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Ordine del Giorno in Assemblea IMU


La Camera,
premesso che:
il decreto legislativo relativo al federalismo fiscale municipale stabiliva che l'aliquota dell'Imu, prevista in via generale nella misura del 7,6 per mille, fosse ridotta alla metà (3,8 per mille) per gli immobili locati;
viceversa, con la disciplina dell'Imu sperimentale è stata demandata ai Comuni la scelta se stabilite o no una aliquota differenziata per tali immobili, con possibilità di scendete fino al 4 per mille;
la possibilità, per i Comuni, di ridurre l'aliquota per gli immobili locati è da considerarsi puramente teorica, a causa della norma che prevede l'attribuzione allo Stato della metà, comunque, del gettito determinato dall'applicazione dell'aliquota generale;
i Comuni, in generale, stanno in effetti stabilendo aliquote sopra l'ordinaria;
in alcuni Comuni, addirittura, è stato stabilito che si applicherà l'aliquota del 10,6 per mille per tutti gli immobili locati; ciò che determinerà aumenti di imposizione che in alcuni casi arriveranno all'800 per cento;
al fine di promuovere l'accesso all'abitazione ed evitare risvolti anche drammatici nel settore delle locazioni;

impegna il Governo


ad adottare le opportune iniziative per fare in modo che la riduzione al 4 per mille dell'aliquota base del 7,6 per mille non costituisca una mera facoltà concessa ai Comuni ma sia trasformata - per lo meno in caso di contratti «concordati», a canone calmierato - in una previsione di legge.
9/5109-AR/78.
Tommaso Foti, Gibiino.

19/04/2012

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