto, ringrazio l'onorevole interrogante per avermi offerto la possibilità di illustrare la posizione del Governo sull'impegno per una seria e concreta politica di coesione. Tengo però a precisare - per concludere - che la proposta in oggetto di questa interrogazione è attualmente all'esame del Ministero dell'economia e delle finanze, quindi, per avere maggiori risposte, sicuramente le avremo una volta che sarà concluso l'iter di approvazione della manovra. 

PRESIDENTE. Il deputato Marco Osnato, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare, per due minuti. 

MARCO OSNATO (FDI). Presidente, Ministro, vede, a noi hanno insegnato che quando le tue parole fioriscono sulle labbra degli avversari, non devi recriminare ma devi essere felice, perché vuol dire che le tue ragioni hanno trionfato. Quindi non indulgerò nel concetto di plagio rispetto ad una proposta di legge presentata da noi a luglio, annunciata poi dal Ministro dell'interno ad agosto e presentata solo ora dal Governo, sebbene anche in modo molto meno efficace di quello che avremmo fatto noi. Le dico che noi siamo contenti e saremo, come abbiamo dimostrato anche in altre occasioni, a fianco del Governo se farà veramente delle riforme strutturali che porteranno uno sviluppo anche e soprattutto del Sud del Paese. Tuttavia riteniamo che per ora non possiamo dichiararci soddisfatti. Vogliamo essere certi di quello che lei qui ci ha raccontato: io non posso mettere in dubbio le sue parole, ma voglio vederlo con atti concreti del Governo e, soprattutto, della maggioranza che la sostiene. Concludo dicendo che evidentemente per ora abbiamo visto come unica "riforma" a favore del Sud quella del reddito di cittadinanza e le dico che questo non ci può bastare: noi crediamo che il Sud debba avere uno sviluppo infrastrutturale, debba avere uno sviluppo sistematico e non può essere considerato soltanto un'appendice del nostro Paese, da accontentare con qualche argent de poche (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TommasoFoti
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