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Disposizioni urgenti per il riordino della Protezione civile


Conversione in legge del decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59, recante disposizioni urgenti per il riordino della Protezione civile (A.C. 5203-A).


PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tommaso Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le finalità che questo decreto-legge si prefiggeva penso siano state raggiunte tutte, soprattutto per un ottimo lavoro svolto nelle Commissioni per la paziente attività dei nostri due relatori, l'onorevole Distaso e l'onorevole Margiotta, coadiuvati dai presidenti Alessandri e Bruno.
Devo dire che nell'esame del decreto-legge abbiamo cercato di dare a queste norme più chiarezza possibile ed anche concretezza, perché indubbiamente le finalità c'erano tutte. Tuttavia, non possiamo negare che questo decreto-legge era per certi versi contraddittorio e per altri apriva alcune vicende, che forse potevano e dovevano trovare, così come poi è stato, una migliore naturale conclusione in un provvedimento di legge ad hoc.
Voglio sottolineare che è giusto e meritorio avere messo mano al riordino della Protezione civile e che è altrettanto giusto e doveroso rivendicare alla Protezione civile i meriti che ha avuto, anche a livello della sua dirigenza ed anche a livello di coloro i quali in precedenza se ne sono occupati. C'è il rapporto OCSE 2010, che fa giustizia di quella macchina di fango che è stata messa in moto successivamente al solo fine di screditare politicamente un'attività, che meritoriamente era stata svolta e che aveva dimostrato, soprattutto nell'occasione del terremoto dell'Abruzzo, la propria efficienza.
Ebbene voglio qui dire che in primo luogo abbiamo condiviso con l'Esecutivo l'idea che lo stato di emergenza non potesse essere qualcosa di indefinito nel tempo. Sicuramente abbiamo lavorato per differire, rispetto alla proposta originaria, la durata che oggi viene ricompresa nell'insieme in centocinquanta giorni. Anche questo non è un dogma come abbiamo visto il giorno seguente l'adozione di questo decreto-legge, perché non è un caso che, ad esempio, per quanto riguarda il terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna, la Lombardia e il Veneto, ebbene, si sia dovuto prevedere uno stato di emergenza a tutto il 30 giugno 2013. Ma ciò che era rilevante ed importante era distinguere: una cosa è una gestione dell'emergenza riferita a fatti che possono rientrare in qualcosa di fisiologico, altro è prevedere i temi dello stato di emergenza per fatti, circostanze ed eventi che ovviamente hanno una dimensione ed anche una gravità di tutt'altro tipo. La Commissione ha soppresso due articoli - lo voglio ricordare in questa sede - soprattutto su impulso del gruppo parlamentare del Popolo della Libertà. In primo luogo quello relativo all'assicurazione volontaria per quanto riguarda gli eventi calamitosi. Ebbene, sotto questo profilo, noi vogliamo ribadire qui che linea di principio l'idea è buona e può essere anche perseguita, ma le modalità con cui veniva presentata erano del tutto inaccettabili: poche norme di principio e il tutto demandato ad un regolamento da adottare da parte del Governo entro 90 giorni, con una prassi, francamente, abbastanza sconcertante e con un livello di improvvisazione che non era da meno. Sotto questo profilo, quindi, la nostra azione è stata diretta a dichiarare la massima disponibilità ad esaminare il provvedimento, purché si sappia fin dall'inizio quali sono le regole del gioco, perché di un'assicurazione alla quale volontariamente concorrono coloro i quali abitano nelle zone meno a rischio, perché hanno i premi più bassi, e non accede nessuno nelle zone ad alto rischio, perché hanno dei premi assicurativi altissimi, a questo tipo di assicurazione nessuno è interessato e sicuramente nessuno è disponibile a condividere un provvedimento di legge che si ispiri ad una superficialità di questo tipo.
Voglio inoltre far riferimento, sempre per quanto riguarda alcuni elementi espunti dal decreto-legge in esame, alla vendita del termovalorizzatore di Acerra, perché anche in questo caso il Governo, con molta semplificazione, ma anche con molta superficialità, ha cercato di togliersi un problema infilando nel riordino della Protezione civile un tema del tutto estraneo alla Protezione civile medesima, ma che alla fine concludeva con una soluzione veramente stupefacente: si impediva di fatto alla regione Campania di poter proseguire la propria attività visto che i proventi della vendita dell'inceneritore medesimo avrebbero inciso sul Patto di stabilità, bloccando quindi di fatto l'attività amministrativa e legislativa della regione Campania.
Un altro tema sul quale abbiamo dibattuto lungamente è quello delle gestioni commissariali. Sul punto vorremmo essere chiari soprattutto sotto il profilo politico: noi non accettiamo in linea di principio il processo alle intenzioni e soprattutto il processo alle gestioni commissariali in corso. Riteniamo che il Governo abbia il diritto e il dovere di presentarsi davanti alle Commissioni competenti e singolarmente relazionare per ogni gestione commissariale, al fine di poter decidere quale gestioni commissariali meritino anche per il 2013 di poter continuare e quali invece, entro il 31 dicembre 2012 dovranno concludere la propria attività.
Ma su un punto vogliamo essere chiari: vi sono delle opere infrastrutturali sulle quali abbiamo detto in sede di Commissione e lo ribadiamo qui in Aula che il commissariamento dovrà essere necessariamente prorogato.
Ci riferiamo ad esempio alla quarta corsia dell'autostrada A4, alla superstrada pedemontana veneta, alla autostrada A3 Reggio Calabria ed alla strada statale Sassari-Olbia-Tempio. Per quanto riguarda queste opere infrastrutturali (e ho citato soltanto le principali) non c'è alcun dubbio a nostro avviso che si dovrà proseguire nella gestione commissariale. E poiché proprio alle gestioni commissariali le Commissioni riunite hanno inteso dare il massimo della trasparenza ecco allora che sui siti Internet dei Commissari e del Dipartimento della protezione civile, oltre che comunicati al Parlamento, dovranno essere forniti i resoconti e i rendiconti delle gestioni commissariali medesime. Altre due punti ci paiono particolarmente significativi di questo provvedimento di legge. Il primo riguarda il fatto che tutte le spese sostenute dai comuni e dalle province in occasione degli stati di emergenza debbano essere escluse dal calcolo del Patto di stabilità. » evidente che se noi continuiamo a mantenere nel calcolo del Patto di stabilità queste spese ogni emergenza assomma emergenza perché l'intervento urgente è impedito dalla violazione delle norme afferenti al Patto di stabilità.
Infine e in conclusione penso che sia stato particolarmente significativo avere introdotto anche il fatto che le ordinanze possano finalmente interessare anche i beni culturali e ambientali e la loro messa in sicurezza, fatto che fino ad oggi era precluso e che ha destato non soltanto preoccupazione ma in alcuni casi ha determinato il depauperamento di un patrimonio storico e culturale del quale siamo fieri. Per queste ragioni, e con il lavoro che meritoriamente i commissari anche del Popolo della Libertà hanno svolto nella sede delle Commissioni riunite I e VIII, annuncio il voto favorevole del gruppo del Popolo della Libertà al provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

20/06/2012

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Tommaso Foti TommasoFoti
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