Camera

Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia - Voto contrario e' nel nome dei valori, delle idee, della coerenza

Data: 12/10/2020
Numero: 406
Soggetto: Camera dei Deputati

Legge: S. 1925 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia

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PRESIDENTE. Sì, non funziona esattamente così, poi glielo spieghiamo meglio. Intanto, andiamo avanti. Ha chiesto di parlare il deputato Foti. Ne ha facoltà. 

TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, mi pare opportuno, in via preliminare, fare un'osservazione di natura politica: questo Governo sta usando come un bancomat i decreti -legge, un bancomat di natura normativa, e abusa della richiesta del voto di fiducia per silenziare il Parlamento. Poco rileva se vuol silenziare la propria maggioranza, sicuramente non possiamo ulteriormente accettare che silenzi questa opposizione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Dico questo, perché vede, signor Presidente, in un anno e poco più l'avvocato degli italiani, come si era presentato, ha chiesto venticinque voti di fiducia. Ora, noi abbiamo avuto gli ultimi ventidue decreti-legge che, assunti con i poteri di necessità e urgenza, vedono 252 decreti attuativi necessari: ne sono stati, ad oggi, adottati 71, significa che i due terzi dei decreti attuativi non sono stati adottati e che, quindi, gran parte di quei decreti -legge assunti con i poteri della necessità e dell'urgenza non avevano né necessità né urgenza (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Ma aggiungo di più, signor Presidente. Pare evidente che queste manovre siano fatte esclusivamente per tacitare il Parlamento. E, allora, mi sia consentito di dirle che, se al Governo c'è la sopraffazione, il coraggio di reazione sta all'opposizione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) e noi, come opposizione, noi, come Fratelli d'Italia, diciamo chiaramente che non accetteremo più un siffatto modo di procedere, che espropria il Parlamento, che mortifica le nostre intelligenze. Perché vede, signor Presidente, io capisco benissimo che qui si stia applicando o prendendo buona nota di un verso della Divina Commedia: "Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare", ma con noi non attacca (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! E dirò di più. Vede, signor Presidente, questo è un Governo che ha molte maschere e nessun volto. Vedete, è molto semplice, quando si tratta di decidere, non si decide: riapriamo non avrebbe riapriamo l'Ilva? Sì e no, questa è la risposta. Risolviamo il contratto con Atlantia? Sì e no, questa è la risposta. Facciamo ripartire la TAV? Sì e no, questa è la risposta. Volete o non volete il MES? Sì e no, tutto allo stesso tempo. Allora, vede, io penso che si debba iniziare a dire che questo non è il Governo dell'avvocato degli italiani, ma di un signore impicciato. E diceva il Manzoni che all'uomo impicciato ogni cosa nuova è d'impiccio, ed è la dimostrazione: ogni cosa nuova non trova una soluzione, in compenso, il prodotto interno lordo e la produzione industriale calano vertiginosamente. Con questi 100 miliardi degli ultimi sette mesi di debito pubblico, il debito pubblico è andato ulteriormente alle stelle. I consumi interni sono fermi, ma l'importante è adottare provvedimenti di necessità ed urgenza che, ormai, non passano più neanche nelle aule parlamentari, passano solo ed esclusivamente nelle Commissioni parlamentari. Quindi, se va bene, le vede, al più, un decimo o un ottavo del numero dei parlamentari in carica, e questo è un arbitrio bello e buono! Ma, dicevo, a fronte dei problemi di prima, quali sono le risposte di questo Governo? L'aumento delle bollette, la non diminuzione della pressione fiscale, ma, udite, udite, l'imminente notifica di 9 milioni di cartelle esattoriali che debbono andare a colpire i contribuenti italiani (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! E allora vede, signor Presidente, io capisco perfettamente che lei sia in altre faccende affaccendato, ma, indipendentemente da questo, mi ascolterà il rappresentante del Governo, che sicuramente non può non convenire con me che all'Agenzia delle entrate avete assegnato il ruolo del plotone d'esecuzione: un giorno con il volto del passator scortese - perché quello cortese era del Pascoli, re della strada e re della foresta - e un giorno il volto di Ghino di Tacco, che, ricordava Dante: "Quiv'era l'Aretin che da le braccia fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte". E la morte la stanno avendo, grazie a questo modo di agire, le centinaia e migliaia di imprese e di partite IVA che, sicuramente, alla fine dell'anno, tartassate come vengono tartassate, saranno costrette a chiudere (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Vedete, Fratelli d'Italia ha messo in cima alla crisi quella che doveva essere la risposta per il lavoro e al lavoro. Ebbene, questo Governo ha risposto in un modo strano, ha risposto, cioè, facendo finta di non sentire. In compenso, si è vantato di far ripartire le scuole, pensando che bastassero i banchi con le rotelle e, in compenso, pensava di mandare tutti, con il bonus vacanze, ad avere un'estate al mare e, invece, gli unici che sono rimasti in mutande sono stati i ristoratori, i gestori degli impianti, gli albergatori (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), perché il bonus vacanze non è stato minimamente utilizzato. Allora, mi sia consentito di dire che se questo Governo, ogni qualvolta c'è da assumere un provvedimento, non riesce altro che a pensare ad un fondo, piuttosto che a un altro fondo, beh state attenti, perché, a furia di fondo, avete creato le premesse per mandare a fondo solo l'Italia, non certo per far ripartire l'economia italiana, che ben di altro necessiterebbe. Necessiterebbe di una spesa non tutta vocata alla spesa corrente, ma alla spesa per investimenti, l'unica in grado di far risalire il PIL, di ridare occupazione, di riportare un minimo di ricchezza in questo Paese. E invece, a fronte di 100 milioni che avevate a disposizione, neppure siete arrivati alla proroga del credito di impresa per gli affitti alle imprese commerciali; neppure siete arrivati ad approvare quella cedolare secca che sarebbe servita, in modo estremo, in questo momento, per il settore delle locazioni commerciali (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Voi siete rimasti dei tassator scortesi, che avete avuto come ministro quel Visco che, inventandosi l'IRAP, ha creato la premessa per massacrare le imprese italiane a tutti gli effetti. Allora, mi sia consentito anche di dire che, a fronte di tutte le spese che avete fatto, potevate risparmiarci almeno quell'immondo decreto sull'immigrazione, che dice soltanto: "benvenuti i clandestini in Italia"! Questo potevate risparmiarvelo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! Così come potevate risparmiarvi, signori della maggioranza, quei trenta danari con i quali pensavate di ammansire l'opposizione al Senato; quei trenta danari che volevate utilizzare per l'opposizione teneteli in serbo, vi serviranno per qualche Giuda, fra qualche giorno, quando avrete bisogno di qualche voto determinante per approvare i provvedimenti. Il voto contrario di Fratelli d'Italia a questo decreto è nel nome dei valori, delle idee, della coerenza di cui siamo fieri, avendo ancora una bandiera, il tricolore, da levare al sole, e una canzone, che non è "Bella ciao", da gettare al vento (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TommasoFoti
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