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DDL recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19; 'Parlamento non e' Aula sorda e grigia'

Data: 07/05/2020

Conversione in legge del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19.

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TOMMASO FOTI (FDI). Chiedo di parlare. 

PRESIDENTE. Collega Foti, su che cosa? 

TOMMASO FOTI (FDI). Sull'emendamento 2.80, Presidente. 

PRESIDENTE. Perfetto, prima però, devo chiedere al collega Lollobrigida se viene accettata la riformulazione. Viene accettata la riformulazione? Non viene accettata la riformulazione: d'accordo. Collega Foti, Prego. 

TOMMASO FOTI (FDI). Sono le 10,40, quindi penso che dovremmo riuscire ad intenderci tutti ormai. Signora Presidente… 

PRESIDENTE. Colleghi, il collega Foti sta intervenendo, è possibile? Prego, collega. 

TOMMASO FOTI (FDI). Il gruppo di Fratelli d'Italia non può accettare, in questo momento, la riformulazione all'emendamento Lollobrigida per come è stato qui rappresentato. Vi è un problema di fondo che penso non sfugga a quest'Aula, cioè la centralità del Parlamento nel momento della crisi. Sotto questo profilo vogliamo essere chiari: noi riteniamo che il Parlamento debba continuare a svolgere pienamente tutte le sue funzioni di dibattito politico e la funzione legislativa, che non può essere ulteriormente espropriata. Non siamo messi qui nella vigna a far da pali: abbiamo dei compiti da svolgere. Proprio per questo discorso, signora Presidente, noi non possiamo non rilevare come, in questi lunghi mesi, si sono succeduti parecchi provvedimenti - decreti-legge a raffica - che già nella loro promulgazione si portano dietro alcune delle caratteristiche del decreto-legge come misura eccezionale. Il decreto-legge è indubbiamente una fonte primaria del diritto, ha una forza di legge acclarata; deve essere adottato secondo l'articolo 77, comma secondo, della Costituzione, purché vi siano i casi straordinari di necessità e urgenza; deve essere comunicato alla Camera il giorno stesso in cui viene presentato. Ebbene, tutti i decreti-legge che abbiamo esaminato hanno avuto, soprattutto quelli più importanti, questa ombra del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che, nei fatti ha assunto una funzione molto diversa dalla natura di atto amministrativo che gli è assegnato dalla storia, dalla legge, dal diritto. Ecco allora, questa commistione tra decreti-legge e decreti del Presidente del Consiglio dei ministri - un atto che non ha forza di legge, essendo una fonte secondaria del diritto - è stata soprattutto clamorosamente evidente nel momento in cui vi è stata, nei provvedimenti assunti, una contrazione dei diritti fondamentali della persona. Ora, io qui voglio ricordare a me stesso che la contrazione di questi diritti soggiace al vincolo della riserva di legge assoluta, che è legata ad un parametro di proporzionalità nella sua triplice eccezione: dell'adeguatezza, della misura della necessarietà. Insomma, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri non può diventare uno strumento attraverso il quale si espropria il Parlamento delle sue funzioni (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). E aggiungo, signora Presidente, che è tanto vero questo, che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la sua natura non ha neanche un passaggio parlamentare: in buona sostanza, il Presidente del Consiglio risponde a se stesso e solo a se stesso, ma non al Parlamento, di quanto egli emani; è indubbiamente una forma di un atto amministrativo che non può essere estesa oltre. Allora, vede, la riformulazione che è stata qui presentata non può neanche prescindere da alcune valutazioni di merito. Io ho letto gli emendamenti anche dell'onorevole Ciccanti ed altri, nei quali si tentava di assimilare il procedimento per l'esame del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri a quello che era il decreto legislativo, pur avendo i due istituti funzione diversa. Allora, molto chiaramente, la prima parte della riformulazione di questo emendamento ci trova consenzienti, perché il Parlamento viene informato e il Parlamento può esprimere indirizzi al Governo, prima di adottare il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. La seconda parte, invece, introduce un'eccezione,… 

PRESIDENTE. La invito a concludere. 

TOMMASO FOTI (FDI). Concludo. L'eccezione è quella dell'urgenza che "bypassa" il Parlamento e comunica l'esito e la natura del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in una fase successiva, che si può protrarre persino di quindici giorni rispetto a un provvedimento che ha una durata massima di trenta giorni. Per queste ragioni noi chiediamo che venga soppresso il secondo periodo della riformulazione, o che comunque si stabilisca un termine massimo di tre giorni entro i quali comunque il Presidente del Consiglio… 

PRESIDENTE. Collega, deve concludere. 

TOMMASO FOTI (FDI). …venga in quest'Aula, che non è né sorda né grigia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

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