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Conversione in legge del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74


Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tommaso Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tempo trascorso dai fatti del 20 e 29 maggio non ci impedisce di avere davanti ai nostri occhi quelle immagini di lutti, di rovine e di distruzione che il terremoto ha provocato in sei province di tre regioni italiane particolarmente evocate sotto il profilo dell'industrializzazione. Quelle immagini, di fronte alle quali siamo rimasti sgomenti, oggi debbono trovare in quest'Aula un'adeguata risposta perché, al di là del cordoglio che rinnoviamo alle famiglie di coloro i quali hanno perso la vita, dobbiamo e abbiamo il dovere, di continuare a coltivare, per chi è rimasto, la speranza di rimettere in moto un sistema produttivo e una qualità di vita come quella dei giorni precedenti al terremoto medesimo.
Quindi, penso di dover dire e dare atto al sottosegretario D'Andrea, di avere collaborato positivamente in Commissione per un testo che è stato notevolmente migliorato, ma al tempo stesso debbo porre al Governo quattro questioni che non possono essere più eluse. Sicuramente il Fondo per la ricostruzione è insufficiente a poter far fronte nel medio e lungo periodo all'attività di ricostruzione. » un fondo che serve per l'emergenza, ma non può pensare di esaurire l'intera attività necessaria alla ricostruzione.
La seconda questione è che il decreto ministeriale ad oggi adottato per il differimento fino al 30 settembre degli obblighi e degli adempimenti tributari, deve essere prorogato tassativamente al 31 maggio 2013. Non è pensabile che uno Stato, di fronte alla distruzione di intere aree, vada da quegli imprenditori e da quei cittadini al 30 settembre e dica loro: «a questo punto dovete pagare le imposte anche per redditi che non sono stati minimamente prodotti» (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
La terza questione, che mi pare fondamentale, è che si deve prevedere tassativamente una detrazione di imposta pari al 50 per cento dei costi che le imprese sostengono per la ricostruzione e per la messa a norma degli impianti industriali.
Ultimo, ma non sicuramente dimenticato, è il tema degli enti locali, che in questa fase, al di là degli amministratori di destra, di centro o di sinistra che si sono impegnati sul territorio, ha avuto la funzione di rappresentare, meglio di ogni altra, lo Stato. Ebbene, questi enti locali, se non viene data una deroga significativa ed importante al Patto di stabilità, paradossalmente saranno i primi a non poter rimettere in moto la macchina della ricostruzione, perché vincolati da gabbie, che sono di tipo strutturale nei bilanci dei comuni, e che vanno necessariamente rotte.
Allora, signor Presidente e colleghi, penso che questo decreto-legge, nato prevalentemente come un'ordinanza trasfusa in un testo legislativo, che non dà mai un prodotto eccellente almeno all'inizio, ha avuto bisogno di numerose correzioni, alcune formali, altre sostanziali, che portano all'Assemblea un testo modificato in oltre ottanta punti, ma che sicuramente ha anche il pregio di essere notevolmente migliorato sotto il profilo della qualità.
Sappiamo bene di avere di fronte un'area che, per il suo sviluppo industriale, ha dei punti di eccellenza in distretti che sono quelli della ceramica, della meccanica, del biomedicale e del tessile. Accanto a ciò vi è un pregevole settore agroalimentare con prodotti di eccellenza. Tutto ciò abitualmente è definito il made in Italy. Noi, del Popolo della Libertà, preferiamo chiamarlo «il fatto in Italia» ed «il prodotto in Italia» perché questo è veramente il risultato della grande fantasia, intelligenza e costanza nella produzione e nella ricerca, che ci contraddistinguono anche a livello di piccole e medie imprese (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
Allora, penso di dovere rivendicare per il Popolo della Libertà alcune modifiche a questo decreto-legge, che sono particolarmente importanti, proprio partendo dal sistema delle imprese e cioè iniziando a dire che, per gli edifici non lesionati ad uso industriale, è stata ridotta, rispetto all'impostazione iniziale, ogni e qualsiasi incombenza e, per gli edifici lesionati, è stato previsto certo il perseguimento e l'ottenimento di una agibilità sismica, ma non con quella burocrazia ossessiva e con quegli interventi invasivi che impedivano al sistema produttivo di poter ripartire.
