Camera

Giunta per il Regolamento - Riduzione del numero dei parlamentari e necessita' di adeguamenti regolamentari

Data: 03/10/2019
Soggetto: Giunta per il Regolamento

Comunicazioni del Presidente.

Roberto FICO, Presidente, fa presente che, come già rappresentato in sede di Conferenza dei Capigruppo nella riunione del 1o agosto scorso, ad esito della seconda deliberazione della Camera sulla proposta di legge costituzionale relativa alla riduzione del numero dei parlamentari, prevista la prossima settimana, sarà necessario procedere tempestivamente ad un'analisi degli effetti della riforma costituzionale sul piano regolamentare. A questo riguardo aggiunge che, con lettera dello scorso 1o ottobre, il Presidente della Commissione Affari costituzionali, Giuseppe Brescia, gli ha rappresentato che tale esigenza è emersa anche nella seduta della I Commissione tenutasi in pari data, in occasione della conclusione dell'esame in sede referente della proposta di legge costituzionale in questione. Osserva che la riduzione del numero dei deputati contemplata dalla riforma comporta, anzitutto, la necessità di svolgere una riflessione sull'opportunità di modificare le norme regolamentari vigenti che prevedono quorum per l'attivazione di procedure o per la presentazione di strumenti, in particolare ove gli stessi siano formulati in termini assoluti e non percentuali: sono alquanto numerose le disposizioni regolamentari che prevedono specifici quorum e che investono le procedure dell'Assemblea e delle Commissioni, sicché la riflessione, a suo avviso, dovrà necessariamente partire da una analitica ricognizione delle stesse. Vi è poi l'esigenza di verificare l'impatto della riforma costituzionale sulla disciplina dei Gruppi parlamentari e delle componenti politiche del Gruppo misto, nella parte in cui se ne stabiliscono i requisiti numerici minimi (ossia, venti deputati per la formazione di Gruppi senza autorizzazione; dieci per la formazione di componenti politiche del Gruppo Misto senza autorizzazione; tre per le componenti autorizzate e per quella delle minoranze linguistiche). D'altra parte, occorre, a suo avviso, anche effettuare una riflessione sull'impatto della riduzione del numero dei deputati rispetto al funzionamento complessivo della Camera e dei suoi organi. Ciò anzitutto con riguardo alla composizione degli organi, considerando non solo l'Ufficio di Presidenza, le Giunte e il Comitato per la legislazione, il numero dei cui componenti è stabilito in termini assoluti dal Regolamento, ma anche le Commissioni permanenti, nelle quali i deputati sono distribuiti in ragione proporzionale alla consistenza numerica dei Gruppi di appartenenza e per le quali non è previsto un numero fisso di componenti. In proposito ritiene che dovrà essere valutato se la riduzione complessiva del numero dei deputati non renda opportuna una riduzione del numero degli attuali organi (in particolare, delle Commissioni permanenti e delle Giunte) attraverso possibili accorpamenti, sia al fine di mantenere una composizione numerica simile a quella attuale, sia per procedere ad una razionalizzazione delle competenze, come da più parti, anche in passato, richiesto. Al riguardo, in particolare per quanto concerne le Commissioni permanenti, ritiene auspicabile un confronto anche con il Senato. Segnala peraltro con l'occasione – ma si tratta di una questione che esula dalle competenze della Giunta e coinvolge direttamente anche il Senato – che sarà opportuno valutare anche l'adeguatezza della composizione numerica delle Commissioni e dei Comitati bicamerali previsti dalle leggi vigenti, verificando con l'occasione se mantengano piena attualità le ragioni che erano state poste alla base dell'istituzione di ciascun organo. Più in generale, nell'ambito della riflessione da svolgere sugli effetti della riduzione del numero dei deputati sul Regolamento, si potrebbe effettuare anche una valutazione sulle complessive modalità di lavoro degli organi parlamentari e sulle relative procedure, in modo da predisporre eventuali adeguamenti volti a rendere più efficace e razionale il lavoro dei deputati, assecondando così una richiesta più volte – e da parecchie legislature – avanzata dai deputati e dai Gruppi. In questa sede ha inteso fornire solo una prima elencazione di questioni che dovranno essere valutate dalla Giunta nella discussione, suscettibile di ogni opportuna integrazione. Informa che è sua intenzione convocare la Giunta una volta integrata la sua composizione con un rappresentante del Gruppo Italia Viva e dopo che la Camera avrà proceduto alla seconda deliberazione sul progetto di legge costituzionale relativo alla riduzione del numero dei parlamentari al fine di svolgere un primo confronto di idee e per individuare anche le modalità procedurali con le quali proseguire il confronto e i necessari approfondimenti: in quella sede potranno essere individuati i relatori cui affidare il compito di istruire le diverse tematiche su cui verterà il dibattito e formulare delle proposte da sottoporre alla discussione della Giunta. Si tratta in sostanza di avviare un lavoro di analisi sull'impatto della riforma sul Regolamento della Camera che si prefigura lungo e complesso, tale da necessitare un'istruttoria approfondita: proprio questa complessità richiede dunque ora un sollecito avvio del confronto in Giunta, fermo restando che non sarà possibile avviare la discussione in Assemblea di una conseguente proposta di riforma del Regolamento fino a che la legge di revisione costituzionale non sarà promulgata.

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Tommaso FOTI, nel convenire sull'indubbio impatto della riforma costituzionale del numero dei parlamentari sui regolamenti e sulla inderogabile necessità di un loro conseguente adeguamento, si associa alle considerazioni svolte dai colleghi Baldelli e Occhiuto, aderendo in particolare alle considerazioni circa la necessità di evitare percorsi sussultori di riforma regolamentare e di verificare la persistenza della volontà politica di proseguire sulle altre progettate riforme costituzionali oggetto dell'attuale dibattito parlamentare. Ritiene indispensabile procedere ad una rivisitazione dei quorum previsti dal Regolamento, in particolare evitando la coesistenza di quorum fissati in termini assoluti e di quorum stabiliti invece in termini percentuali. Conviene poi sull'efficacia del voto ponderato quale strumento di soluzione di situazioni oggettivamente problematiche nelle quali vengano a trovarsi in gioco esigenze antitetiche di rappresentatività e proporzionalità. Auspica infine che nell'ambito delle riflessioni sulle possibili riforme regolamentari possa trovare spazio non solo la ricalibratura in chiave meramente numerica di certi istituti, ma anche una verifica effettiva di alcuni strumenti e procedure parlamentari, al fine di testarne la loro effettiva funzionalità e le possibili linee di riforma: ciò evidentemente al fine di contribuire ad un migliore funzionamento dell'Istituzione parlamentare, in un quadro costituzionale certo e definito.

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TommasoFoti
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