Camera

Conti pubblici ed aumento automatico dell'iva; quali risorse per evitarlo?

Data: 23/07/2019
Numero: 3-00901 / Interrogazione a risposta immediata
Soggetto: PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Data Risposta: 24/07/2019

Per sapere – premesso che: 

i commi da 2 a 5 dell'articolo 1 della legge di bilancio per il 2019, legge 30 dicembre 2018, n. 145, prevedono la sterilizzazione degli aumenti delle aliquote Iva, le cosiddette clausole di salvaguardia per l'anno 2019; 

per gli anni successivi si prevede, invece, la conferma dal 2020 dell'aumento dell'Iva ridotta dal 10 al 13 per cento e un aumento di 0,3 punti percentuali per il 2020 e di 1,5 punti percentuali a decorrere dal 2021, fino a elevare l'Iva ordinaria al 26,5 per cento e analoga rimodulazione in aumento è prevista anche per le accise; 

il meccanismo delle clausole di salvaguardia, adottato dall'Italia come unico caso in Europa, prevede un aumento automatico dell'Iva qualora non si riesca a trovare le coperture per tenere i conti pubblici in regola con i vincoli di bilancio derivanti proprio dall'Unione europea; 

la sterilizzazione operata dalla legge n. 145 del 2018 è stata di fatto resa possibile mediante la conferma di uno stanziamento di 12,5 miliardi di euro in deficit, ma per i prossimi due anni l'Unione europea ha chiesto all'Italia 13,1 miliardi di euro in più, a garanzia del finanziamento del reddito di cittadinanza e di « quota 100 »; 

nel biennio 2020-2021 il Governo dovrà, quindi, recuperare un totale di oltre 50 miliardi di euro, perché oltre ai 23,1 miliardi di euro del 2020, dovrà trovarne altri 28,9 miliardi di euro entro il 2021 per evitare un ulteriore aumento dell'aliquota Iva intermedia dal 25,2 al 26,5 per cento; 

a poco più di due mesi dall'approvazione del disegno di legge di bilancio per il 2020 non è ancora chiaro quali intenzioni il Governo abbia in merito al previsto aumento dell'Iva e, in caso intenda disattivare le clausole ancora una volta, con quali risorse intenda coprire la spesa; 

l'impatto dell'aumento dell'Iva sui consumi avrà un effetto devastante, che l'Ufficio parlamentare di bilancio ha già quantificato in 0,3 punti percentuali di prodotto interno lordo all'anno –: 

quali siano le intenzioni del Governo in merito ai previsti aumenti dell'Iva e, se del caso, attraverso quali risorse di bilancio intenda evitarli.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari: LOLLOBRIGIDA, MELONI, ACQUAROLI, BALDINI, BELLUCCI, BUCALO, BUTTI, CAIATA, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FERRO, FOTI, FRASSINETTI, GEMMATO, LUCASELLI, MANTOVANI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI, VARCHI e ZUCCONI.

DIBATTITO IN ASSEMBLEA

PRESIDENTE. Il deputato Lollobrigida ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3- 00901 (Vedi l'allegato A). 

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Presidente, faccio questo question time richiamando una delle questioni che agli italiani preoccupa di più in questa fase. Infatti, la legge del bilancio 2019 prevede delle clausole di salvaguardia automatiche, qualora non si riescano a trovare le adeguate coperture economiche per tenere i conti in regola con i vincoli di bilancio derivanti dall'Unione europea. Abbiamo ascoltato ottimismo da parte di esponenti del Governo - siamo abituati ad ascoltare di tutto da parte di questo Governo per riuscire a restare incollati alle poltrone -, ma servono 50 miliardi, Presidente Conte, per sterilizzare le clausole di salvaguardia, che porterebbero l'IVA a più del 25 per cento. Vorremmo capire. L'Ufficio parlamentare ha stabilito un danno di 0,3 punti di PIL in calo. Mancano due mesi alla finanziaria, ci faccia capire con esattezza come intende riuscire a risolvere questo problema devastante per la nostra nazione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). 

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri, Conte, ha facoltà di rispondere. 

