Camera

Questione pregiudiziale - Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e prevenzione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19

Data: 09/03/2021
Numero: 465
Soggetto: Camera dei Deputati

Disegno di legge: S. 2066 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2, recante ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e prevenzione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e di svolgimento delle elezioni per l'anno 2021 (Approvato dal Senato) (A.C. 2921)

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PRESIDENTE. Passiamo all'esame della questione pregiudiziale Lollobrigida ed altri n. 1 (Vedi l'allegato A). Avverto che, a norma del comma 3 dell'articolo 40 del Regolamento, la questione pregiudiziale può essere illustrata per non più di dieci minuti da uno solo dei proponenti. Potrà altresì intervenire un deputato per ognuno degli altri gruppi per non più di cinque minuti. Il deputato Tommaso Foti ha facoltà di illustrare la questione pregiudiziale n. 1. 

TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo e colleghi, se alle parole seguissero i fatti, questa pregiudiziale, che illustro a nome del gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia, sarebbe votata in modo favorevole all'unanimità, perché questa pregiudiziale mette il dito nella piaga di temi sui quali il Parlamento si è già pronunciato e si è pronunciato in modo chiaro, a partire dall'ordine del giorno, di cui poi parlerò, che venne approvato a prima firma del presidente del Comitato per la legislazione. È pur vero che noi siamo sognatori, però non siamo illusi, quindi siamo certi che la nostra pregiudiziale, nonostante la sua piena fondatezza, sarà sicuramente respinta. Vede, Presidente, mi sovviene una frase di Goethe, quando diceva: hanno scacciato il maligno e ci sono restati tutti i piccoli malvagi; ecco, noi non vorremmo che, in questo falso cambiamento che è sotto i nostri occhi, il maligno effettivamente fosse stato scacciato, ma fossero rimasti i malvagi. Anche perché di malvagi, in questi giorni, ne abbiamo visti all'opera tanti, a partire da alcuni esponenti del cosiddetto mondo dell'informazione, che hanno speculato malvagiamente… 

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, deputato Foti, la devo interrompere, mio malgrado. Ricordo ai deputati - colleghi, colleghi! - che va mantenuto il distanziamento fisico, che vanno tenute le mascherine, che non si danno le spalle alla Presidenza - colleghi - e soprattutto che bisogna tenere un atteggiamento composto e consentire a chi ha la parola di poter sviluppare il proprio ragionamento senza essere disturbato. Non si sta votando, chi vuole parlare – colleghi! - deve semplicemente accomodarsi fuori dall'Aula. Prego, prosegua, deputato Foti. 

TOMMASO FOTI (FDI). Dicevo, Presidente, che proprio in questi giorni, nel mondo della cosiddetta informazione, è andata in scena una malvagia speculazione su una vicenda inesistente, a cura di un ciarlatano e di altri che l'hanno seguito, che ha ignobilmente colpito il presidente di Fratelli d'Italia, onorevole Giorgia Meloni, a cui va la nostra solidarietà (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), non solo per affinità politica, ma perché i fatti che non esistono non possono essere elevati a prova e soprattutto perché, in uno Stato di diritto, non si possono diffondere verbali "a rudo", quando essi sono secretati (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) e vi è chi, nell'ambito della magistratura ha, non il diritto ma il dovere di esercitare l'azione penale. Allora, vedete, noi non vorremmo che dai maligni passassimo ai malvagi, come abbiamo detto, anche sotto il profilo della tecnica legislativa, perché quella di seguire una iniziale prassi, che oggi è diventata regola, e cioè la confluenza di più decreti-legge in un unico decreto-legge, è una procedura scandalosa, che noi abbiamo denunciato, sulla quale questo Parlamento si è già pronunciato, ma che evidentemente è stata del tutto ignorata. È stata del tutto ignorata perché il richiamo del Comitato per la legislazione del 12 gennaio 2021 non è stato tenuto in alcun conto, nonostante chiaramente indicasse i limiti di una procedura che finisce per aumentare in modo esponenziale quello che è il contenuto di un decreto e che finisce, soprattutto, per rendere lo stesso praticamente illeggibile nei confronti di coloro i quali sono i destinatari del decretolegge, e cioè i cittadini. Ma dirò di più: vi è stato un ordine del giorno approvato in quest'Aula, nel quale chiaramente si impegnava il Governo ad evitare la confluenza fra diversi decreti-legge, limitando tale fenomeno a circostanze di assoluta eccezionalità, da motivare adeguatamente nel corso dei lavori parlamentari. E dirò di più: il Comitato per la legislazione, proprio esaminando questo decreto-legge nei giorni scorsi, aveva chiesto che la Commissione competente di merito potesse ricevere dal Governo le ragioni per le quali questa confluenza era stata operata: non vi è stato nulla di tutto ciò, ma vi faccio presente che in questa legislatura sono venticinque i decreti-legge che sono confluiti in altri decreti-legge, dei quali venti attengono tutti al periodo dell'emergenza sanitaria. Allora, noi non vorremmo dover e poter dire che l'emergenza COVID coincide con un addio ai lavori del Parlamento, perché l'emergenza COVID si concretizza in: undici decreti-legge, ventidue decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri e, soltanto in tre mesi, ventisei ordinanze da parte del Ministro della Salute. Insomma, siamo in presenza di una bulimia normativa del Governo, incurante del ruolo del Parlamento, in una materia, peraltro, che è di competenza esclusiva dello Stato, così come attestato dall'ordinanza della Corte costituzionale n. 4 del 2021, atteso che è materia di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera q), della Costituzione. Ma dirò di più: non solo da questi banchi, ma anche da altri banchi, si è per molto tempo criticato l'utilizzo del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Allora, signor Presidente, nel nome della verità dei fatti mi sono permesso di confrontare l'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, a firma dell'allora Presidente Conte, con il primo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, a firma del Presidente Draghi, e ho ricavato che "tutto cambia, perché nulla cambi": avete elevato ancora una volta a sistema quello che era un paradosso solo di un piacevole racconto di Tomasi di Lampedusa. Bene, confrontando i due decreti, l'articolo 12 del decreto del Presidente del Consiglio Conte è oggi l'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Draghi. L'articolo 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri a firma Conte oggi è diviso esattamente tra l'articolo 5 e l'articolo 6 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri a firma Draghi. L'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio Conte è stato diluito nei più snelli articoli 1, 2, 7, 9, 10 e 11 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri a firma Draghi. Insomma, invertendo l'ordine dei fattori, in questo caso invertendo l'ordine degli articoli, il prodotto non è cambiato: c'era caos con Conte, c'è caos con Draghi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia); c'era arbitrio con Conte, c'è arbitrio con Draghi; c'erano divieti a raffica con Conte, ci sono divieti a raffica con Draghi. Ma vi è un piccolo particolare: non sono cambiati quei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, ma neppure è cambiata la Costituzione che quei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri violano. E, allora - vado alla conclusione, signor Presidente - l'articolo 13 della Costituzione, che recita che la libertà personale è inviolabile, era tale prima e dopo Conte. L'articolo 17 era tale prima e tale è rimasto dopo Conte. L'articolo 41, per cui l'iniziativa economica è libera, era tale prima e dopo Conte. E allora, colleghi, noi abbiamo presentato questa pregiudiziale perché, in fin dei conti, abbiamo preso atto di una felice intuizione del precedente Presidente della Repubblica francese Pompidou. Egli asseriva che c'erano tre modi per andare in rovina: uno che riguardava le avventure femminili; il secondo, il più celere, il gioco; ma il più sicuro era quello dei tecnici. Ci siete riusciti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

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TommasoFoti
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