Camera

In ricordo di Giuseppe Tatarella

Data: 07/02/2019
Numero: 122
Soggetto: Camera dei Deputati

TOMMASO FOTI (FDI). Chiedo di parlare. 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. 

TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, colleghi, domani nella Sala della Lupa per attività delle fondazioni Tatarella e Alleanza Nazionale si terrà una commemorazione dell'onorevole Giuseppe Tatarella (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) nel ventesimo anniversario della sua scomparsa. Quanto l'onorevole Tatarella abbia rappresentato per il nostro mondo, ma anche per la politica italiana, penso sia dimostrato dalla presenza del Capo dello Stato. Tuttavia, lo ricordo da questi banchi, che lo hanno visto protagonista per sei legislature, banchi dai quali alcuni di noi hanno imparato a fare il deputato, banchi che l'hanno sempre visto proteso non a cercare le divisioni politiche, ma la chiarezza nella politica. L'onorevole Tatarella era uomo di grande bonomia, ma sui principi non ha mai ceduto una volta. Lo sanno bene coloro i quali hanno avuto l'avventura di sentirlo in quest'Aula, lo sanno bene coloro i quali hanno seguito la sua avventura politica. È stato Pinuccio Tatarella l'uomo che più di ogni altro ha sposato la causa del bipolarismo. Era un presidenzialista convinto, avendo ben chiaro che una delle idee guida della destra politica italiana non poteva che essere il presidenzialismo, e non a caso, allorquando fu protagonista all'interno della Commissione bicamerale allora presieduta dall'onorevole D'Alema, non con la furbizia, ma con ragionamento politico, portò per la prima volta la vittoria del presidenzialismo nelle istituzioni, anche se poi, successivamente, non realizzato perché quella Commissione, come è noto, non concluse positivamente la sua attività. Pinuccio Tatarella aveva chiara l'idea dell'alternativa tra destra e sinistra, della alterità della destra e della sinistra, e non a caso, in questa sua convinzione, il centro veniva rappresentato come un traghetto che va dalla riva destra alla riva sinistra e che rimane senza passeggeri quando le due rive sono forti. Questo era il suo insegnamento ed era anche il fermo radicamento in principi che, questi sì, non potevano essere oggetto di trattativa. Pinuccio Tatarella ha pensato prima che costruire Alleanza Nazionale; l'ha pensata quando ancora militava in un partito che sembrava destinato alla fine politica, ma la sua intuizione di guardare avanti e non indietro, la sua intuizione di capire che in politica le battaglie si fanno fino in fondo, che le sfide si accettano fino in fondo lo portò ad essere uno dei primi a volere anche il presidenzialismo nelle istituzioni. Tutti sappiamo quanto si sia battuto per l'elezione diretta del presidente della provincia, per l'elezione diretta del sindaco e come un sistema elettorale, quello delle regionali, si richiami ancora al mitico "modello Tatarella". Portare stabilità e rimettere in gioco le forze politiche tra cui la sua, la destra. Ha sempre teorizzato - mi avvio alla conclusione - la necessità di andare oltre. Certo, andare oltre anche al Polo delle Libertà, ad esempio; andare oltre ai confini del centrodestra ma, vedete, c'è una cosa alla quale il suo andare oltre non avrebbe mai portato ossia significare e diventare altro, perché andare oltre non significa diventare altro. Pinuccio lo diceva, lo condividiamo noi, lo condivide il gruppo di Fratelli d'Italia che ha l'onore di sedere sugli stessi banchi della destra politica italiana (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) sui quali si è seduto lui e allora grazie, Pinuccio, ti vogliamo bene (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TommasoFoti
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