GIUSEPPE CONTE, Presidente del Consiglio dei ministri. Guardi, le posso indicare le direttrici lungo le quali ci muoveremo. Mi dispiace, ma, per quanto si possa anticipare la manovra, certo non la possiamo fare adesso in questo contesto. Il programma che permetterà di evitare l'aumento delle imposte indirette si articola lungo tre direttrici: innanzitutto, stiamo studiando interventi di revisione organica della spesa, atteso che le voci di bilancio che possono essere oggetto di una tale operazione - abbiamo individuato il perimetro delle attività - sono valutate complessivamente nell'ordine di 320 miliardi di euro; in secondo luogo, si sta conducendo un'attenta revisione delle tax expenditure, da individuare dentro un perimetro, in questo caso, che abbiamo già predefinito di 50 miliardi annui. L'azione di revisione sarà condotta indicando gli interventi volti a ridurre, eliminare o riformare le spese fiscali in tutto o in parte ingiustificate alla luce delle mutate esigenze sociali ed economiche, ovvero che si sovrappongono a programmi di spesa che abbiano le medesime finalità. Infine, occorrerà considerare le maggiori entrate e le minori spese conseguenti al trascinamento delle tendenze emerse nel corso del 2019, e qui abbiamo un monitoraggio che già ci ha dato dati molto significativi. Potremo confidare su questo terreno sulla base di elementi più certi con l'autoliquidazione di luglio e una volta che saranno disponibili i dati più consolidati sull'utilizzo delle nuove politiche di welfare. L'approccio del Governo è ispirato, anche su questa importante componente della legge di bilancio, alla massima condivisione con le categorie contributive, nell'ottica di consolidare le sinergie tra politica, stakeholder economici e mondo del lavoro. Lo scopo di questa interlocuzione, che si concretizzerà nella predisposizione di tavoli con le parti sociali già a partire da domani - domani sarà dedicato alla riforma fiscale - è quello di evitare che un aumento dell'IVA contribuisca ad aggravare la congiuntura economica proprio nel momento in cui l'Italia sta uscendo da una fase di rallentamento. Contestualmente, si presenta l'occasione di dare finalmente concretezza a un'operazione, da sempre da più parti auspicata, volta a massimizzare l'efficienza e l'efficacia della spesa pubblica. Nelle intenzioni del Governo la strategia promuoverà un quadro di finanza pubblica stabile e una politica di bilancio sostenibile, anche in termini sociali, promuovendo così l'aumento del grado di fiducia di famiglie e imprese, necessario al rilancio dei consumi e al rilancio degli investimenti. 

PRESIDENTE. Il deputato Lollobrigida ha facoltà di replicare. 

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Presidente, anche questa volta è stato difficile per tutti noi, penso anche per gli italiani che ci seguono in diretta, riuscire a capire se una sola risposta fosse chiara. La risposta sarebbe stata, per esempio, di tagliare questa spesa inutile, questi soldi buttati nel reddito di cittadinanza (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), che fino ad adesso hanno pagato nullafacenti, condannati, immigrati. Avremmo sperato che, con il ripensamento che ha appena annunciato sul TAV, probabilmente avrebbe rinunciato anche a questa follia che avete inserito. Avete rimesso dentro i frigoriferi, le bottiglie di champagne, che avete frettolosamente stappato dai balconi, quando annunciavate che in Europa vi sareste fatti rispettare facendo un po' quello che avreste ritenuto più giusto. Invece poi vi siete piegati, vi siete inchinati, adesso avete anche scambiato l'Italia per qualche poltrona - come gli amici della Lega vi hanno ricordato - facendo scelte ben diverse, per esempio, sulla Commissione europea. Oggi quello che auspichiamo, e che gli italiani capiscono, è che prima andate via, prima interrompete questa esperienza di Governo e prima si potrà avere un Governo che davvero incida in maniera positiva sulle dinamiche economiche per rilanciare questa nostra Italia, tagliare le tasse, come è avvenuto, per esempio, negli Stati Uniti. Perché non guarda con attenzione a quello che il Presidente Trump è riuscito a fare negli Stati Uniti, facendo ripartire il lavoro, riuscendo a rilanciare a difendere le imprese nazionali? È questo che ci aspetteremmo da un Presidente del Consiglio che dice di difendere gli interessi nazionali. Da lei non abbiamo sentito parole, da questa maggioranza non abbiamo avuto i fatti. Dia retta a noi, Presidente: faccia gli scatoloni, lei non è stato eletto da nessuno, quindi si può permettere di andare via in anticipo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), lasci quello scranno rivendicando la sua dignità lasci a qualcuno che venga eletto dal popolo il dovere, la responsabilità, l'onore e l'onere di salvare questa nazione. Del domani non c'è certezza, Presidente; si goda questi ultimi momenti, perché arriverà Ottobre, arriverà la finanziaria e le risposte non saranno più vaghe, come le ha date adesso, e gli italiani, come con Renzi, la seguiranno con i forconi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TommasoFoti
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