Ed infine, per quanto riguarda il tema della maggior sicurezza e del miglioramento dei livelli di sicurezza per il futuro, anche a tal proposito il decreto-legge è stato migliorato su impulso del Popolo della Libertà, attraverso un accordo di tipo istituzionale tra commissari, soggetti ed associazioni di categoria, che ha consentito di definire, in un periodo tra i quattro e gli otto anni, il raggiungimento di questi livelli di sicurezza.
Così facendo, non abbiamo strozzato il sistema delle imprese, ma abbiamo consentito al medesimo di poter guardare avanti con fiducia ad un futuro che noi vogliamo, per loro, coltivare (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
E poi, ancora, la possibilità per i comuni di concedere un bonus volumetrico, pari al 20 per cento della superficie utile, per quelle attività imprenditoriali, che intendano allargarsi in deroga agli strumenti urbanistici vigenti. Sono 25 milioni di euro i soldi che il Popolo della Libertà ha ottenuto ed ha fatto mettere a disposizione del Fondo rotativo per le grandi imprese, perché in quest'area, oltre ad un sistema di piccole e medie imprese, vi sono anche delle grandi imprese, che meritano di essere assistite, non sotto il profilo della sola ricostruzione, ma anche attraverso il potenziamento di quella attività meritoria di ricerca che già svolgono.
Ed ancora, la locazione ad uso diverso degli immobili che deroga all'attuale vincolistica a disposizione. Ebbene, un'ultima riserva io penso di doverla fare al merito del Popolo della Libertà nel momento in cui sappiamo bene che il terremoto è anche occasione di attività malavitose per avere introdotto quel sistema di white list non ancora previsto da un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che non è stato emanato, al fine di rendere trasparenti le operazioni dei lavori pubblici e dei lavori privati in queste aree.
Concludo, signor Presidente, con un'osservazione. In più circostanze è stato detto che questo terremoto non ha - ed è vero - le caratteristiche del terremoto nell'Abruzzo, ma in più occasioni è stato inopinatamente criticato chi in Abruzzo aveva ben lavorato, mettendo nelle case coloro i quali avevano perso la propria abitazione e addirittura organizzando - fatto unico - dopo pochi mesi in quei territori il G8 (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Noi questo affronto non lo accettiamo, ma lanciamo la sfida al Governo e diciamo che mentre in Abruzzo l'attività d'emergenza si era chiusa, ormai da nove mesi stiamo aspettando che il Ministro Barca, che forse per non fare torto al suo nome, un giorno cambia la rotta della legge e l'altro giorno imbarca acqua, smetta di fare arenare la legge speciale per l'Abruzzo.
Proprio per questi motivi noi diciamo che vogliamo anche per questi territori colpiti dagli eventi del sisma del 20 e 29 maggio una legge speciale che non sia un pannicello caldo, ma consenta veramente a questi territori, nel periodo più breve, di poter tornare all'originaria situazione, alla situazione antecedente il 20 maggio, a quella situazione di felice produzione e di vivere bene che caratterizza queste zone.
» con questo spirito, è con queste obiezioni, è con queste proposte che annuncio il voto favorevole sul provvedimento del Popolo della Libertà (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Popolo e Territorio - Congratulazioni). . . .

. . .

(Correzioni di forma - A.C. 5263-A/R)

TOMMASO FOTI, Relatore
. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 90, comma 1, del Regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI, Relatore. Signor Presidente, ai fini del coordinamento formale delle disposizioni contenute nel disegno di legge Atto Camera n. 5263-A/R, il Comitato dei nove, che ha provveduto ad acquisire il consenso dei presidenti dei rispettivi gruppi parlamentari, propone la seguente correzione di forma, che si rende necessaria al fine di evitare equivoci sull'applicazione della disposizione in questione: all'articolo 4, comma 1, lettera a), alle espressioni: «le strutture edilizie», «gli edifici municipali», «le caserme», «gli immobili demaniali» è premessa la preposizione: «di», in quanto le citate espressioni devono intendersi grammaticalmente rette dal sostantivo «ripristino».

PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, le correzioni di forma proposte dal relatore si intendono approvate.
(Così rimane stabilito). . .



11/07/2012

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Tommaso Foti TommasoFoti
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