Camera

Comunicazioni del Presidente sugli effetti regolamentari della riforma costituzionale relativa alla riduzione del numero dei parlamentari

Data: 04/03/2020
Soggetto: Giunta per il Regolamento

Seguito della discussione delle comunicazioni del Presidente sugli effetti regolamentari della riforma costituzionale relativa alla riduzione del numero dei parlamentari

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Tommaso FOTI ritiene che, giunti ormai all'attuale fase prodromica allo svolgimento del referendum, i termini della questione non muterebbero se, per avviare il lavoro sulle riforme regolamentari, si attendesse lo svolgimento della consultazione referendaria; altra cosa sono le riforme regolamentari, del tipo di quelle prospettate dal collega Giachetti, che attengono da tempo a problemi di funzionamento della Camera e che quindi, pur essendo certamente possibile trattarle congiuntamente a quelle connesse alla riduzione dei parlamentari, meritano a suo avviso una valutazione prioritaria che ne consiglia anche la trattazione separata, stante la loro indipendenza dalle altre.

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Tommaso FOTI ritiene che la situazione determinatasi a seguito dell'emergenza Coronavirus vada considerata in relazione alle diverse situazioni che si possono in concreto prefigurare. In particolare, sottopone alla riflessione della Giunta la differenza fra le diverse fattispecie che possono venire in rilievo relativamente ai deputati interessati dai provvedimenti limitativi assunti dal Governo: se, da un lato, sono ben comprensibili le limitazioni derivanti ad un soggetto all'esito positivo dei test, così come le autolimitazioni che un deputato sano, ma residente in uno dei territori compresi nella cosiddetta zona rossa, può imporsi a tutela della salute pubblica, appare a suo avviso degna di una specifica, attenta considerazione, ai fini del dibattito in corso in Giunta, la peculiare situazione, riportata dalla stampa, di un soggetto – un farmacista, nel caso di specie – che risulterebbe essere stato autorizzato ad accedere e ad uscire dalla zona rossa in quanto incaricato di un pubblico servizio. Ebbene, alla luce di tale precisa fattispecie concreta – e per risolvere la questione posta con riferimento ai parlamentari, in ragione dell'indiscutibile rilievo costituzionale del loro ruolo e delle loro prerogative ed al fine di evitarne un vulnus – ritiene che la via dell'intervento normativo prefigurata dal Presidente potrebbe essere declinata anche valutando una modifica del DPCM adottato in attuazione del decreto-legge n. 6 del 2020, a tal fine integrando opportunamente, con il caso dei parlamentari, le categorie di soggetti cui consentire una deroga alle limitazioni della circolazione ivi contemplate: ciò peraltro richiederebbe tempi senz'altro più rapidi di quelli del procedimento legislativo.

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TommasoFoti
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