Camera

Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza; sono cambiati i proponenti, ma non i contenuti

Data: 31/03/2021
Numero: 478
Soggetto: Camera dei Deputati

Discussione della Relazione della V Commissione sulla proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza (Doc. XXVII, n. 18-A)

...
TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, signor Ministro, Fratelli d'Italia non si fa illudere dai numeri, non si fa illudere dai numeri perché in questa fase ne sono stati dati tanti, anche di sbagliati. Una cosa è certa ed è abbastanza curiosa: è caduto un Governo perché si diceva che si doveva fare un nuovo PNRR; siamo in Aula, 45 giorni dopo la fiducia a quel Governo, per discutere il PNRR del Governo che non c'è più. Questo, signor Ministro, qualcosa vuol dire sul piano politico, quanto meno che si sono persi 50 giorni. Molti colleghi hanno fatto riferimento alla mole di spese che avremo di fronte nei prossimi anni: 196,5 miliardi, a cui si dovranno aggiungere i 13 miliardi del React-EU. Tuttavia, questa mole di spesa dovrebbe far riflettere in ordine a due dati: il primo è che solo una parte di questa mole di risorse sarà in sovvenzioni e, quindi, a fondo perduto; i due terzi verranno presi a debito. Allora, la qualità della spesa, la trasparenza della spesa e il controllo sulla spesa sono elementi che non possono mancare in un Piano di questo tipo. Non possiamo pensare ad una buona spesa senza aver fissato le regole per le quali la spesa si può manifestare come buona. Così, pure, non si può pensare che vi sia una buona spesa se non vi sono state quelle riforme strutturali che consentono di uscire dal pantano, soprattutto in materia di opere pubbliche, in cui da anni questo Paese galleggia. Abbiamo sentito anche qualcosa che ci preoccupa, cioè che qualcuno starebbe pensando, per accelerare lo sviluppo del Piano, a dare una manleva, un salvacondotto, a tutti coloro che di questo Piano si dovranno occupare: se così fosse, saremmo alla fine di uno Stato di diritto. Signor Ministro, quello che preoccupa è anche che molti - anche nella relazione che ci ha mandato la Commissione V - si siano preoccupati della spesa e, soprattutto, della spesa corrente. Sotto questo profilo vorrei anche essere tranquillizzato in una cosa, cioè che nessuno pensi di andare a fare debiti per finanziare spesa corrente, perché è una delle negazioni dei principi della buona economia. Soprattutto, se questa spesa corrente è una spesa una tantum, deve essere finalizzata, qualificata e redditizia; ancora peggio sarebbe se questa spesa corrente dovesse essere una spesa che si stabilizza nel tempo, perché vorrebbe dire che produce effetti anche oltre il 2026 sui bilanci dello Stato. Fratelli d'Italia una battaglia l'ha vinta in questa prima fase. Numerosi emendamenti che abbiamo proposto nelle Commissioni di merito ma anche nella Commissione V sono stati accolti. Io voglio sottolineare soprattutto quella richiesta pressante che noi abbiamo fatto affinché vi sia un coinvolgimento del capitale privato per il migliore esito di questo Piano. Questo può essere realizzato soprattutto se ci chiarite che cosa volete fare del codice degli appalti, cioè: lo volete smontare? Lo volete cambiare? Lo volete sospendere? Volete approvare una norma transitoria solo per queste opere? Che cosa volete fare? Dove volete andare? Io un consiglio glielo do, signor Ministro: la legge obiettivo, tanto vituperata in quest'Aula, tanto "cecchinata" dalla sinistra, è stata l'unica che ha dimostrato di essere una strada per realizzare le opere pubbliche in Italia. In conclusione, ad un'unica cosa si badi, signor Ministro: a tenersi in piedi in un mondo di rovine. Noi abbiamo visto, da questo Piano, che è cambiato il protagonista del film ma non il titolo: siamo passati da Villaggio a Draghi, ma "Io speriamo che me la cavo" è rimasto lo stesso (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl