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Question Time - terremoto in Emilia Romagna


PRESIDENTE. L'onorevole Tommaso Foti ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02314 concernente chiarimenti in ordine ai contenuti del piano nazionale per la sicurezza del territorio e misure relative alle aree dell'Emilia Romagna colpite dai recenti eventi sismici (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata).

TOMMASO FOTI. Signor Presidente, colleghi, abbiamo davanti a noi ancora le immagini di lutti e rovine che hanno colpito l'Emilia Romagna in ragione di un terremoto che non ha dato tregua, e continua a non darla. Proprio di recente, lei signor Ministro, pronunciandosi in merito alla vicenda del terremoto, ha fatto presente che per realizzare il piano nazionale di sicurezza del territorio, piano che potrebbe determinare la creazione anche di sessantamila nuovi posti di lavoro, occorrerebbero 15 anni e 51 miliardi di euro tra capitali pubblici e capitali privati. Il Popolo della Libertà (tramite l'onorevole Baldelli, l'onorevole Porcu e me) è a chiedere in questa sede se può meglio definire i contenuti di questo piano e sopratutto quali specifiche iniziative si intendano assumere per la tutela del territorio nelle zone dell'Emilia Romagna colpite dal sisma.

PRESIDENTE. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Corrado Clini, ha facoltà di rispondere.

CORRADO CLINI, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, l'esigenza di un piano nazionale per la sicurezza del territorio, era stata già presentata in occasione degli eventi climatici estremi che hanno colpito la Liguria, la Toscana, la Calabria e la Sicilia, nel novembre scorso, e avevo illustrato le linee generali di tale piano anche in VIII Commissione (Ambiente); il piano era stato poi oggetto di una proposta di decreto-legge, il cui esame è stato sospeso in relazione all'esigenza di individuarne le fonti di copertura. Il tema è ancora aperto e ritornerà all'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri del prossimo venerdì.
La mia valutazione, contabilizzata peraltro, è che le misure di prevenzione necessarie per la messa in sicurezza del territorio, abbiano un costo di gran lunga inferiore al costo dei danni che poi dobbiamo necessariamente coprire dopo gli eventi. Il suggerimento è quello di avere una valutazione del costo in relazione al ciclo economico, e non soltanto alla compatibilità con la contabilità annuale. In altri termini, se noi investiamo oggi dieci euro per coprire e per fare prevenzione nel territorio, probabilmente avremo un risultato positivo nell'arco di due-tre anni, ma questo risultato positivo è di gran lunga più importante per le entrate dello Stato, che non la perdita che si ha nel primo anno erogando i dieci euro.
» un ragionamento un po' complicato in relazione alla struttura di ragionamento della Ragioneria generale dello Stato, ma mi auguro di riuscire finalmente a portare avanti questo progetto. Per quanto riguarda l'emergenza che si è creata nella regione Emilia Romagna, la situazione in parte è diversa, nel senso che c'è sicuramente una sovrapposizione di misure che riguardano - per esempio - la sicurezza degli edifici. La sicurezza degli edifici va verificata alla luce delle più aggiornate norme in materia antisismica, e questa è una misura che serve anche per la prevenzione dei rischi connessi al rischio idrogeologico.
Per altri versi, invece, gli interventi per l'emergenza sono finalizzati alla ricostruzione e alla ripresa delle attività produttive e questi, ovviamente, rientrano in un'area che è diversa da quella delle iniziative per la messa in sicurezza del territorio.

PRESIDENTE. L'onorevole Tommaso Foti ha facoltà di replicare.

TOMMASO FOTI. Signor Presidente, signor Ministro, la ringrazio. Voglio subito precisare, in relazione a quanto da lei affermato, che, soprattutto nelle aree produttive dell'Emilia Romagna colpite dal sisma, l'ordinanza di protezione civile ha ecceduto, perché prevede che per ogni capannone debba esserne dichiarata la conformità sotto il profilo delle norme sismiche. Meglio sarebbe in questa fase, invece, limitarsi a far verificare la staticità degli immobili che ospitano le predette attività perché diversamente, per sette o otto mesi l'attività rimarrebbe bloccata. Per quanto, invece, riguardava e riguarda il ragionamento più politico che ha svolto lei, signor Ministro, ci trova pienamente consenzienti. Anche noi, come Popolo della Libertà, riteniamo che è meglio prevenire che dover pagare a piè di lista una serie di danni anche notevoli che sistematicamente si verificano tra terremoti, alluvioni e ogni genere di atto che la natura rivolge nei confronti del territorio medesimo. Penso, sotto questo profilo, peraltro, che il centrodestra nel recente passaggio al Governo abbia comunque dato un primo segnale significativo. Le è noto il miliardo di euro che è stato stanziato per la sicurezza e la tutela del territorio, con alcuni accordi di programma, tra cui quello sottoscritto per 170 milioni di euro, attraverso anche il cofinanziamento della regione, proprio con la regione Emilia Romagna. Ecco, sotto questo profilo, noi riteniamo che il decreto-legge che lei oggi ha annunciato in questa sede possa essere sicuramente positivo se supererà le maglie di quella che è la Ragioneria generale dello Stato. Ci permettiamo, comunque, di ritenere che, in ogni caso, un piano stralcio vada ugualmente presentato con la copertura che si potrà trovare in questa situazione
(Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

06/06/2012

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Tommaso Foti TommasoFoti
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