Camera

Misure urgenti per assicurare il regolare svolgimento dei processi penali nel periodo di ristrutturazione del Tribunale e della Procura della Repubblica di Bari

Data: 12/07/2018
Numero: 25
Soggetto: Aula

Disegno di legge: Conversione in legge del decreto legge 22 giugno 2018, n. 73, recante misure urgenti e indifferibili per assicurare il regolare e ordinato svolgimento dei procedimenti e dei processi penali nel periodo necessario a consentire interventi di edilizia giudiziaria per il Tribunale di Bari e la Procura della Repubblica presso il medesimo tribunale.

PRESIDENTE (FICO ROBERTO). Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Foti. Ne ha facoltà. 

TOMMASO FOTI (FDI). Presidente, ci sono decine di precedenti sul punto. Indipendentemente dalla votazione a cui abbiamo assistito prima, la richiesta della presenza del Ministro in Aula non è su un fatto marginale o su un prurito dell'opposizione: è su una vicenda che io ritengo sia nell'interesse del Ministro in primo luogo chiarire. E proprio per questa ragione mi permetto di chiederle: può almeno dire all'Aula se lei ha contattato comunque il Ministro, indipendentemente dal voto che riguardava un'inversione di fatto dei lavori della nostra Assemblea, e se il Ministro le ha risposto se è disponibile e quando sarebbe disponibile a venire in Aula? Perché non si è mai assistito ad una vicenda di questo tipo! È anche nell'interesse dell'economia dei lavori dell'Aula, perché è un'ora e mezza che stiamo discutendo quando, se il Ministro fosse venuto, avrebbe fatto le comunicazioni. Avrebbero già preso la parola i rappresentanti dei partiti e si sarebbe conclusa la questione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

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PRESIDENTE (CARFAGNA MARIA ROSARIA). Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Foti. Ne ha facoltà. 

TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, io penso che il Governo si è arroccato in una posizione difficilmente comprensibile perché nel momento in cui su cui sui due decreti -legge che attualmente sono all'esame delle Commissioni altro non sa dire che sono blindati, beh evidentemente vi è una volontà politica di non ascoltare neppure quelle proposte che possono essere di ordine migliorativo. Abbiamo visto questa mattina, ieri e martedì in Commissione lavori pubblici un continuo rinvio dell'esame degli emendamenti per poi il Governo arrivare, nel pomeriggio di ieri, e dire che il decreto era blindato. Anche rispetto a questo che pure è un decreto che presenta fondati motivi di illegittimità costituzionale e che quindi avrebbe dovuto consigliare quanto meno una più attenta valutazione degli emendamenti al nostro esame quest'oggi, vediamo, per contro, un atteggiamento di totale chiusura, quando non di ostinata volontà di negare persino la verità dei fatti, perché questa mattina abbiamo assistito ad uno spettacolo davvero raccapricciante: i sottosegretari non avevano neppure la delega da parte del Ministro a rispondere a un quesito che poi era un quesito che si ponevano tutti coloro i quali avessero letto la rassegna stampa questa mattina, quindi non è che fosse un quesito che sul piano politico non dovesse avere una risposta. Poteva avere una risposta a tambur battente, ma evidentemente questo Governo è stato costituito a compartimenti stagni e cioè i Ministeri hanno la direzione politica unica del loro Dicastero e i sottosegretari probabilmente, si direbbe con altre parole, sono messi nella vigna a fare da palo. Ecco noi pensiamo, invece, che sarebbe stato fin da questa mattina opportuno chiarire ciò che poi il Ministro oggi non solo non ha chiarito, ma, se è possibile dire, ha peggiorato nell'ambito della sua breve comunicazione in quest'Aula, perché è evidente che oggetto del contendere non è soltanto la tendopoli che è stata smontata in poche ore, qui siamo in presenza di una situazione del tutto diversa. Ma come possiamo pensare che il 30 di settembre avremo un luogo, a Bari, pienamente funzionante, dove i cittadini potranno come è loro dovere, ma anche loro potere, ma anche loro diritto, avere o meno giustizia? Siamo in un decreto che certifica la denegata giustizia perché sappiamo benissimo che le 60 mila notifiche di cui si parla o si è parlato anche in sede di discussione in Commissione è un dato estremamente prudenziale, purtroppo quelle notifiche avranno un elemento moltiplicativo, e anche in termini di copertura finanziaria si è cercato, attraverso l'articolo , un espediente, perché nel momento in cui si dice che tutta l'attività di notifica dovrà essere realizzata con le risorse proprie del Ministero si dice una cosa che in partenza si sa avrà come contraltare un taglio di spese di giustizia in altro settore. Quindi, non è vero che non vi sono spese ulteriori, vi sarà una compensazione, all'interno del Ministero, dei capitoli di spesa che ha il Ministero, ma in realtà vi è una spesa aggiuntiva che rischia di esplodere nel momento in cui le notifiche da 60 mila passeranno, così come è molto prevedibile, a 600 mila, perché questo sarà il dato oggettivo che si andrà a realizzare. E, poi, soprattutto non dobbiamo far finta di non capire che questo decreto costituisce un precedente pericoloso… 

PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole. 

TOMMASO FOTI (FDI). Concludo, signora Presidente; pericoloso perché vi è la possibilità che, stante il decreto-legge convertito in legge, non appena si dovesse presentare una situazione analoga anche per altri territori, questo costituirà un precedente.


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