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DDL recante misure urgenti sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato - Parlamento ridotto a passacarte, a pagare le conseguenze non siano studenti e docenti

Data: 05/06/2020
Numero: 351
Soggetto: Camera dei Deputati

Seguito della discussione del disegno di legge: S. 1774 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, recante misure urgenti sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato (Approvato dal Senato) (A.C. 2525).

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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Foti. Ne ha facoltà. 

TOMMASO FOTI (FDI). Signora Presidente, il decreto-legge al nostro esame viene oggi presentato come un decreto-legge per il quale l'opposizione sta facendo ostruzionismo. Vorrei assicurare, signor Ministro, oltre che lei, che, se avessimo voluto fare ostruzionismo, saremmo ancora alla discussione generale sugli ordini del giorno. Qui si vuole, invece, per contro, cercare di far passare un messaggio: che questo non è un "votificio", questo è un Parlamento dove ci si confronta e ci si confronta in un modo diverso da quello che, in questo decreto-legge, si è verificato, perché io posso capire che, a furia di approvare decreti-legge e di emanare decreti-legge, il Consiglio dei ministri stia ingolfando le due Camere, ma non è possibile che un tema così delicato venga affrontato da un ramo del Parlamento in poche ore, non potendo cambiare minimamente una virgola del testo mandato dal Senato e, addirittura, avere la pretesa anche che neppure si possano far emergere quelli che sono i punti di dissenso da parte dell'opposizione. Fratelli d'Italia vuole fare un appello anche alla Presidenza della Camera: non è possibile che si continui ad esaminare il decreto-legge solo da un ramo del Parlamento - o Camera o Senato - e uno dei due rami, a seconda di chi ha avuto in mano per primo il decreto-legge, fa il passacarte o, nel migliore dei casi, avalla quella che è una decisione altrui; è un problema anche di dignità dell'Aula parlamentare. E, quindi, le osservazioni, le critiche che vengono mosse a questo decreto-legge avremmo preferito poterle muovere in un confronto aperto, con un esame degli emendamenti al fine di poter migliorare un testo che - vorrei ricordarlo -, su nove articoli, è stato del tutto modificato dal Senato, perché sono stati aggiunti sette articoli nuovi, sono stati aggiunti decine di commi nuovi e di lettere nuove. Questo è un decreto-legge che, in fase di conversione, il Senato ha sostanzialmente modificato e che la Camera dei deputati, invece, subisce esattamente alla lettera, nel momento in cui non può minimamente cambiare alcunché. E poi vorrei anche far notare che l'iniziativa della "seduta fiume", che non è un'iniziativa usuale, a maggior ragione, ha avuto e doveva avere una reazione parlamentare, perché chiunque di noi si fosse limitato a prendere atto di quel voto e dire "andate pure avanti", avrebbe dato un segnale di estrema debolezza, quasi a voler dimostrare che, basta che la maggioranza chieda la "seduta fiume" e, improvvisamente, l'opposizione si dissolve. Qui non si dissolve nessuno: qui l'opposizione la si fa correttamente, ma fino in fondo; qui l'opposizione la si fa per cercare di migliorare i provvedimenti, non ovviamente, però, siamo disponibili a subire quella che è una impostazione e una deriva plebiscitaria di questo Governo che, spesso e volentieri, vorrebbe il Parlamento solo al suo servizio e mai al suo confronto. Io penso che i colleghi che sono intervenuti di Fratelli d'Italia abbiano già evidenziato numerosi aspetti di questo decreto-legge, ma, diceva prima il collega Rampelli, secondo me con intelligenza e ironia, stiamo parlando della cosiddetta conclusione dell'anno scolastico, nel momento in cui il calendario ci dice che l'anno scolastico è già terminato. Questo è un decreto che è nato fuori tempo massimo e viene convertito in legge altrettanto fuori tempo massimo. Ciononostante, vi poteva essere uno slancio di attenzione politica in questo decreto-legge, ad esempio, verso le scuole paritarie, che non sono delle scuole di serie "B"; sono delle scuole che servono, servono alla scuola pubblica, anche come confronto, anche come modo per cercare di elevare la qualità della scuola pubblica, anche come concorrenza, se vogliamo, sul piano culturale. Invece, noi stiamo assistendo ad un Governo che si sta comportando nei confronti delle scuole paritarie come se fossero un corpo estraneo alla vita culturale del Paese. Quasi non interessa che, se effettivamente dovessero chiudere quelle scuole, all'inizio del nuovo anno scolastico, ci troveremmo 900 mila allievi che non saprebbero dove andare ad acquisire la propria fonte di cultura. Questo è un atteggiamento spocchioso e inaccettabile da parte di un Governo che è sicuramente tanto sordo, quanto grigio. Questo è un aspetto che, sotto il profilo politico, volevamo qui evidenziare, così come volevamo e vogliamo evidenziare che non basta dare la qualifica ai sindaci di essere tra loro responsabili di quella che può essere l'edilizia scolastica. Ma l'edilizia scolastica, scusatemi, in due mesi, come pensate che i sindaci possano modificarla? Cosa pensate che si possa fare, se va bene, nel mese di luglio e di agosto? È evidente che occorreva ed occorre molto più tempo e molte più idee, che non sono i plexiglass e le visiere, come potete ben convenire anche voi. E, soprattutto - mi permetto di dirlo - c'è una riorganizzazione anche del trasporto scolari che deve essere messa in agenda: perché anche i mezzi di trasporto che vengono utilizzati, soprattutto per coloro che vengono dalla provincia alle scuole della città, non potranno essere utilizzati come era prima, sia per le corse in andata sia per le corse di ritorno dalla scuola. E allora, vedete, io penso che non si possa far pagare il prezzo culturale e sociale del declino degli studi umanistici agli allievi. Non possiamo far pagare la vicenda COVID-19 agli allievi, non possiamo farla pagare ai docenti, non possiamo farla pagare ai precari. Ecco perché questo decreto-legge meritava un confronto in tutte e due le Aule del Parlamento, ecco perché questo decreto-legge necessitava di poter anche avere l'apporto di idee dell'opposizione, l'apporto di norme da parte delle opposizioni. Perché noi qui non siamo solo a fare esclusivamente un discorso di natura politica: noi qui siamo anche legislatori e soprattutto legislatori, e abbiamo il dovere quindi di eliminare le storture anche normative che sono contenute in questo decreto-legge e che non risolveranno alcuni dei problemi che voi vi siete candidati a risolvere. E poi voglio dire che forse la ripartenza a settembre del sistema scolastico meritava qualcosa di più e di meglio in questa fase. Io non sono convinto che sarà una ripartenza facile, ma sicuramente sono certo che questo Governo con questi provvedimenti la renderà molto, ma molto più difficile di quello che sarebbe stato solo se si fosse confrontato, solo se non fosse stato arrogante, solo se non fosse stato prepotente, solo se avesse sposato quella politica del confronto che è il sale della politica (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TommasoFoti
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