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Villanova, Villa Verdi di St. Agata; i carteggi del Maestro Giuseppe Verdi tornino alla residenza dalla quale sono stati dichiarati 'inscindibili'

Data: 06/06/2018
Numero: 5-00033 / Interrogazione a risposta in commissione
Soggetto: MINISTRO DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI E DEL TURISMO
Data Risposta: -

Per sapere – premesso che: 

« Villa Verdi » – residenza di Giuseppe Verdi, posta in località Sant'Agata Verdi, nel comune di Villanova sull'Arda (provincia di Piacenza) – di proprietà degli eredi del grande compositore, è soggetta a vincolo del Ministero dei beni culturali che ha sancito l'inscindibilità della predetta « Villa » e dei beni in essa contenuti; 

il 10 gennaio 2017, con provvedimento della Soprintendenza archivistica e della direzione generale archivi del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, veniva disposto il prelievo di alcuni documenti storici (raccolti in 17 cartelle, relative ad opere del Maestro), e agli eredi veniva formalizzato, da parte della Soprintendenza regionale, il deposito degli stessi presso l'Archivio di Stato di Parma, al fine di provvedere alla « archiviazione e digitalizzazione » degli stessi; 

in ordine alla detta vicenda, il 21 settembre 2017, l'Assemblea legislativo dell'Emilia-Romagna (commissione V) approvava la risoluzione n. 5301, di cui era primo firmatario l'interrogante (Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna n. 308 del 15 novembre 2017), che impegnava il presidente della giunta regionale « a voler chiedere al signor Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, a disporre una volta ultimate le procedure avviate di digitalizzazione e archiviazione dei documenti oggetto di "custodia coattiva" temporanea, che i documenti originali, di proprietà privata, facciano ritorno alla famiglia Carrara Verdi presso la casa di Giuseppe Verdi, in località Sant'Agata nel Comune di Villanova ed in Provincia di Piacenza, consentendo che la consultazione da parte di ricercatori e studiosi avvenga in tal modo nella sede propria di origine, a garanzia e tutela dei diritti degli eredi compreso il legittimo uso dei diritti di pubblicazione e di riproduzione »; 

nel corso di un recente sopralluogo (il 7 maggio 2018) effettuato a Villa Verdi, gli ispettori della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell'Emilia Romagna hanno stabilito l'inadeguatezza della conservazione dei « Carteggi » verdiani, disponendo, seduta stante, il trasferimento degli stessi; 

a giudizio dell'interrogante è opinabile la nota della Soprintendenza che evidenzia la possibilità di trasferire la documentazione presso un istituto culturale al fine di agevolare l'opera degli studiosi, con ciò contraddicendo quanto disposto dal sopra citato vincolo di inseparabilità tra la « Villa » e i beni mobili; 

nel caso in cui la Soprintendenza, per entrare in possesso dei carteggi verdiani e della corrispondenza Verdi-Ghislanzoni, avesse inteso procedere all'espropriazione del bene, non è chiaro se abbia rispettato i procedimenti e le tempistiche di legge (articoli 95, 98 e 99 del decreto legislativo n. 42 del 2004). Al tempo stesso, essendo i carteggi nelle medesime modalità di conservazione da decenni, risulta quanto mai incomprensibile la decisione di trasferirli in altra sede; 

tra questi vi è anche un carteggio, che è stato oggetto di lunga corrispondenza, cui la Soprintendenza avrebbe potuto avere accesso ai sensi dell'articolo 127 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modificazioni e integrazioni –: 

quali siano le ragioni per le quali, a tutt'oggi, non risultino erogati i fondi previsti dalle due convenzioni stipulate nel 2000 e nel 2015 tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e la proprietà di Villa Verdi per il restauro dell'immobile in questione e il miglioramento delle modalità di conservazione dell'archivio; 

se e quali iniziative intenda assumere il Ministro interrogato per verificare il rispetto delle procedure e delle norme vigenti, da parte della Soprintendenza in questione, rispetto ai fatti evidenziati in premessa; 

se il Ministro interrogato intenda assumere iniziative volte a garantire la piena tutela del diritto di proprietà degli eredi del compositore Giuseppe Verdi, oltre alla tutela del vincolo di inscindibilità tra Villa Verdi e i beni in essa contenuti.

On. Tommaso Foti

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