Camera

TAV, differenze programmatiche nel Governo coperte nel modo piu' ignominioso

Data: 13/02/2019
Numero: 125
Soggetto: Camera dei Deputati

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà. 

TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, al di là delle ragioni regolamentari testé esposte con chiarezza dal collega Sisto, ve ne sono anche di natura pratica e politica. Partiamo dalla natura pratica. Stiamo impegnando più del tempo necessario a discutere se passare alle dichiarazioni di voto sulla TAV che a iniziare le dichiarazioni di voto e chiudere il voto sulle mozioni della TAV, perché lei sa meglio di me che siamo in fase di dichiarazione di voto e, quindi, non c'è neanche l'alibi di chissà che cosa potrebbe succedere, di quali pesanti rinvii potrebbe avere la proposta di legge di riforma costituzionale in esame; l'alibi non tiene, perché in un'ora e mezza si risolverebbe il problema. Qui il problema è tutto politico ed è un problema tutto politico che ci porta al 20 dicembre del 2016, quando il MoVimento 5 Stelle, per bocca di alcuni che oggi sono sottosegretari e Ministri di quel Governo, interveniva sostenendo che la TAV era una cosa del tutto inutile, una spesa del tutto inutile; addirittura si accusava l'allora Ministro Galletti di essere su quei banchi per proteggere probabilmente le aziende mafiose che volevano intervenire sulla TAV e vi era un gruppo, quello della Lega, che votava contro la richiesta del MoVimento 5 Stelle di incostituzionalità della proposta di ratifica degli accordi in esame, poi trasfusi nella legge del 2017, proprio perché riteneva che, invece, quell'opera fosse necessaria. Questo è il giochetto, il balletto che abbiamo davanti, perché non mi si venga a dire, come ha detto, con non so se simpatica baldanza o smisurata ingenuità, qualche collega, affermando: non possiamo passare alla votazione delle mozioni per il semplice motivo che sono state depositate alcune relazioni e i gruppi hanno bisogno di tempo. Ma i gruppi non hanno più bisogno di tempo, perché essendo in fase di dichiarazione di voto sulle mozioni, non è che si possa cambiare opinione rispetto a quanto eventualmente sia già stato depositato agli atti in queste ore. Ovviamente, si possono votare quelle mozioni nello stato di diritto e di fatto in cui si trovano e come sono state presentate; tutt'al più, è il Governo che dovrebbe avere, anziché poche, ma confuse idee, qualche idea chiara e suggerire eventualmente una riformulazione. Si vuole scappare da una decisione parlamentare, così come si scappa, sul territorio, dall'eventuale referendum, perché vi è evidentemente una concezione strana della democrazia e della trasparenza e questa concezione strana sta in questi termini: se è interesse dei 5 Stelle votare, si vota, se non è interesse dei 5 Stelle votare, non si vota, e abbiamo un convitato di pietra, cioè la Lega, che anche su un tema come questo, per il quale, vorrei ricordare, si è spesa nelle recenti manifestazioni di piazza, non dice chiaramente: procediamo alla votazione delle mozioni in esame. Il TAV sta diventando uno dei tanti balletti attraverso i quali si cerca di coprire alcune evidenti differenze programmatiche e lo si fa in quale modo? Nel modo più ignominioso, anziché con il confronto, con la fuga. È una vergogna se non si fanno votare le mozioni oggi iscritte all'ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl