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Salsomaggiore, vendita dello Stabilimento Berzieri; il Ministro chieda lumi sull'assenza del parere della Soprintendenza

Data: 30/12/2018
Numero: 4-01928 / Interrogazione a risposta scritta
Soggetto: MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI
Data Risposta: -

Per sapere – premesso che: 

il 16 luglio 2015 Terme di Salsomaggiore e di Tabiano spa – società a partecipazione pubblica (comune di Salsomaggiore Terme, provincia di Parma e regione Emilia Romagna) – in persona del legale rappresentante, presentava innanzi al tribunale di Parma ricorso di accesso alla procedura di concordato preventivo ex articolo 160 e 161, comma 6 della legge fallimentare. Il piano concordatario veniva omologato con decreto del 29 maggio 2017, depositato il 7 giugno 2017 e passato in giudicato in assenza di controdeduzioni da parte dei creditori; 

in detto piano concordatario era – come è – incluso lo « Stabilimento Berzieri » (immobile di proprietà della succitata società, di pregio architettonico, in stile Liberty) sottoposto alle norme del codice dei beni culturali e del paesaggio, in forza del decreto del Ministero per i beni culturali e ambientali del 15 novembre 1993. Così anche per la « Palazzina Warowland, » sottoposta a vincolo ai sensi del decreto del 26 febbraio 1993; 

nella nota n. 1, pagina 4, lettera a), del decreto del tribunale di Parma (doc. 1 citato), titolata « Conclusioni relazione ex articolo 161, comma 3 legge finanziaria », si legge: « è di tutta evidenza che i valori dell'attivo patrimoniale indicati in domanda nella voce Immobili non coperti da offerta, per euro 15.295.000 (al netto del fondo svalutazione relativo stanziato per euro 9.500.000) rappresentano circa il 50 per cento dell'attivo totale della procedura. È indubbio che l'attivo patrimoniale come sopra indicato è in gran parte formato da beni molto particolari, in primis immobile "Berzieri", la cui vendita sebbene giuridicamente come indicato in domanda attuabile, è di difficile valutazione sia relativamente all'importo della vendita che ai tempi della stessa »; 

nella relazione depositata il 27 febbraio 2017 dalla consulente incaricata dal tribunale di Parma per « l'analisi degli aspetti legali connessi alla scissione del ramo miniere, nonché della cessione degli immobili sottoposti a vincolo della Soprintendenza », risulta che il decreto con cui lo « Stabilimento Berzieri » – ma lo stesso vale per la « Palazzina Warowland » – veniva dichiarato immobile di interesse particolarmente importante, ai sensi della legge n. 1089 del 10 giugno 1939, ne consentiva l'alienazione, previa richiesta di autorizzazione della proprietà alla Soprintendenza e accoglimento della stessa, con riferimento, quindi alla disciplina di cui all'articolo 55 del decreto legislativo n. 42 del 2004. Del resto, la commissione regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, venne interessata del vaglio autorizzativo (e delle sue modalità attuative) anche quando il comune di Salsomaggiore Terme propose di concedere in comodato lo « Stabilimento Berzieri », il 30 settembre 2016; 

ritiene l'interrogante, stante quanto sopra esposto, che « l'autorizzazione a vendere » non è solo necessaria, oggi, nella fase liquidatoria dei beni tutti oggetto di concordato, ma dovesse essere propedeutica e condicio sine qua all'epoca (nel 2015) della formulazione della domanda del concordato e, quanto meno, al momento dell'accoglimento della stessa da parte del Tribunale di Parma, essendo presupposto fondamentale della sostenibilità formale e di merito del piano oggetto di domanda concordataria. È, infatti, possibile – non solo in astratto – che la « autorizzazione a vendere » non sia assentita o, in ipotesi migliore, sottoposta a condizioni stringenti e, quindi, non appetibili per compratore alcuno; 

risulta all'interrogante che la Soprintendenza di Parma – ad oggi – non abbia concesso (o quanto meno comunicato) l'autorizzazione a vendere né per lo « Stabilimento Berzieri », né per la « Palazzina Warowland » –: se quanto rappresentato sia noto al Ministro interrogato, quali siano le valutazioni in merito e quali – per quanto di competenza – le iniziative assunte al riguardo.

On. Tommaso Foti

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