Camera

Misure urgenti per assicurare la continuita' delle funzioni dell'Autorita' di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA)

Data: 08/05/2018
Numero: Seduta n. 9
Soggetto: Camera dei Deputati

Disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 10 aprile 2018, n. 30, recante misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) (A.C. 484-A)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Tommaso Foti. Ne ha facoltà. 

TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente e colleghi, il gruppo di Fratelli d'Italia voterà in modo contrario a questa conversione del decreto-legge e lo fa per ragioni di merito e di metodo. Quanto al merito, già ieri, nella discussione generale, abbiamo messo in risalto come l'iter che è stato seguito rappresenti un'anomalia sotto il profilo del diritto e anche sotto il profilo politico. Oggi, come primo atto di legislatura, abbiamo la conversione in legge di un decreto di prorogatio. Evidentemente è una moda che si sta creando, quella della prorogatio; abbiamo di qui a poco, magari, la proposta di un Governo che rappresenterà la prorogatio del Governo Monti e, per non sbagliare, abbiamo la prorogatio di un'autorità che nel suo consiglio di amministrazione è composta di alcuni membri che durano in carica da sette anni, perché così prevede la legge. È un'autorità che ha la stessa durata del mandato del Presidente della Repubblica. E, allora, viene spontaneo e ovvio chiedersi che necessità c'era di prevedere addirittura un termine così ampio, come è stato previsto in sede di Commissione, rispetto a quello del 31 luglio da noi indicato come limite invalicabile e di ragionevolezza. Ma vi sono anche ragioni di diritto rispetto a quest'atto, perché dopo che l'Autorità si era valsa del parere del Consiglio di Stato per potere autogenerarsi per altri 60 giorni nella sua funzionalità, oggi, siamo in presenza di un decreto-legge che assomma e proroga la proroga, un fatto giuridicamente censurabile e che la Corte costituzionale, da subito, aveva giustamente rilevato come non possibile, tant'è che la regola che la Corte costituzionale indica come strada maestra, fin dalla sentenza n. 208 del 1992, è quella che non si fanno le proroghe; è l'eccezione la proroga. Noi, oggi, invece, siamo qui a ritenere e voi siete qui a sostenere che questa proroga è un atto legislativo conforme ai principi generali di uno Stato di diritto. Ma, evidentemente, è talmente fallace questa giustificazione che già la Corte costituzionale - come, ripeto, nel secolo precedente - ne aveva decretato la non giustezza. Faccio un'ulteriore considerazione; ma se questa Autorità è così importante, è mai possibile che si faccia una proroga per mantenerla al minimo della sua funzionalità? Perché la stessa Autorità può intervenire, soltanto, oggi, per atti urgenti o per atti di ordinaria amministrazione, quindi, è un'Autorità che opera al minimo, contrariamente a quello che prima è stato sostenuto dai colleghi che sono intervenuti, ma con un'aggravante, che da pochi mesi, esattamente dalla legge di bilancio, a questa Autorità sono stati dilatati anche i poteri, tant'è vero che la stessa si occupa del ciclo dei rifiuti, che prima non era materia di sua competenza. Allora, in una situazione di questo tipo, dall'originaria Autorità per l'energia elettrica ed il gas si è passati ad un insieme di dilatazioni di poteri di controllo e di verifica dell'Autorità stessa, quasi a farla diventare una specie di Ministero, a tal punto che si è dovuto, necessariamente, introdurre un principio, anche giuridico, di separazione netta di funzioni tra quella che è l'Autorità e quello che è il Ministero dello sviluppo economico; ebbene, in una tale situazione noi riteniamo che vi fossero i tempi tecnici per poter procedere, entro il 31 luglio, al rinnovo del consiglio dell'ARERA. Aggiungo una considerazione sotto questo profilo; è evidente che non esiste una possibilità unica che il Consiglio dei ministri indichi dei nomi che già a priori possono ottenere i due terzi dei voti favorevoli delle Commissioni parlamentari. Chiunque sappia la natura di quest'atto di nomina sa che è la natura di un atto complesso, che parte con una designazione da parte del Consiglio dei ministri e che trova la sua approvazione concreta negli atti delle Commissioni competenti parlamentari, purché si raggiunga il consenso dei due terzi del plenum. È questa, quindi, la vera strada che andava seguita, nulla rilevando quando si porrà il limite di questo intervento legislativo, perché è evidente che se non vi saranno, poi, i due terzi dei voti nelle Commissioni parlamentari, beh, se non ci sono oggi o non ci sono fra quattro mesi, poco rileva, perché la nomina non potrà essere ritenuta tale. Queste sono le ragioni politiche per le quali il gruppo di Fratelli d'Italia, allergico a un regime parlamentare di natura conciliare, esprime il suo voto contrario, rispetto alla conversione in legge del decreto in esame 

(Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e Lega-Salvini Premier).

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