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Proposte di legge: Riqualificazione e recupero dei centri storici e dei borghi antichi d'Italia


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tommaso Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in più occasioni, in dibattiti ai vari livelli è stato evidenziato come vi siano comuni che hanno problemi notevoli per quanto riguarda la gestione dei centri storici. Molti di questi comuni hanno pochi abitanti, hanno un problema di desertificazione e di assistere ad esercizi commerciali che vieppiù si chiudono proprio perché vi è mancanza di utenza. Questa proposta di legge nasce innanzitutto all'insegna di un principio di sussidiarietà vera e profonda, e cioè il principio di trasferire l'aiuto dello Stato laddove l'aiuto dello Stato serve, ma non evitando che il privato possa avere un ruolo.
Quindi, uno dei tratti più veri, profondi e autentici di questa proposta di legge sui centri storici e i borghi antichi d'Italia riguarda innanzitutto il coinvolgimento dei privati in questa vicenda per evitare cioè che si lasci allo Stato e solo allo Stato di doversi assumere la responsabilità di dover intervenire. Vogliamo un privato che abbia il coraggio di credere nella possibilità di rinascita di alcune aree del Paese. Vogliamo un privato che sia disponibile ad incrementare, laddove già il livello è buono, se possibile ancora di più il livello dei servizi di quei territori. Non stupisce che dopo il pregevole lavoro che è stato fatto in Commissione, dopo le lunghe discussioni che sono state fatte, si sia raggiunto un accordo sostanziale, a fronte di un provvedimento che affronta il voto dell'Aula di Montecitorio per la terza volta. Infatti, già nelle due legislature precedenti questa proposta di legge era stata approvata in questo ramo del Parlamento e non aveva poi trovato l'approvazione da parte del Senato per la fine anticipata o naturale - nel primo caso - della legislatura.
Noi riteniamo che parlare oggi dei centri storici e dei borghi antichi d'Italia abbia un grande significato, soprattutto quando pensiamo anche alle modifiche dei gusti degli italiani nella ricerca dei luoghi di vacanza. Dunque, questo provvedimento può essere un volano positivo e fenomenale per quanto riguarda il turismo solo se diamo a questi territori la possibilità di un'offerta degna degli stessi, di un'offerta, cioè, che sia competitiva e che non lasci il cittadino in balia di tante macerie. Allora, togliere le macerie e cercare di recuperare monumenti, palazzi e luoghi della memoria storica di questo Paese significa anche realizzare quelli che una volta venivano definiti i giacimenti culturali da sfruttare, ma che molto spesso sono rimasti lettera morta.
Penso di poter affermare che questo è un provvedimento equilibrato e che introduce un concetto particolarmente significativo quello, cioè, di dare vita a dei «centri commerciali naturali» e di vedere i comuni interessati promuovere l'aggregazione commerciale urbana. In sostanza, si cerca di mettere insieme gli attori di un territorio sotto il profilo commerciale, di farli cooperare e così presentare un'offerta che sia la più vasta e completa possibile. Poi vi è tutto il tema del recupero, non soltanto urbanistico. Il Presidente Lupi sa bene che dobbiamo ancora dare seguito a una grande incompiuta, ossia una legge quadro sui temi dell'urbanistica e riflettere sull'innovazione che questi temi possano portare nel Paese. Ma ritengo che portare al centro dell'attenzione la riqualificazione urbanistica - e non soltanto edilizia - di quei centri storici significa, innanzitutto, ridare agli stessi un'anima, senza che quell'anima possa essere offesa o stravolta da interventi di dubbio gusto. Vogliamo ripercorrere la memoria storica di quei luoghi, all'insegna di quella tradizione e di quella storia che i luoghi medesimi vantano.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ROCCO BUTTIGLIONE (ore 11,32)

TOMMASO FOTI. Aggiungo ancora due considerazioni. In primo luogo, si cerca di valorizzare, con questa iniziativa, anche quella filiera locale dei prodotti enogastronomici che costituisce una delle grandi ricchezze nascoste del nostro Paese. Il cercare di valorizzare i prodotti tipici e di dare a quei prodotti delle vetrine degne può costituire un volano positivo anche sotto il profilo del rilancio economico.
La seconda considerazione è la qualifica, il marchio di «borghi antichi d'Italia» che oggi assume i caratteri di una certificazione statale. Ciò avviene con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti emanato di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali e previa intesa in sede di Conferenza unificata. Così finalmente poniamo fine alla nascita spontanea di marchi, magari anche prestigiosi, e diamo, in termini di offerta turistica, una certezza di un marchio di qualità che assume rilevanza nazionale.
Aggiungo che mi sembra oltremodo positivo il fatto che sia il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sempre di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, ad emanare il bando e a valutare le offerte e le proposte che su quel bando vengono presentate; le offerte verranno presentate in una collaborazione pubblico-privato e, mi auguro, che per il primo anno potranno giovarsi del Fondo di 50 milioni di euro che è stato stanziato; Fondo che auspico possa essere implementato nel futuro, perché questo provvedimento, se il Senato vi darà concreto corso, potrà rappresentare uno dei momenti qualificanti per il recupero urbanistico di tanti luoghi della nostra bella Italia.
Pertanto, preannunzio il voto favorevole su questo provvedimento da parte del gruppo del Popolo della Libertà (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

28/07/2011

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Tommaso Foti TommasoFoti
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