Camera

Riforme costituzionali; il Parlamento non sia usato a 'gettone'

Data: 15/10/2020
Numero: 409
Soggetto: Camera dei Deputati

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TOMMASO FOTI (FDI). Signora Presidente, lungi da noi voler, proprio oggi, mettere in atto delle forme di protesta clamorose, però non possiamo esimerci da alcune osservazioni di natura politica, che sono sotto gli occhi di tutti. Il collega Prisco, il collega Donzelli e la collega Meloni, ancorché sostituiti in Commissione, sono sottoposti ad un tour de force per le riforme costituzionali. Addirittura, la Commissione affari costituzionali è già convocata per lunedì prossimo, per esaminare un'altra riforma, che deve essere presentata all'attenzione e al voto dell'Aula. Ebbene, martedì – quindi, due giorni fa - in quest'Aula, a quest'ora, si stava svolgendo il dibattito sulle riforme costituzionali oggi iscritte all'ordine del giorno per la dichiarazione di voto e il voto finale e nessuno aveva sollevato questioni. Poteva esservi una diversa valutazione politica, tra, com'è naturale, maggioranza e opposizione, ma non vi è stata sicuramente una richiesta in quella sede di rinviare la discussione e il voto di oggi. E, vedete, neanche la vicenda COVID oggi può fare da ombrello, perché i numeri, il 316, era raggiungibile, al di là delle missioni e delle persone e dei colleghi che, purtroppo, non possono presenziare ai nostri lavori. Allora, vede, signora Presidente, nessuno mette in dubbio l'applicazione dell'articolo 99, comma 2, del Regolamento da parte del signor Presidente, fatto salvo che quel "breve", che indica il Regolamento per il rinvio, non è stato definito nella Conferenza dei presidenti di gruppo. Infatti, un "rinvio a breve" dovrebbe avere una scadenza. Ma la collega Boschi, nella Conferenza dei presidenti di gruppo, ha chiaramente fatto intendere che la richiesta di rinvio, non è dovuta a motivi tecnici, ma esclusivamente a valutazioni di ordine politico, sulla necessità di poter proseguire nel discorso di questa riforma. Allora, vedete, noi avevamo già in passato sottolineato come fosse importante definire le riforme costituzionali forse in un'unica sessione, per avere un quadro organico e non affrontare gli argomenti a spizzichi e bocconi, quasi che la Costituzione fosse il regolamento di un consiglio di circoscrizione. Ma, evidentemente, al di là di questo aspetto formale e sostanziale, oggi siamo in presenza di una vicenda politica che non può essere sottaciuta. Giunti al momento delle dichiarazioni di voto, la maggioranza e i gruppi di maggioranza accondiscendo alla richiesta di un gruppo di maggioranza, di non esaminare e non votare un provvedimento, che non è stato iscritto all'ordine del giorno su richiesta dell'opposizione: è stato calato dall'alto da questa maggioranza, unitamente alla riforma che dovrà essere affrontata da questo ramo del Parlamento nei prossimi giorni. Allora, non ci si venga a prendere in giro! Non si dica che questo non è un momento di crisi politica! Ci si spieghino almeno le ragioni per le quali si pensa di utilizzare questo ramo del Parlamento a gettone. Infatti, per i decreti-legge, vale la fiducia e, quando si deve votare con maggioranze qualificate, vale il rinvio. Vorrei capire se la nostra presenza deve essere solo quella di pochi atti ispettivi o di indirizzo, peraltro, anche quelli peggio affrontati e ancora peggio valutati (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TommasoFoti
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