Camera

Disposizioni per la citta' di Genova ed altre urgenze - Il decreto si occupi anche del terremoto verificatosi in Emilia-Romagna

Data: 30/10/2018
Numero: 74
Soggetto: Camera dei Deputati

PRESIDENTE. Grazie, ha concluso il tempo. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Foti. Ne ha facoltà. 

TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, il terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna, nonostante sia stato affrontato per tempo con un provvedimento di legge d'urgenza del Governo allora Berlusconi e, nonostante una serie di successivi provvedimenti di legge, è un terremoto che non ha visto un numero elevato di vittime, ma sicuramente ha visto una preoccupante situazione creatasi per le imprese e il sistema delle imprese e, al tempo stesso, anche per i centri storici di numerosi comuni dell'Emilia Romagna. Ancora oggi vi sono delle zone rosse che sono di fatto inaccessibili. L'emendamento della collega Fiorini, gli articoli aggiuntivi della collega Fiorini e del collega Rossi altro non mirano che cercare di portare il Governo a collaborare per chiudere quella pagina del terremoto, che non è una pagina sicuramente in gravissimo ritardo. Non possiamo dire che non sono state fatte molte cose, ve ne sono ancora molte da fare però, e soprattutto vi è un sistema delle imprese che, nonostante si sia rimesso in piedi, beh, ancora oggi fa fatica a poter correttamente competere nel momento in cui non vengono prorogati alcuni benefici, anche di natura fiscale e anche di natura contributiva, che hanno consentito alle stesse imprese di potersi rimettere in piedi. E allora io penso che il Governo, che in questo provvedimento si è occupato non solo della vicenda di Genova, ma anche di altre vicende dolorose, di altri movimenti tellurici verificatisi in altre parti del Paese, avrebbe dovuto anche a questo punto inserire una conclusione normativa per quanto riguarda il terremoto in Emilia-Romagna. E proprio perché è stata una scelta di Governo che non è stata fatta al momento dell'emanazione del decreto -legge, ciò non impedisce (tant'è vero che lei, signor Presidente, questi emendamenti li ha dichiarati tutti ammissibili) di emendare il decreto-legge, e completare quindi la parte del terremoto che è investita sotto il profilo normativo anche in questo decreto-legge, dicevo, completare anche quello che riguarda l'Emilia-Romagna. Vede, io non penso che occorrano molte altre parole; sono però i fatti a dimostrarci che anche laddove si sta molto meglio che in altre zone vi sono dei problemi. Perché io le faccio dei nomi, Finale Emilia, Mirandola, la Bassa modenese: abbiamo delle zone che ancora largamente non sono tornate alla piena efficienza, nonostante gli anni trascorsi. E allora vede, se il Governo volesse dare un segnale anche non su tutti gli emendamenti, ma almeno su alcuni di quelli presentati, o comunque in questa sede impegnarsi perché con un successivo provvedimento legislativo intervenga e chiuda la pagina del terremoto in Emilia-Romagna, darebbe dimostrazione non soltanto di responsabilità, ma di una sensibilità di cui le popolazioni di quei territori non potrebbero altro che essergli grate (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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Rassegna Stampa

TommasoFoti
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