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Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021; voto contrario per ragioni di principio e di merito, ma anche di metodo

Data: 25/11/2020
Soggetto: Commissione VIII - Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023. C. 2790-bis Governo. 
(Parere alla V Commissione). 

(Seguito esame e conclusione – Relazione favorevole con condizioni e osservazioni).

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Tommaso FOTI (FDI) registra un sentimento di imbarazzo della maggioranza nell'esame del provvedimento, che ritiene tuttavia giustificato. In primo luogo, appare ingiustificato il ritardo nei tempi di presentazione alle Camere, cui ha fatto seguito l'inevitabile stralcio di numerose disposizioni del tutto estranee a questo strumento normativo. Molte di esse, peraltro, erano di competenza proprio della Commissione, quali ad esempio le dispozioni concernenti l'edilizia scolastica, il completamento del progetto « Mantova Hub », la chiusura della liquidazione della società Stretto di Messina Spa, i titolari di concessioni autostradali, la strada a scorrimento veloce Lioni- Grottaminarda, le disposizioni in materia di concessioni di grandi derivazioni d'acqua per uso idroelettrico. Integrando le considerazioni del collega che lo ha preceduto sul versante delle misure connesse alle opere infrastrutturali ed edilizie, rileva che l'accusa di sostanziale assenza di iniziativa legislativa e politica formulata per il ministro Costa può certamente essere estesa anche alla ministra De Micheli. Ancora ricorda che la revoca della concessione autostradale- invocata dopo il crollo del ponte di Genova dal governo precedente ed assunta come impegno inderogabile dall'attuale – è ben lungi dalla sua concretizzazione ed anzi vi sono dei segnali che suggeriscono la ricerca di una transazione che è cosa ben diversa dalla revoca di imperio. A suo avviso, sarebbe stato utile garantire la stabilizzazione di una serie di misure premiali, soprattutto sul fronte del recupero fiscale, che esistono ma che hanno un orizzonte temporale così limitato da non consentire agli operatori del mercato immobiliare e alle famiglie di orientare le proprie scelte nel medio periodo. Il Governo ha preferito ragionare in termini di bonus immediati, piuttosto che adottare una strategia almeno triennale – come pure richiede la logica del bilancio pluriennale – per favorire strumenti che si rilevano importanti per favorire investimenti privati e facilitare l'emersione dell'evasione fiscale. Non si sofferma su una serie di disposizioni di portata ridotta, limitandosi ad osservare che non avrebbero dovuto trovare spazio nella legge di bilancio, quanto piuttosto nell'annunciato e mai presentato disegno di legge denominato « collegato ambientale », rilevando che questo atteggiamento omissivo del Governo determina una menomazione importante delle prerogative della Commissione Ambiente. Analogo discorso si può avanzare in relazione alla mancata presentazione di una norma per il prossimo Giubileo. Ricorda al riguardo l'importante opera normativa svolta in questa sede in occasione del Giubileo del 2000, evidenziando come i tempi che intercorrono fino al prossimo, pur astrattamente lunghi, si rivelano invece stringenti, dati i tempi prevedibili per la realizzazione delle opere e la conclamata inerzia governativa. Tale inerzia è stata condivisa, con diversi accenti ma in modo unanime, da tutti i soggetti intervenuti nel ciclo di audizioni svolto dalla Commissione nella giornata di ieri, nella quale sono state riproposte idee di buon senso – quali ad esempio quelle formulate dalla FIAP – che il Governo non ha saputo né voluto far proprie. Esulando in parte dai temi di specifica competenza della Commissione, ritiene che occorra fare uno sforza per superare l'attuale situazioni di crisi economica con strumenti efficaci, quale ad esempio la cedolare secca per le locazioni commerciali, la stimolazione delle spese in conto capitale e ogni altra misura che abbia effetti di moltiplicazione del prodotto interno e del reddito. Conclusivamente preannuncia che il voto contrario della sua parte politica trova fondamento in ragioni di principio e di merito ma anche di metodo. Appare infatti una grave anomalia inframezzare la sessione di bilancio con la votazione dell'ennesima autorizzazione allo scostamento di bilancio e concluderla con la mera ratifica di un pacchetto di decreti legge denominati « decreto ristoro » sui cui contenuti questo ramo del Parlamento non avrà la possibilità di intervenire.

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TommasoFoti
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